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Archivia 25 Ottobre 2021

Partite Iva con riduzione del fatturato,come definire gli “avvisi bonari”

La misura agevolativa prevista dal decreto “Sostegni” si perfeziona con il pagamento delle imposte, degli interessi e dei contributi previdenziali, escluse le sanzioni e le somme aggiuntive.

Approvate le modalità di perfezionamento ed efficacia della definizione agevolata per le partite Iva delle somme dovute a seguito dei controlli automatizzati delle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 21 dicembre 2018. La misura di sostegno, introdotta dall’articolo 5 del Dl n. 41/2021, è rivolta agli operatori economici con partita Iva attiva al 23 marzo 2021, che, a seguito della pandemia, hanno subìto nel 2020 un calo del volume d’affari maggiore del 30% rispetto all’anno d’imposta precedente. Per i soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione Iva, si considera, in luogo del volume d’affari, l’ammontare dei ricavi e compensi che risulta dalle dichiarazioni dei redditi presentate per gli anni d’imposta 2019 e 2020.
Il contribuente che intende accettare la proposta di definizione inviata dall’Agenzia, perfeziona la procedura pagando la cifra richiesta secondo le modalità e i termini previsti per la riscossione delle somme dovute a seguito dei controlli automatici, cioè versando le somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario, anche tramite rateizzazione (articoli 2 e 3-bis, Dlgs n. 462/1997).
Le novità in un provvedimento siglato dal direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini.

La misura agevolativa
Il decreto “Sostegni” (articolo 5, commi da 1 a 9, del Dl n. 41/2021) ha previsto una forma di aiuto per gli operatori economici che hanno subìto un calo del volume d’affari a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. L’agevolazione riguarda gli “avvisi bonari”, emessi dall’Agenzia a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni eseguito in base ai dati delle dichiarazioni e a quelli in possesso dell’anagrafe tributaria (articolo 36-bis, Dpr n. 600/1973 e articolo 54-bis, Dpr n. 633/1972). In particolare, oggetto della definizione sono le somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 21 dicembre 2018: per il periodo d’imposta 2017 la definizione si applica alle comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2020, non inviate per effetto della sospensione, e per il periodo d’imposta 2018 riguarda le comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2021.
I destinatari dell’agevolazione sono i titolari di partite Iva attiva al 23 marzo 2021, che a seguito della pandemia nel 2020 hanno subìto una riduzione del volume d’affari di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. Per i soggetti non tenuti alla dichiarazione Iva, si considera, i mancati introiti si misurano in base ai ricavi e compensi risultanti dalle dichiarazioni dei redditi presentate per gli anni d’imposta 2019 e 2020.
La misura di favore consiste nell’esclusione del pagamento delle sanzioni (o delle somme aggiuntive in caso di irregolarità relative a contributi previdenziali) contenute nella comunicazione d’irregolarità.
La definizione si perfeziona con il pagamento delle imposte, dei relativi interessi e dei contributi previdenziali, escluse le sanzioni e le somme aggiuntive, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, secondo le modalità e entro i termini ordinariamente previsti dagli articoli 2 (in caso di pagamento in unica soluzione) e 3-bis (in caso di pagamento rateale) del Dlgs n. 462/1997 per la riscossione delle somme dovute a seguito dei controlli automatici.

Rispetto dei limiti Ue in un’autodichiarazione
Il provvedimento di oggi precisa che l’efficacia della definizione è subordinata al rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalle sezioni “Aiuti di importo limitato” e “Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti” della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C (2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modificazioni. Per attestare il rispetto dei predetti limiti e condizioni, i contribuenti che intendono accettare la proposta di definizione sono tenuti a presentare l’autodichiarazione (articolo 1, commi 14 e 15, del Dl n. 41/2021) che attesti il rispetto di tali limiti, entro il 31 dicembre 2021. Nel caso in cui la proposta di definizione agevolata non sia ricevuta dal contribuente in tempo utile per rispettare il predetto termine del 31 dicembre 2021, l’autodichiarazione può essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui è effettuato il pagamento delle somme dovute o della prima rata.

