Archivia 25 Marzo 2020

Collaboratori sportivi: informazioni riguardanti l’indennità di cui all’art. 96 del DL “Cura Italia”

Tra le misure a sostegno del mondo sportivo, l’articolo 96 prevede un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro per i rapporti di collaborazione già in essere alla data del 23 febbraio 2020 “presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche” di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

L’indennità sarà riconosciuta da Sport e Salute S.p.A.

Le modalità di presentazione delle domande saranno individuate con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con l’Autorità delegata in materia di sport, da adottare entro 15 giorni dal 18 marzo 2020, data di pubblicazione del decreto “Cura Italia”. Con lo stesso decreto verranno definiti i criteri di gestione del fondo e le forme di monitoraggio della spesa e del relativo controllo.

Non appena emanato il decreto, sarà data pubblicazione sul sito alle modalità di presentazione delle domande.

Si precisa che, alla data del 23 marzo 2020, non essendo ancora stato emanato il relativo decreto, non esiste alcun modulo di presentazione della domanda o format di autocertificazione e che, per presentare la domanda, occorrerà attendere le modalità che la società Sport e Salute pubblicherà sul proprio sito istituzionale.

La società ha comunque attivato un indirizzo email dedicato: curaitalia@sportesalute.eu.

Art.96
(Indennità collaboratori sportivi)

  1. L’indennità di cui all’articolo 27 è riconosciuta da Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020, anche in relazione ai rapporti di collaborazione presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, già in essere alla data del 23 febbraio 2020. Il predetto emolumento non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
  2. Per le finalità di cui al comma 1 le risorse trasferite a Sport e Salute s.p.a. sono incrementate di 50 milioni di euro per l’anno 2020.
  3. Le domande degli interessati, unitamente all’autocertificazione della preesistenza del rapporto di collaborazione e della mancata percezione di altro reddito da lavoro, sono presentate alla società Sport e Salute s.p.a. che, sulla base del registro di cui all’art. 7, comma 2, del decreto legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito in legge 27 luglio 2004, n. 186, acquisito dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sulla base di apposite intese, le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione.
  4. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con l’Autorità delegata in materia di sport, da adottare entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le modalità di presentazione delle domande di cui al comma 3, e definiti i criteri di gestione del fondo di cui al comma 2 nonché le forme di monitoraggio della spesa e del relativo controllo.
  5. Alla copertura degli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.

Sospensione Mutuo: modulo e autocertificazione Consap per la sospensione delle rate mutuo… Facciamo chiarezza.

Tra i provvedimenti messi in atto per contrastare la crisi economica c’è l’estensione dei requisiti per l’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa, operativo dal 2013, che consente di sospendere il pagamento delle rate del mutuo (per la sola prima casa) per un massimo di due volte e per un periodo complessivo di un massimo di 18 mesi.

Prima dell’arrivo delle misure economiche legate alla diffusione del Coronavirus, l’accesso al Fondo di solidarietà era limitato a chi aveva perso il lavoro, a chi era diventato non autosufficiente a causa di un handicap oppure agli eredi della persona titolare del mutuo deceduta prima di completare il saldo di tutte le rate.

Con il decreto della scorsa settimana, l’accesso al fondo di solidarietà ha nuovi requisiti ed il numero di cittadini che avranno la possibilità di richiedere quest’agevolazione, andando a sospendere le rate del mutuo per un lungo periodo di tempo, potrà aumentare in misura significativa.

Vediamo, quindi, chi può richiedere la sospensione delle rate demutuo per la prima casa e come fare ad accedere a quest’importante agevolazione che arriverà in aiuto a moltissime famiglie italiane.

Sospensione mutuo: chi può richiederla

L’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa che permette la sospensione delle rate del mutuo è stato allargato ad un numero maggiore di cittadini. Nelle ultime settimane, infatti, il Governo ha allargato la possibilità di accesso al fondo anche ai lavoratori dipendenti che, pur non perdendo il lavoro, hanno subito la “sospensione del lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni”.

Successivamente, l’accesso al fondo è stato ulteriormente ampliato, in questo caso per 9 mesi, ai lavoratori autonomi ed ai liberi professionisti. Grazie al nuovo decreto, infatti, possono accedere al fondo anche queste figure professionali che a causa delle misure restrittive messe in atto per contrastare la pandemia di Coronavirus hanno fatto registrare un calo del fatturato pari ad almeno il 33%.

