fbpx

Blog

Partite Iva con riduzione del fatturato,come definire gli “avvisi bonari”

La misura agevolativa prevista dal decreto “Sostegni” si perfeziona con il pagamento delle imposte, degli interessi e dei contributi previdenziali, escluse le sanzioni e le somme aggiuntive.

Approvate le modalità di perfezionamento ed efficacia della definizione agevolata per le partite Iva delle somme dovute a seguito dei controlli automatizzati delle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 21 dicembre 2018. La misura di sostegno, introdotta dall’articolo 5 del Dl n. 41/2021, è rivolta agli operatori economici con partita Iva attiva al 23 marzo 2021, che, a seguito della pandemia, hanno subìto nel 2020 un calo del volume d’affari maggiore del 30% rispetto all’anno d’imposta precedente. Per i soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione Iva, si considera, in luogo del volume d’affari, l’ammontare dei ricavi e compensi che risulta dalle dichiarazioni dei redditi presentate per gli anni d’imposta 2019 e 2020.
Il contribuente che intende accettare la proposta di definizione inviata dall’Agenzia, perfeziona la procedura pagando la cifra richiesta secondo le modalità e i termini previsti per la riscossione delle somme dovute a seguito dei controlli automatici, cioè versando le somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario, anche tramite rateizzazione (articoli 2 e 3-bis, Dlgs n. 462/1997).
Le novità in un provvedimento siglato dal direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini.

La misura agevolativa
Il decreto “Sostegni” (articolo 5, commi da 1 a 9, del Dl n. 41/2021) ha previsto una forma di aiuto per gli operatori economici che hanno subìto un calo del volume d’affari a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. L’agevolazione riguarda gli “avvisi bonari”, emessi dall’Agenzia a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni eseguito in base ai dati delle dichiarazioni e a quelli in possesso dell’anagrafe tributaria (articolo 36-bis, Dpr n. 600/1973 e articolo 54-bis, Dpr n. 633/1972). In particolare, oggetto della definizione sono le somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 21 dicembre 2018: per il periodo d’imposta 2017 la definizione si applica alle comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2020, non inviate per effetto della sospensione, e per il periodo d’imposta 2018 riguarda le comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2021.
I destinatari dell’agevolazione sono i titolari di partite Iva attiva al 23 marzo 2021, che a seguito della pandemia nel 2020 hanno subìto una riduzione del volume d’affari di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. Per i soggetti non tenuti alla dichiarazione Iva, si considera, i mancati introiti si misurano in base ai ricavi e compensi risultanti dalle dichiarazioni dei redditi presentate per gli anni d’imposta 2019 e 2020.
La misura di favore consiste nell’esclusione del pagamento delle sanzioni (o delle somme aggiuntive in caso di irregolarità relative a contributi previdenziali) contenute nella comunicazione d’irregolarità.
La definizione si perfeziona con il pagamento delle imposte, dei relativi interessi e dei contributi previdenziali, escluse le sanzioni e le somme aggiuntive, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, secondo le modalità e entro i termini ordinariamente previsti dagli articoli 2 (in caso di pagamento in unica soluzione) e 3-bis (in caso di pagamento rateale) del Dlgs n. 462/1997 per la riscossione delle somme dovute a seguito dei controlli automatici.

Rispetto dei limiti Ue in un’autodichiarazione
Il provvedimento di oggi precisa che l’efficacia della definizione è subordinata al rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalle sezioni “Aiuti di importo limitato” e “Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti” della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C (2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modificazioni. Per attestare il rispetto dei predetti limiti e condizioni, i contribuenti che intendono accettare la proposta di definizione sono tenuti a presentare l’autodichiarazione (articolo 1, commi 14 e 15, del Dl n. 41/2021) che attesti il rispetto di tali limiti, entro il 31 dicembre 2021. Nel caso in cui la proposta di definizione agevolata non sia ricevuta dal contribuente in tempo utile per rispettare il predetto termine del 31 dicembre 2021, l’autodichiarazione può essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui è effettuato il pagamento delle somme dovute o della prima rata.

Tribunale di Napoli : Omologa Piano del Consumatore.

Una giornata importante oggi per due coniugi associati ad OANC Obiettivo Associazione Nazionale Consumatori seguiti dal dott. Vairo Dario e dal Dott. Binetti Paolo.