Bonus Tessile e Moda, Teatro e Spettacoli: modelli e istruzioni online

Bonus Teatro e Spettacoli e Bonus Tessile e Moda: online istruzioni e modelli di domanda per i crediti d’imposta alle imprese dei settori in crisi.

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato modelli e istruzioni per la presentazione delle domande per due nuovi crediti d’imposta previsti dai Decreti Rilancio e Sostegni: il Bonus Teatro e Spettacoli ed il Bonus Tessile, Moda e Accessori, entrambi pensati per offrire un ristoro ad alcuni settori particolarmente colpiti dalla crisi Covid.

Bonus Teatro e Spettacoli

Per le agevolazioni del bonus “Teatro e Spettacoli” le domande si trasmettono per via telematica dal 14 ottobre al 15 novembre 2021. Il credito in compensazione, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020, è riconosciuto alle imprese che effettuano attività teatrali e spettacoli dal vivo, anche attraverso sistemi digitali, se hanno subito nel 2020 un calo di fatturato annuo del 20%. Con il provvedimento attuativo, arriva anche il modello di comunicazione delle spese ammissibili con l’indicazione del credito teorico. La quota percentuale del credito effettivamente fruibile sarà resa nota con successivo provvedimento da emanare entro il 25 novembre 2021.

Bonus Tessile, Moda e Accessori

Balls of wool arranged on shelves in a textile warehouseTessile, moda e accessori: bonus rimanenze, gli ATECO ammessi30 Settembre 2021L’agevolazione è rivolta alle imprese attive nell’industria tessile e moda, calzature e pelletteria. Si tratta di un credito d’imposta al 30% sul valore delle rimanenze finali di magazzino, eccedente la media del medesimo valore registrato nei 3 anni precedenti a quello di spettanza del beneficio.

Per ottenere il credito in compensazione bisogna comunicare all’Agenzia delle Entrate tale incremento, per individuare la quota spettante, utilizzando il modello di comunicazione allegato al provvedimento di attuazione della misura. Per i termini di invio bisogna invece aspettare l’autorizzazione della misura da parte della Commissione Europea.

Crisi d’impresa: approvato al Senato il maxiemendamento per la conversione in legge.

Ieri 13 ottobre il Senato ha approvato la legge di conversione per la crisi d’impresa. Ora tocca alla Camera. Le novità per i commercialisti nell’elenco degli esperti.

Con 207 voti favorevoli e 36 contrati il Senato ha approvato il maxiemendamento del Governo che va a sostituire il disegno di legge di conversione della crisi d’impresa.
Il disegno di legge S. 2371, esaminato in sede referente dalle Commissioni riunite prevede la conversione in legge del decreto legge n. 118 del 2021 recante misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia. 
Come specificato nel dossier al provvedimento, il decreto legge in conversione si compone di 29 articoli, ripartiti in tre capi: 
il capo I (articoli 1-23) reca misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale; 
il capo II (articoli 24-26) prevede ulteriori misure urgenti in materia di giustizia; 
il capo III (articoli 27-29) reca disposizioni transitorie e finali. 
Attenzione va prestata al fatto che nel corso dell’esame in sede referente le Commissioni riunite hanno approvato alcune significative proposte emendative. 
Fra le altre si segnala: 
la riscrittura dell’articolo 3, proposta con l’emendamento 3.100(testo corretto) con il quale si specifica che la piattaforma è gestita dal sistema delle camere di commercio per il tramite di Unioncamere, sotto la vigilanza del Ministero della giustizia e del Ministero dello sviluppo economico e si interviene sulle modalità di iscrizione all’elenco degli esperti. 
l’inserimento, proposto con l’emendamento 19.1(testo 2 corretto), di specifiche disposizioni in materia di procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi; 
l’introduzione, proposta con l’emendamento 26.0.1(testo2), di specifiche disposizioni in materia di concorso per il reclutamento di magistrati ordinari.
Elenco degli esperti per la composizione negoziata, chi può iscriversi?