Il calo del fatturato viene considerato a partire dal 21 febbraio 2020, data in cui si è registrato il primo caso di Coronavirus in Italia. Considerando che le misure restrittive continueranno ancora per diverse settimane, è chiaro che il numero di lavoratori autonomi e liberi professionisti che potranno richiedere la sospensione del mutuo è molto elevato.

Bisogna sottolineare, in ogni caso, che per l’accesso al Fondo di solidarietà è necessario rispettare alcuni requisiti aggiuntivi (in alcuni casi anche molto stringenti) che dovranno essere rispettati per poter richiedere l’agevolazione prevista dalla normativa e ampliata dal recente decreto del Governo. Ecco, quindi, alcuni requisiti da rispettare per poter accedere alla sospensione del mutuo.

  • la sospensione dal pagamento delle rate del mutuo vale esclusivamente per il mutuo per la prima casa e non può essere concessa per le rate di un mutuo attivato per l’acquisto di un immobile differente
  • è presente una limitazione all’importo complessivo del mutuo, superato tale importo, infatti, non è possibile richiedere la sospensione; la normativa chiarisce che la sospensione del mutuo può essere applicata solo ai mutui di importo inferiore ai 250 mila Euro
  • per l’accesso alla sospensione delle rate del mutuo è necessario che il mutuo stesso sia in ammortamento da almeno un anno e che tutte le rate siano state pagate puntualmente, o almeno non sia mai stato registrato un ritardo superiore ai tre mesi per il saldo di una rata

Da notare, inoltre, che la normativa per l’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa prevede anche un altro requisito che, per ora, è stato sospeso. Si tratta dell’Isee che doveva essere inferiore ai 30 mila Euro annui. Tale requisito, considerando la situazione di emergenza che stiamo vivendo in Italia, è stato sospeso per i prossimi 9 mesi.

Al momento, i fondi stanziati dal Governo per il Fondo di solidarietà mutui prima casa sono pari a 400 milioni di Euro. Il fondo copre il 50% degli interessi del mutuo per il periodo di sospensione mentre la restante parte resterà a carico del cliente che ha attivato il mutuo con la banca.

Come richiedere la sospensione del mutuo

In generale, la procedura d’accesso al Fondo di solidarietà che permette di sospendere il pagamento del mutuo prima casa è molto semplice. Il cliente che rientra nei requisti per l’ottenimento della sospensione, infatti, deve presentare alla propria banca un apposito modulo aggiungendo tutta la documentazione richiesta per avviare la pratica. Il modulo in questione può essere scaricato dal sito Consap.

Il modulo in questione riassume anche tutte le informazioni da fornire alla banca (in particolare le motivazioni) per verificare il rispetto dei requisiti per l’accesso a questa particolare agevolazione. Il documento va compilato in ogni sua parte e poi presentato all’istituto con cui si è attivato il mutuo.

Per quanto riguarda le nuove agevolazioni connesse all’emergenza Coronavirus, al momento non è ancora disponibile il modulo per la domanda di sospensione del pagamento delle rate del mutuo. Per il momento, infatti, al Ministero dell’Economia è in corso la stesura del regolamento per accedere alla nuova agevolazione prevista dal decreto.

Nel corso delle prossime settimane dovrebbero essere completati tutti i lavori legati ai preparativi “tecnici” e, quindi, dovrebbe essere disponibile il modulo per richiedere l’accesso al Fondo di solidarietà con la possibilità di sospendere il pagamento delle rate del mutuo per la prima casa, seguendo così le direttive fissate dalla normativa.

Aiuti per le famiglie in affitto

In questi ultimi giorni si è parlato anche di possibili misure a sostegno delle famiglie italiane che vivono in affitto. Secondo le ultime statistiche diffuse dall’Istat, quasi il 19% delle famiglie italiane paga un affitto per l’abitazione in cui risiede. Si tratta di una percentuale davvero considerevole, del tutto comparabile alla percentuale di famiglie che vive in una casa pagando un mutuo.

Le famiglie che vivono in una casa pagando un mutuo sono, infatti, il 19.2% del totale mentre la restante parte è già proprietaria dell’immobile in cui vive oppure vive in un’abitazione occupata con formule gratuite di vario tipo. E’ chiaro, quindi, che il numero di famiglie in affitto che potrebbe avere problemi è davvero molto alto. Al momento, non ci sono ancora informazioni in merito a possibili misure di sostegno alle famiglie in affitto.

