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Sospensione Mutuo: modulo e autocertificazione Consap per la sospensione delle rate mutuo… Facciamo chiarezza.

Sospensione Mutuo: modulo e autocertificazione Consap per la sospensione delle rate mutuo… Facciamo chiarezza.

Tra i provvedimenti messi in atto per contrastare la crisi economica c’è l’estensione dei requisiti per l’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa, operativo dal 2013, che consente di sospendere il pagamento delle rate del mutuo (per la sola prima casa) per un massimo di due volte e per un periodo complessivo di un massimo di 18 mesi.

Prima dell’arrivo delle misure economiche legate alla diffusione del Coronavirus, l’accesso al Fondo di solidarietà era limitato a chi aveva perso il lavoro, a chi era diventato non autosufficiente a causa di un handicap oppure agli eredi della persona titolare del mutuo deceduta prima di completare il saldo di tutte le rate.

Con il decreto della scorsa settimana, l’accesso al fondo di solidarietà ha nuovi requisiti ed il numero di cittadini che avranno la possibilità di richiedere quest’agevolazione, andando a sospendere le rate del mutuo per un lungo periodo di tempo, potrà aumentare in misura significativa.

Vediamo, quindi, chi può richiedere la sospensione delle rate demutuo per la prima casa e come fare ad accedere a quest’importante agevolazione che arriverà in aiuto a moltissime famiglie italiane.

Sospensione mutuo: chi può richiederla

L’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa che permette la sospensione delle rate del mutuo è stato allargato ad un numero maggiore di cittadini. Nelle ultime settimane, infatti, il Governo ha allargato la possibilità di accesso al fondo anche ai lavoratori dipendenti che, pur non perdendo il lavoro, hanno subito la “sospensione del lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni”.

Successivamente, l’accesso al fondo è stato ulteriormente ampliato, in questo caso per 9 mesi, ai lavoratori autonomi ed ai liberi professionisti. Grazie al nuovo decreto, infatti, possono accedere al fondo anche queste figure professionali che a causa delle misure restrittive messe in atto per contrastare la pandemia di Coronavirus hanno fatto registrare un calo del fatturato pari ad almeno il 33%.

Il calo del fatturato viene considerato a partire dal 21 febbraio 2020, data in cui si è registrato il primo caso di Coronavirus in Italia. Considerando che le misure restrittive continueranno ancora per diverse settimane, è chiaro che il numero di lavoratori autonomi e liberi professionisti che potranno richiedere la sospensione del mutuo è molto elevato.

Bisogna sottolineare, in ogni caso, che per l’accesso al Fondo di solidarietà è necessario rispettare alcuni requisiti aggiuntivi (in alcuni casi anche molto stringenti) che dovranno essere rispettati per poter richiedere l’agevolazione prevista dalla normativa e ampliata dal recente decreto del Governo. Ecco, quindi, alcuni requisiti da rispettare per poter accedere alla sospensione del mutuo.

  • la sospensione dal pagamento delle rate del mutuo vale esclusivamente per il mutuo per la prima casa e non può essere concessa per le rate di un mutuo attivato per l’acquisto di un immobile differente
  • è presente una limitazione all’importo complessivo del mutuo, superato tale importo, infatti, non è possibile richiedere la sospensione; la normativa chiarisce che la sospensione del mutuo può essere applicata solo ai mutui di importo inferiore ai 250 mila Euro
  • per l’accesso alla sospensione delle rate del mutuo è necessario che il mutuo stesso sia in ammortamento da almeno un anno e che tutte le rate siano state pagate puntualmente, o almeno non sia mai stato registrato un ritardo superiore ai tre mesi per il saldo di una rata

Da notare, inoltre, che la normativa per l’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa prevede anche un altro requisito che, per ora, è stato sospeso. Si tratta dell’Isee che doveva essere inferiore ai 30 mila Euro annui. Tale requisito, considerando la situazione di emergenza che stiamo vivendo in Italia, è stato sospeso per i prossimi 9 mesi.

Al momento, i fondi stanziati dal Governo per il Fondo di solidarietà mutui prima casa sono pari a 400 milioni di Euro. Il fondo copre il 50% degli interessi del mutuo per il periodo di sospensione mentre la restante parte resterà a carico del cliente che ha attivato il mutuo con la banca.

Come richiedere la sospensione del mutuo

In generale, la procedura d’accesso al Fondo di solidarietà che permette di sospendere il pagamento del mutuo prima casa è molto semplice. Il cliente che rientra nei requisti per l’ottenimento della sospensione, infatti, deve presentare alla propria banca un apposito modulo aggiungendo tutta la documentazione richiesta per avviare la pratica. Il modulo in questione può essere scaricato dal sito Consap.

Il modulo in questione riassume anche tutte le informazioni da fornire alla banca (in particolare le motivazioni) per verificare il rispetto dei requisiti per l’accesso a questa particolare agevolazione. Il documento va compilato in ogni sua parte e poi presentato all’istituto con cui si è attivato il mutuo.

Per quanto riguarda le nuove agevolazioni connesse all’emergenza Coronavirus, al momento non è ancora disponibile il modulo per la domanda di sospensione del pagamento delle rate del mutuo. Per il momento, infatti, al Ministero dell’Economia è in corso la stesura del regolamento per accedere alla nuova agevolazione prevista dal decreto.

Nel corso delle prossime settimane dovrebbero essere completati tutti i lavori legati ai preparativi “tecnici” e, quindi, dovrebbe essere disponibile il modulo per richiedere l’accesso al Fondo di solidarietà con la possibilità di sospendere il pagamento delle rate del mutuo per la prima casa, seguendo così le direttive fissate dalla normativa.

Aiuti per le famiglie in affitto

In questi ultimi giorni si è parlato anche di possibili misure a sostegno delle famiglie italiane che vivono in affitto. Secondo le ultime statistiche diffuse dall’Istat, quasi il 19% delle famiglie italiane paga un affitto per l’abitazione in cui risiede. Si tratta di una percentuale davvero considerevole, del tutto comparabile alla percentuale di famiglie che vive in una casa pagando un mutuo.

Le famiglie che vivono in una casa pagando un mutuo sono, infatti, il 19.2% del totale mentre la restante parte è già proprietaria dell’immobile in cui vive oppure vive in un’abitazione occupata con formule gratuite di vario tipo. E’ chiaro, quindi, che il numero di famiglie in affitto che potrebbe avere problemi è davvero molto alto. Al momento, non ci sono ancora informazioni in merito a possibili misure di sostegno alle famiglie in affitto.

Compatibilmente con i fondi a disposizione, potrebbero essere studiate soluzioni in grado di garantire un sostegno anche a questi cittadini. Maggiori dettagli in tal senso potrebbero emergere nel corso dei prossimi giorni o, al massimo delle prossime settimane quando il quadro dell’emergenza sarà diventato più chiaro e il Governo avrà la possibilità di aggiungere nuove misure economiche per sostenere i cittadini.

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