L’articolo 3 della legge in conversione contempla l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale ai fini dell’accesso alla composizione negoziata e detta le norme volte alla individuazione dell’esperto che viene incaricato di trovare uno sbocco alla situazione di squilibrio. 
Va sottolineato che le Commissioni riunite hanno approvato un emendamento interamente sostitutivo del testo dell’articolo (emendamento 3.100 testo corretto) con varie novità, vediamo chi può iscriversi all’elenco degli esperti.
A domanda, nell’elenco possono essere inseriti:  
a) gli iscritti da almeno cinque anni all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili;  
b) gli iscritti da almeno cinque anni all’albo degli avvocati che documentano di aver maturato precedenti esperienze nel campo della ristrutturazione aziendale e della crisi d’impresa;  
c) gli iscritti da almeno cinque anni all’albo dei consulenti del lavoro che documentano di avere concorso, almeno in tre casi, alla conclusione di accordi di ristrutturazione dei debiti omologati o di accordi sottostanti a piani attestati o di avere concorso alla presentazione di concordati con continuità aziendale omologati. 
Attenzione va prestata al fatto che il testo proposto in sede referente ha unificato le diposizioni relative ai commercialisti ed agli avvocati, con la conseguenza che anche per i commercialisti è richiesta la documentazione di precedenti esperienze nel campo della ristrutturazione aziendale e della crisi d’impresa.  
Possono essere inoltre inseriti nell’elenco coloro che, pur non iscritti in albi professionali, documentano di avere svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in imprese interessate da operazioni di ristrutturazione concluse con piani di risanamento attestati,  accordi di ristrutturazione dei debiti e concordati preventivi con continuità aziendale omologati, nei confronti delle quali non sia stata successivamente pronunciata sentenza dichiarativa di fallimento o sentenza di accertamento dello stato di insolvenza. 
Crisi d’impresa: una sintesi delle misure
Sinteticamente si riepilogano le misure previste dal provvedimento approvato ieri dal Senato:
rinvia l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al d.lgs n. 14 del 2019 al 16 maggio 2022, ad eccezione delle disposizioni di cui al Titolo II della parte I del Codice concernenti le procedure di allerta e la composizione assistita della crisi innanzi all’Organismo di composizione della crisi d’impresa (OCRI), per le quali l’entrata in vigore è fissata al 31 dicembre 2023; 
introduce e disciplina la procedura di composizione negoziata della crisi, nuovo istituto volontario, cui si accede tramite una (istituenda) piattaforma telematica nazionale, che offre all’imprenditore l’affiancamento di un esperto terzo e indipendente per agevolare, in maniera riservata, le trattative con i creditori. 
Il decreto-legge disciplina nel dettaglio le possibili soluzioni adottabili in esito alla procedura, prevedendo, fra le altre, nel caso di mancata individuazione di una soluzione idonea al superamento della situazione di crisi la possibilità per l’imprenditore di presentare una proposta di concordato per cessione di beni unitamente al piano di liquidazione, il c.d. concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio; 
apporta una serie di modifiche alla legge fallimentare, con l’anticipazione di alcuni strumenti di composizione negoziale previsti dal Codice della crisi; 
dispone un aumento di 20 unità del ruolo organico del personale della magistratura ordinaria, al fine di garantire che l’attuazione della normativa europea relativa alla Procura europea – in virtù della quale sono Premessa state attribuite a 20 magistrati le funzioni di procuratore europeo delegato – non privi di risorse di magistratura le procure della Repubblica. 
reca misure volte ad accelerare, attraverso il ricorso alla digitalizzazione, le procedure di pagamento degli indennizzi per equa riparazione in caso di violazione del termine di ragionevole durata del processo e delle altre somme dovute sulla base di titoli giudiziali; 
introduce una disciplina derogatoria, valida solo per l’anno 2021, in materia di assegnazione delle risorse del Fondo Unico Giustizia, prevedendo la riassegnazione immediate delle quote versate all’entrata del bilancio dello Stato nel 2020 agli stati di previsione del Ministero della giustizia e dell’interno. 
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