Compatibilmente con i fondi a disposizione, potrebbero essere studiate soluzioni in grado di garantire un sostegno anche a questi cittadini. Maggiori dettagli in tal senso potrebbero emergere nel corso dei prossimi giorni o, al massimo delle prossime settimane quando il quadro dell’emergenza sarà diventato più chiaro e il Governo avrà la possibilità di aggiungere nuove misure economiche per sostenere i cittadini.

Nuova Sabatini, rate sospese fino a settembre.

Le imprese che stanno utilizzando la Nuova Sabatini, la norma che finanzia l’acquisto di macchinari nuovi delle PMI, possono sospendere il pagamento delle rate fino al prossimo 30 settembre. Lo annuncia il ministero dello Sviluppo economico, in recepimento del decreto Cura Italia (dl 18/2020), che con l’articolo 56, comma 2, sospende i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie.

La norma contenute nel decreto sull’emergenza Coronavirus, specifica il Mise, si applica anche «ai finanziamenti e alle operazioni di leasing finanziario concessi ai sensi dello strumento agevolativo Nuova Sabatini di cui all’articolo 2 del decreto legge 69/2013». Il contributo ministeriale continua invece a essere versato senza variazioni.

Ricordiamo, in estrema sintesi, che la Nuova Sabatini sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. I beni strumentali devono essere nuovi, il finanziamento ha durata massima di cinque anni, è di importo compreso fra 20mila e 4 milioni di euro, può essere assistito da garanzia del Fondo PMI, è previsto un contributo ministeriale che va a coprire gli interessi calcolati convenzionalmente al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per quelli in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (Industria 4.0).

Come detto, in adeguamento alle norme per gestire l’emergenza Coronavorus, slittano al 30 settembre le rate che scadono prima di questa data, mentre il contributo ministeriale resta assicurato. La norma del Cura Italia prevede che il piano di rimborso delle rate oggetto di sospensione sia «dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti». La sospensione, precisa il ministero in relazione alla Nuova Sabatini, è riconosciuta in deroga alla durata massima di cinque anni del finanziamento.

Scadenze auto e moto: guida alle proroghe.

L’emergenza Coronavirus ha riscritto in parte il calendario delle scadenze legate al possesso e utilizzo di auto e moto. Vediamo di seguito una veloce panoramica delle sospensioni e proroghe disposte dai diversi provvedimento delGoverno, in ultimo il Decreto Cura Italia.

Patenti

Prorogata al 31 agosto la validità delle patenti di guida in scadenza dal 31 gennaio. Validi fino al 15 giugno i permessi provvisori per chi deve sottoporsi a visita medica. Gli esami di teoria possono svolgersi entro il 30 giugno. Stessa data anche per la proroga dei fogli rosa con scadenza tra febbraio e aprile.

Assicurazioni

L’RC auto non è stata prorogata ma la garanzia  di copertura assicurativa dopo la scadenza della polizza è stata allungata a 30 giorni per auto e moto con rata in scadenza tra il 21 febbraio e il 30 aprile.

Revisioni e collaudi

I veicoli potranno circolare anche dopo la scadenza naturale per la revisione, a patto di effettuarla entro il 31 ottobre. Vale per tutti i mezzi che avrebbero dovuto essere controllati tra marzo e luglio.

Carte

I certificati di abilitazione professionale per ambulanze o taxi restano, che abbiano scadenza tra il 23 febbraio e il 29 giugno, validi fino al 15 giugno. Le carte di qualificazione del conducente per mezzi pesanti e i certificati di formazione professionale per le merci pericolose saranno validi fino al 30 giugno.

Multe

Dal 17 marzo al 31 maggio sanzione ridotta del 30% se il pagamento avviene entro trenta giorni dalla contestazione o  notifica del verbale.

Domande di CIGO e di assegno ordinario dei Fondi di solidarietà previsti dal decreto legge 18/2020: nuova causale COVID-19 nazionale.

Online nuove indicazioni sulle modalità di presentazione della domanda di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario (concesso anche ai datori di lavoro iscritti al FIS con più di 5 dipendenti.) disciplinate dagli articoli 19, 20 e 21 del D.L. n. 18/2020 (Decreto Cura Italia), per le quali è stata rilasciata la causale “COVID-19 nazionale”. Sono contenute nel Messaggio INPS n.1321 del 23 marzo 2020.

