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Regime forfettario, quando si può applicare il 5%

Regime forfettario, quando si può applicare il 5%

Regime forfettario con aliquota di tassazione al 5% per le nuove attività.

La flat tax per le startup è ancora più conveniente, ma è necessario rispettare specifici requisiti che analizzeremo di seguito.

La Legge di Bilancio 2019 non ha modificato le regole per l’applicazione del regime forfettario del 5% e, per favorire la nascita di nuove iniziative economiche, i titolari di partita IVA potranno beneficiare della tassazione super agevolata per i primi 5 anni di attività.

A differenza della flat tax ordinaria per le partite IVA, il regime forfettario al 5% si può applicare soltanto quando concorrono determinati presupposti, sui quali l’Agenzia delle Entrate si è più volte espressa.

Analizziamo di seguito i requisiti previsti, richiamando a precedenti circolari e chiarimenti che si ritengono tutt’ora validi ai fini della valutazione della possibilità o meno di accedere al regime forfettario per le nuove attività.

Regime forfettario 5% startup: ecco requisiti e quando si applica per le nuove attività

Per i soggetti che avviano una nuova attività l’applicazione del regime forfettario è ancora più conveniente: per i primi 5 anni di attività l’imposta dovuta è pari al 5%.

I presupposti e i requisiti da analizzare per capire quando si applica la flat tax del 5% sono i seguenti:

  • il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni che precedono l’avvio dell’attività, un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • la start up non deve essere una prosecuzione di un’attività già svolta in precedenza nella forma di lavoro dipendente o autonomo, fatta esclusione dei casi in cui si tratti di periodi di pratica obbligatoria per l’accesso ad arti o professioni;
  • se si prosegue l’attività svolta da un altro soggetto, i ricavi o compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente non devono superare il limite per l’accesso al regime forfettario (che si ricorda, è pari a 65.000 euro a partire dal 1° gennaio 2019).

A questi requisiti bisognerà poi aggiungere quelli generali previsti per l’accesso al regime forfettario, così come modificati dalla Legge di Bilancio 2019 nella parte che riguarda i limiti relativi all’ex datore di lavoro ed il possesso di quote di controllo societario.

Al netto dei nuovi requisiti sopra elencati, sono i tre paletti generali quelli che generano maggior confusione, soprattutto per quel che riguarda il divieto di accesso al regime forfettario startup nel caso in cui il titolare di partita IVA abbia già esercitato un’attività imprenditoriale.

L’Agenzia delle Entrate si è pronunciata più volte per chiarire chi e quando può beneficiare della flat tax al 5%. Facciamo il punto con le tre circolari più significative in merito.

Regime forfettario startup: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sui requisiti per la tassazione al 5 per cento

Il primo documento di prassi che è necessario citare quando si parla del regime forfettario per le startup è la circolare n. 17/E/2012 relativa al regime dei minimi (regime fiscale di vantaggio) che contiene chiarimenti validi tutt’oggi per chi intende avviare una nuova attività.

In merito al requisiti del mancato esercizio nei tre anni precedenti di un’attività artistica, professionale o di impresa, anche in forma associata e familiare, bisognerà tener conto non del periodo d’imposta ma della data a partire dalla quale si vuole accedere al nuovo regime, verificando che eventuali precedenti attività siano cessate anteriormente all’inizio del triennio (calcolato secondo il calendario comune) che precede l’inizio della nuova attività.

Prendiamo ad esempio un soggetto che ha cessato la propria attività il 31 maggio 2016. In tal caso sarà possibile avviare una nuova attività beneficiando del regime forfettario del 5% nel mese di luglio 2019, senza attendere che si concludano tre periodi d’imposta completi.

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