Oggi il Tribunale di Napoli ha omologato la procedura 17/2018 nella quale i due coniugi attraverso il Piano del Consumatore soddisfano i loro creditori e salvano la propria casa.

I coniugi hanno problemi con la Banca per rate di mutuo insolute, scoperto di conto corrente, carte revolving, due cessioni del quinto, un finanziamento e cartelle da onorare con ADR Riscossione. Hanno accumulato debiti per 150.000,00 euro. OANC redige una proposta ed offre 113.000,00 in un totale di anni 10 e mesi 9. Il Giudice ritiene il progetto valido e meritevole omologandolo in data odierna.

Elementi di rilievo sono di sicuro la moratoria concessa dopo i 12 mesi per iniziare il pagamento delle prime rate del creditore ipotecario ed in secondo luogo , e non meno importante, la durata complessiva di anni 10 e mesi 9 che va oltre il consolidando orientamento di proposte che siano contenute in un arco temporale di sette anni.

Amministratori di SRL e di SPA: la nuova dichiarazione preventiva necessaria per la nomina

Dal 14 dicembre 2021 ai fini della nomina è richiesta una dichiarazione preventiva di inesistenza delle causa di ineleggibilità

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo numero 183/2021, a partire dal giorno 14 dicembre 2021, entrano in vigore alcune novità in relazione alla nomina degli amministratori delle società di capitali.
Le modifiche normative sono contenute nell’articolo 6 del Decreto Legislativo 183/2021, il quale modifica gli articoli 2383 e 2475 del Codice civile.
Per effetto delle modifiche apportate, gli amministratori delle società di capitali, prima della nomina, dovranno fare pervenire alla società una specifica di dichiarazione con la quale si attesti l’assenza, in capo al soggetto che sta per essere nominato:
delle cause di ineleggibilità previste dall’articolo 2382 del Codice civile;
di interdizioni dall’ufficio di amministratore adottate nei suoi confronti in uno Stato membro dell’Unione Europea”.

Contributo a fondo perduto attività chiuse: dopo l’ok dell’UE, si attendono le istruzioni sulla domanda.

Contributo a fondo perduto attività chiuse: dopo l’ok dell’UE sulla misura, si attendono le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sulla domanda. Gli aiuti, fino a 25.000 euro, dovranno essere concessi entro il 31 dicembre 2021.

Contributo a fondo perduto attività chiuse, dall’UE arriva il via libera sulla misura: ora si attendono le istruzioni su come presentare domanda da parte dell’Agenzia delle Entrate, un passaggio necessario per passare all’operatività.

La Commissione Europea ha approvato l’erogazione di 140 milioni di euro di aiuti per le imprese che, a causa delle restrizioni dello scorso anno, sono state ferme a lungo.

I ristori, con importi che arrivano fino a un massimo di 25.000 euro, sono stati introdotti dall’articolo 2 del Decreto Sostegni bis, la scorsa primavera.

Il decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico con requisiti e codici ATECO è arrivato in Gazzetta ufficiale lo scorso 8 ottobre, ma senza il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate non è ancora possibile presentare domanda.

Contributo a fondo perduto attività chiuse: si attendono le istruzioni sulla domanda, dopo l’ok dell’UE

L’ok dell’UE sul contributo a fondo perduto per le attività chiuse, dalle discoteche alle palestre rimaste in stand by per mesi, è arrivato il 19 novembre 2021.

contributo a fondo perduto per le attività chiuse spetta ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione che rispondono alle caratteristiche che seguono:

  • al 23 luglio 2021 svolgevano come attività prevalente comunicata con modello AA7/AA9 all’Agenzia delle entrate un’attività che risulta chiusa in conseguenza delle misure di prevenzione e che sono rappresentate dalle attività con codice ATECO 2007 “93.29.10 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili”;
  • al 26 maggio svolgevano come attività prevalente una delle attività indicate nell’elenco dei codici ATECO riportato di seguito e che hanno registrato, per effetto delle misure restrittive, nel periodo fra il 1° gennaio 2021 e il 25 luglio 2021, la chiusura per un periodo complessivo di almeno cento giorni.
Codice ATECODescrizione
47.78.31Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte)
49.39.01Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi
di transito urbano o suburbano
56.21.00Catering per eventi, banqueting
59.14.00Attività di proiezione cinematografica
79.90.11Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento
82.30.00Organizzazione di convegni e fiere
85.51.00Corsi sportivi e ricreativi
85.52.01Corsi di danza
90.01.01Attività nel campo della recitazione
90.01.09Altre rappresentazioni artistiche
90.02.09Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
90.04.00Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche
91.02.00Attività di musei
91.03.00Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
92.00.02Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a
moneta o a gettone
92.00.09Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse
93.11.10Gestione di stadi
93.11.20Gestione di piscine
93.11.30Gestione di impianti sportivi polivalenti
93.11.90Gestione di altri impianti sportivi nca
93.13Gestione di palestre
93.21Parchi di divertimento e parchi tematici
93.29.10Discoteche, sale da ballo night-club e simili
93.29.30Sale giochi e biliardi
93.29.90Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca
96.04Servizi dei centri per il benessere fisico
96.09.05Organizzazione di feste e cerimonie