Tempistiche

Le domande di accesso al trattamento di CIGO e assegno ordinario dovute all’emergenza Coronavirus devono essere inviate telematicamente entro il quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa (art. 19, comma. 2, del D.L. n. 18/2020).

  • Per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività iniziati nel periodo 23 febbraio-23 marzo, tale periodo è neutralizzato ai fini della decorrenza del termine di presentazione delle domande.
  • Per gli eventi di sospensione o riduzione verificatisi dal 24 marzo, la decorrenza del termine di presentazione della domanda seguirà le regole ordinarie (a partire dalla data di inizio dell’evento).

Presentazione domande 

La procedura per inoltrare la domanda è disponibile sul portale INPS, alla sezione Servizi online accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”. La domanda è disponibile anche tra i “Servizi per le aziende ed i consulenti”, con le consuete modalità.

Al momento dell’inserimento della scheda causale si indica “COVID-19 nazionale”. In questo modo non sarà necessario allegare nessuna documentazione particolare eccetto l’elenco dei lavoratori beneficiari.

Regole con causale COVID-19

  • Le domande possono essere presentate per una durata massima di 9 settimane, comprese nel periodo dal 23 febbraio al 31 agosto 2020;
  • detto periodo non sarà inserito nel computo del biennio né del quinquennio mobile di cui al D.lgs n. 148/2015;
  • il periodo non è conteggiato ai fini del limite di 1/3 delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile;
  • per i lavoratori non viene valutata l’anzianità lavorativa, ma devono risultare in forza presso l’azienda alla data del 23 febbraio 2020;
  • non deve essere compilata la relazione tecnica né allegata la scheda causale né altre dichiarazioni, fatta eccezione per l’elenco dei beneficiari della prestazione;
  • il termine le domande è fissato alla fine del quarto mese successivo all’inizio della sospensione/riduzione dell’attività, fermo restando che per gli eventi ricadenti nel periodo neutralizzato il dies a quo decorre dalla data di pubblicazione del presente messaggio;
  • non è dovuto il contributo addizionale.

I datori di lavoro che hanno in corso un’autorizzazione di CIGO o assegno ordinario, o hanno presentato domanda di CIGO/assegno non ancora autorizzata con altra causale (es.: crisi, calo di commesse, etc.), se ne hanno i requisiti possono ripresentare domanda di CIGO o di assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale”, anche per periodi già autorizzati od oggetto di domande già presentate e non ancora definite. In caso di concessione, l’INPS provvederà ad annullare d’ufficio le precedenti autorizzazioni o domande per i periodi sovrapposti.

Aiuti Bancari Covid19

Di seguito le scelte di intervento dei principali istituti bancari italiani .
UNICREDIT BANCA:
1) Sospensione per 6 mesi del pagamento delle rate dei mutui (ipotecari e/o chirografari) per le imprese con sede legale/operativa in queste zone;2) Proroga delle linee di import fino a 120 giorni in caso di mancata ricezione della merce per motivi connessi all’evento;3) Concessione di linee di credito di liquidità con durata fino a 6 mesi.maggiori info qui : https://www.unicredit.it/it/piccole-imprese/uniti_forti.html


GRUPPO INTESA SAN PAOLO: 
1) Plafond di 5 miliardi di euro, per nuove linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti, della durata di 18 mesi (meno un giorno), di cui 6 di pre-ammortamento, con condizioni favorevoli, a partire dalle spese di istruttoria. Tali linee possono essere concesse a clienti e non clienti che al momento non beneficiano di linee di credito disponibili;2) Messa a disposizione di 10 miliardi di euro di liquidità per i clienti Intesa Sanpaolo, grazie a linee di credito già deliberate a loro favore e ora messe a disposizione per finalità ampie e flessibili, quali la  gestione dei pagamenti urgenti.maggiori info qui: https://group.intesasanpaolo.com/it/sala-stampa/news/il-mondo-di-intesa-sanpaolo/2020/coronavirus-15-miliardi-di-euro-subito-a-disposizione-delle-impr.html


