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Cosa fare dopo aver ritirato la carta reddito di cittadinanza.

Cosa fare dopo aver ritirato la carta reddito di cittadinanza.

Quali sono gli obblighi previsti dalla legge dopo aver ritirato la carta reddito o pensione di cittadinanza? La misura reddito di cittadinanza prevede, oltre al beneficio economico corrisposto mensilmente, il reinserimento lavorativo di tutti i componenti del nucleo familiare. Infatti la famiglia beneficiaria del reddito di cittadinanza, deve sottoscrivere il patto lavorativo o il patto di inclusione sociale, per i richiedenti in condizione di povertà o disagio. Vediamo insieme quali sono gli obblighi da rispettare, per ricevere tutti i mesi le ricariche Inps.

Chi è obbligato a sottoscrivere la Dichiarazione di disponibilità al lavoro?

Per ricevere correttamente tutti i mesi le ricariche del reddito di cittadinanza, bisogna rispettare alcuni impegni:

  1. disponibilità al lavoro (DID),
  2. sottoscrizione del patto di lavoro presso i centri per l’impiego o le agenzie per il lavoro ed il patto di inclusione sociale, da firmare presso i servizi sociali del Comune di residenza.

Il tutto finalizzato all’inserimento lavorativo, la riqualificazione professionale ed all’inclusione sociale.

Devono rispettare tutte le condizioni del reddito di cittadinanza, non solo il richiedente, ma tutti i componenti familiari del beneficiario che:

  • non siano occupati
  • siano occupati, con un reddito reddito inferiore a 8000 euro da lavoro dipendente e 4800 euro da lavoro autonomo
  • non frequentano un regolare percorso di studi,
  • che hanno un’età non superiore a 65 anni,
  • non siano disabili.

Tutti questi componenti, devono sottoscrivere la DID (dichiarazione disponibilità al lavoro) ed aderire ad un percorso personalizzato.

Sono esclusi da questo primo adempimento:

  • i minorenni del nucleo familiare del richiedente,
  • i componenti familiari con più di 65 anni,
  • i titolari di trattamento pensionistico o che percepiscono la pensione di cittadinanza,
  • i disabili, (salvo ne facciamo richiesta personalmente)
  • coloro che sono occupati con un reddito superiore a  8000 euro da lavoro dipendente e 4800 con reddito da lavoro autonomo,
  • i componenti che frequentano un regolare percorso di studio.

Dopo la convocazione e la valutazione dei centri per l’impiego, possono essere esonerati dalla dichiarazione di disponibilità al lavoro:

  • i componenti che assistono persone con disabilità grave o non autosufficienti;
  • i componenti del nucleo che hanno carichi di cura per bambini minori di tre anni,
  • coloro che frequentano corsi di formazione,
  • gli occupati con reddito da lavoro dipendente inferiore a 8000 euro e di lavoro autonomo inferiore a 4800 euro. (Art. 4 comma 15 ter del decreto legge 4/2019)

E’ possibile presentare la DID presso i centri per l’impiego (anche quando si verrà convocati), con la piattaforma online di ANPAL e presso i patronati convenzionati. Sono esonerati i soggetti che hanno dichiarato la DID tramite la disoccupazione Naspi.

Quando verrò convocato dal Centro per l’Impiego

Entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio reddito di cittadinanza da parte dell’Inps, i Centri per l’impiego convocano i beneficiari del Rdc, per sottoscrivere il patto per il lavoro. Vengono convocati esclusivamente, solo se nel nucleo familiare, si trovano uno o più componenti, in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. i disoccupati da non più di due anni,
  2. i beneficiari di disoccupazione Naspi, di cassa integrazione, di mobilità o di altra prestazione e tutti i soggetti che hanno terminato la disoccupazione da non più di un anno,
  3. tutti coloro che hanno attivo un patto di servizio negli ultimi due anni e che non hanno sottoscritto un progetto personalizzato,
  4. tutti i soggetti che non hanno sottoscritto il progetto personalizzato REI, ai servizi sociali del Comune di Residenza.

In tutti gli altri casi, non precedentemente descritti, entro 30 giorni, il beneficiario viene convocato dai servizi sociali del Comune di residenza per sottoscrivere il patto di inclusione sociale, per avviare un percorso di attivazione sociale e lavorativa, coinvolgendo tutti gli Enti territoriali.