BPER BANCA 
Stanziata la prima tranche di 100 milioni di euro del “Plafond BPER Banca per l’Italia”  per finanziare privati, liberi professionisti, artigiani,  commercianti e piccoli operatori economici:    Il tasso di interesse applicato per finanziamenti fino a 10.000 euro è dello 0% nei primi sei mesi, dai mesi successivi si applica il tasso dell’1%    Per finanziamenti di importi superiori ai 10.000 euro il tasso di interesse è dell’1% sia sul preammortamento che sulla durata residuaNon sono previste spese di istruttoria. La durata dei finanziamenti è di 36 mesi.Le richieste vanno presentate presso le filiali BPER Banca.maggiori info qui: https://www.bper.it/news-eventi/emergenza-coronavirus


BNL 
Tramite Artigiancassa – banca di riferimento delle micro e piccole imprese artigiane, partecipata da BNL e da Confartigianato, CNA e Casartigiani – mette a disposizione delle aziende linee di credito dedicate, per rispondere all’eventuale momentanea carenza di liquidità derivante dall’attuale situazione.maggiori info qui: https://bnl.it/it/Scopri-BNL/coronavirus–iniziative-bnl-per-le-imprese


MPS
Stanziati 5 Miliardi:1) sospensione delle rate o l’allungamento della durata dei finanziamenti fino ad un massimo di 12 mesi come previsto dalla convenzione sottoscritta con ABI e la proroga delle scadenze degli anticipi fino ad una durata massima di 12 mesi dall’accensione del credito.2)finanziamenti a medio e lungo termine, sia di natura chirografaria che ipotecaria, con erogazioni in tranches da effettuare nel corso del primo anno a seconda delle esigenze che le aziende evidenzieranno. Per semplificare l’iter di richiesta e concessione è previsto il più amplio coinvolgimento delle Associazioni di Categoria mentre tutte le misure seguiranno un canale preferenziale per accorciare al minimo i tempi di risposta.maggiori info qui:https://www.gruppomps.it/media-e-news/comunicati/5-miliardi-per-le-imprese-emergenza-covid19.html

MORATORIA LEGALE EX ART. 56 DL 18-20 – Modello autocertificazione temporanea carenza liquidità

Com’è noto, il decreto legge n. 18/2020 (cosiddetto Cura Italia) ha previsto, all’articolo 56, la possibilità, per le imprese, in relazione allo stato di emergenza straordinaria e di grave turbamento dell’economia, di avvalersi, previa comunicazione, in relazione alle proprie esposizioni debitorie verso i soggetti finanziatori, delle seguenti misure:

a) divieto di revoca per aperture di credito e prestiti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, alla data di entrata in vigore del DL, degli importi accordati, sia nell’importo che nella durata a tutto il 30 settembre 2020;

b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020, della proroga dei contratti senza formalità e alle medesime condizioni di stipula;

c) per i mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, sospensione del piano di ammortamento fino al 30 settembre e possibilità di dilazionare il piano di restituzione senza oneri e formalità, con facoltà dell’impresa di richiedere la sospensione della sola quota in conto capitale.

L’esercizio delle facoltà di cui alle precedenti lettere a), b) e c), è consentito previa presentazione di autocertificazione redatta ai sensi dell’articolo 47 del D.P.R. 445/2000 con cui l’impresa dichiara di aver subito temporanee carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Le banche non hanno ancora individuato specifiche procedure, ma stanno comunque raccogliendo le manifestazioni di volontà delle imprese a beneficiare della sospensione, ritengo utile fornire nel frattempo, data la situazione di molte aziende che hanno rate in scadenze, un fac-simile di modello che potrà essere utilizzato da subito per non penalizzare le imprese, in attesa che venga rilasciato un modello di riferimento condiviso con il sistema bancario che potrà eventualmente essere successivamente trasmesso alla banca come definitivo.

Coronavirus e Microcredito: finanziamenti agevolati a start-up e professionisti fino a 40.000 euro

Il decreto legge “Cura Italia” (decreto – legge n. 18/2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo 2020) all’articolo 49 innalza la soglia dei micro finanziamenti per le Star-Up erogati nella forma del Microcredito. Si tratta di una misura tesa a stimolare la nascita di nuove imprese e sostenere l’accesso al credito di micro imprese e liberi professionisti nell’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di Coronavirus.

Grazie alle nuove disposizioni in vigore, i prestiti erogabili alle start-up e lavoratori autonomi possono raggiungere l’importo di 40.000 euro. Le operazioni possono essere assistite dalla garanzia statale del Fondo di Garanzia per le P.M.I. a copertura dell’80% dell’importo finanziato.

Il microcredito è uno strumento finanziario pensato per coloro che intendono avviare o potenziare un’attività di microimpresa o lavoro autonomo.

Chi può accedere al microcredito?

Possono accedere ai finanziamenti le start-upcostituite da non più di 5 anni, ed abbiano le seguenti forme giuridiche:

  • ditta individuale;
  • società di persone;
  • S.r.l. semplificate;
  • società cooperative.

Possono inoltre accedere i lavoratori autonomi titolari di partita i.v.a. da non più di 5 anni e le società tra professionisti costituite da non più di 5 anni.

Come si accede al microcredito?

Se sei interessato, il primo step è quello di recarti in una delle banche convenzionate con l’Ente Nazionale per il Microcredito e presentare la tua richiesta.

Da questo momento un tutor ti assisterà aiutandoti a sviluppare la tua idea imprenditoriale.

Come può essere utilizzato il finanziamento?

Le somme erogate mediante operazioni di microcredito possono essere impiegate per:

  • acquisto di beni ( incluse materie prime necessarie alla produzione dei beni o servizi e le merci destinate alla vendita) o servizi connessi all’attività;
  • pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti soci lavoratori;
  • sostenimento dei costi per corsi di formazione aziendale;
  • ripristino capitale circolante;
  • operazioni di liquidità (escluse le operazioni di ristrutturazione del debito).

Caratteristiche delle operazioni di microcredito

Il micro finanziamento viene erogato in forma di mutuo chirografario a tasso fisso. Può essere concordato un rimborso fino a 60 rate mensili.
L’importo erogabile può ora raggiungere € 40.000,00 ulteriormente incrementabile se, le ultime 6 rate, sono pagate regolarmente e se lo sviluppo del progetto finanziato risulta in linea con il raggiungimento dei risultati intermedi stabiliti dal contratto di finanziamento e verificati dalla Banca.

La richiesta di accesso al microcredito è totalmente gratuita fino all’atto di erogazione del finanziamento.

Successivamente, laddove previsto dal contratto di finanziamento stipulato con la banca, l’importo relativo all’1% della somma erogata verrà trattenuto dalla banca, all’atto dell’erogazione e trasferito al tutor incaricato dei servizi ausiliari.

Partite Iva senza aiuti dal Governo: Cosa fare?

Partite iva escluse dai benefici cosa fare. Se siamo senza un minimo di aiuto e anche quei pochi stanziati termineranno subito con il click day, se le scadenze più importanti ( vedi iva dal 16 al 20) non saranno rinviate ma solo in maniera impacciata e confusa spostate di 60 giorni, se rinviamo solo quanto dovuto ad ADE Riscossione ma non abbiamo sospeso il prelievo degli agenti privati della riscossione ed anche le rate degli accertamenti…. Bhe siamo destinati giorno x giorno ad accumulare debiti fiscali, previdenziali e verso fornitori. A questo punto forse dovremmo tutti chiudere la partita iva cancellandoci anche dalle casse al solo fine di fermare una prevedibile emorragia. Questo ci consentirebbe immediatamente di congelare il tutto ed in particolare l’indebitamento futuro che ci aspetta. Poi alla fine di tutto chi vorrà potrà ricominciare ma intanto avremo bloccato una elevata quantità di adempimenti ed imposte da pagare… Si perché comunque se restiamo attivi ce le faranno pagare anche forzosamente. Pensateci!!

Commercialisti in prima linea: Cosa fare rispondiamo?

Il Governo nel decreto “Cura Italia” ha tralasciato volutamente di tendere una mano ad una delle categorie che più di tutte è al “suo servizio”. Tutti i lavoratori senza cassa e iscrizione all’ Inps o appartenenti ad una cassa NON riceveranno alcun sussidio. Per quanto pochi potessero essere avremmo come tutti ringraziato. Adesso dopo aver pubblicato in Gazzetta e con data “altergata” il DL i nostro telefoni, mail, wapp, videochat e chi più ne ha più ne metta sono ROSSI!!!

La domanda è semplice: dobbiamo continuare a rispondere a tutti, dopo aver traslato da linguaggio politicodemenziale in lingua corrente, sulle numerose domande che da stamattina soprattutto ci vengono poste? O sarebbe giusto chiudere e rispedire al mittente ( che ci ha ignorati) il problema? Risponderemo a mio avviso perché come ho sempre detto la nostra figura NON è indispensabile per la vita fiscale ma è di sicuro NECESSARIA per far comprendere ai cittadini cosa il Fisco scrive.