In queste fasi, i Centri per l’impiego ed il Comune, verificano la situazione del nucleo e comunicato all’Inps, il possesso dei requisiti del nucleo familiare del richiedente del Rdc. (Come avviene per la comunicazione della DID e patto di servizio, per la disoccupazione Naspi). Inoltre gli Enti fanni sottoscrive al beneficiario:

  • la dichiarazione di disponibilità al lavoro ed il patto di lavoro (ai centri per l’impiego),
  • il patto per l’inclusione sociale (presso i servizi sociali).

Quindi sarai convocato tramite sms o email, dai Centri per l’impiego o dai servizi sociali del Comune. Noi consigliamo di contattare direttamente o di recarsi al centro per l’impiego, entro il trentesimo giorno dall’erogazione del reddito di cittadinanza. Ad esempio per chi ha percepito il Rdc il 18 Aprile 2019, consigliamo di contattare il centro per l’impiego, entro il 16 Maggio 2019. La mancata presenta alla convocazione o agli ulteriori appuntamenti presso i Centri per l’impiego ed i Comuni, senza motivi validi, comporta la decurtazione tra una e tre mensilità del reddito di cittadinanza. (Una decuratazione in caso di assenza per la prima volta, tre mensilità nel caso di assenza sino alla terza convocazione)

Che succede dopo la convocazione ai centri per l’impiego?

Con la convocazione e la sottoscrizione della DID ed il patto per il lavoro presso i centri per l’impiego, i beneficiari del reddito di cittadinanza si impegnano:

  • a collaborare alla formulazione del patto per il lavoro,
  • a registrarsi alla piattaforma telematica predisposta dal Ministero, per gestire il reddito di cittadinanza e per consultare quotidianamente le offerte di lavoro,
  • sostenere colloqui psicoattitudinali, al fine dell’inserimento lavorativo,
  • svolgere per almeno 8 ore settimanali progetti di utilità sociali presso il Comune previsti dal patto.

Il reddito di cittadinanza decade anche quando, non si accettano una di tre offerte di lavoro congrue, con una retribuzione lorda non inferiore a 858 euro. E’ ritenuta congrua un’offerta di lavoro:

Offerta di Lavoro congrua reddito di cittadinanza retribuzione non inferiore a 858 euro lorda

Durata del Reddito di cittadinanza 1° OFFERTA DI LAVORO 2° OFFERTA DI LAVORO 3° OFFERTA DI LAVORO
Nei primi 12 mesi entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario entro 250 km di distanza dalla residenza del beneficiario Ovunque collocata nel territorio italiano
Nei primi 12 mesi con componenti familiari disabili entro 100 minuti con i trasporti pubblici entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario entro 250 km di distanza dalla residenza del beneficiario
Dai 13 mesi ai 18 mesi entro 250 km di distanza dalla residenza del beneficiario entro 250 km di distanza dalla residenza del beneficiario Ovunque collocata nel territorio italiano
Dai 13 mesi ai 24 mesi in caso di nuclei familiari con figli minori entro 250 km di distanza dalla residenza del beneficiario entro 250 km di distanza dalla residenza del beneficiario Ovunque collocata nel territorio italiano
Dai 13 mesi ai 24 mesi in caso di nuclei familiari con persone disabili entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario
Dopo 18 mesi in caso di rinnovo del beneficio Ovunque offerta di lavoro collocata nel territorio italiano Ovunque offerta di lavoro collocata nel territorio italiano Ovunque offerta di lavoro collocata nel territorio italiano
Dopo 18 mesi in caso di rinnovo del beneficio con componenti disabili entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario
Dopo 24 mesi in caso di rinnovo del beneficio con figli minori Ovunque offerta di lavoro collocata nel territorio italiano Ovunque offerta di lavoro collocata nel territorio italiano Ovunque offerta di lavoro collocata nel territorio italiano

Per chi ha firmato il patto di lavoro con il centro per l’impiego o ha le credenziali di accesso della piattaforma telematica, ha diritto ad ottenere fino al 31/12/2021, l’assegno di ricollocazione dell’Anpal.

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