In linea generale, poi, possono presentare domanda i soggetti che rispondono ai seguenti requisiti:

  • risultare come titolari di partiva IVA attiva prima del 23 luglio 2021 per le discoteche, sale da ballo e night club o prima del 26 maggio negli altri casi;
  • essere residenti o stabiliti del Territorio dello Stato;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, secondo il regolamento GBER, fatta salva la deroga disposta per le microimprese e le piccole imprese ai sensi del punto 23, lettera c), dalla Sezione 3.1 “Aiuti di importo limitato” della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020.

Il calcolo del contributo a fondo perduto viene effettuato sulla base dei ricavi e compensi relativi al 2019, anno precedente alla pandemia.

E c’è una differenza tra discoteche e sale da ballo e altre attività chiuse.

Alle partite IVA attive con un codice ATECO 93.29.10 è destinata una quota prioritaria di 20 milioni di euro: l’importo del contributo a fondo perduto può arrivare fino a un massimo di 25.000 euro, entro questo limite, dopo la chiusura istanze, infatti, vengono ripartite in egual misura tra i soggetti beneficiari.

Per le altre il beneficio va dai 3.000 ai 12.000 euro in base ai ricavi e i compensi del 2019: allo stesso modo eventuali risorse rimanenti vengono ripartite tra tutti coloro che ne hanno diritto ma entro una soglia più bassa.

Limite del contributo a fondo perdutoSoggetti beneficiari
3.000 euroSoggetti con ricavi e compensi fino a 400.000,00 euro
7.500 euroSoggetti con ricavi e compensi superiori a euro 400.000,00 e fino a un milione di euro
12.000 euroSoggetti con ricavi e compensi superiori a un milione di euro

La Legge di Bilancio 2022 proroga l’accesso al Fondo Gasparrini per il mutuo prima casa di professionisti e piccoli imprenditori: sospensione per 18 mesi.

Sospensione mutuo casa per autonomi e professionisti tramite il Fondo Gasparrini: la misura anti Covid è stata prorogata dalla Legge di Bilancio nell’ambito del capitolo sul sostegno alla liquidità delle imprese, applicabile per l’intero 2022, fruibile per un periodo massimo di 18 mesi.

La misura è inclusa del ddl di Bilancio approvato dal Governo, che deve ancora iniziare l’iter parlamentare, durante il quale possono naturalmente essere apportate modifiche. Il testo definitivo della Manovra sarà approvato dalle Camere in tempo per l’entrata in vigore il primo gennaio 2022.

Beneficiari

La misura riguarda i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, gli imprenditori individuali e piccoli imprenditori come definiti dall’articolo 2083 del codice civile (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti, coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia), che hanno registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e precedente la domanda, un calo di fatturato pari ad almeno il 33% rispetto all’ultimo trimestre 2019 in conseguenza delle restrizioni Covid.

La proroga riguarda anche le cooperative edilizie a proprietà indivisa, per mutui di importo massimo pari al prodotto tra 400mila euro e il numero dei soci, esclusivamente nel caso in cui almeno il 10% dei soci abbiano subito uno degli eventi che prevedono l’accesso al Fondo Gasparrini. In questi casi, la sospensione delle rate può essere chiesta fino a 6, 12 o 18 mesi a seconda del numero di soci coinvolti (rispettivamente, dal 10 al 20% dei soci, dal 20 al 40%, sopra il 40%).

Requisiti e regole

Si può chiedere la sospensione rate di un mutuo prima casa che copra anche le spese di ristrutturazione o per liquidità. Il Fondo provvede anche al pagamento del 50% degli interessi maturato sul debito residuo. Durante il periodo di sospensione del mutuo la banca non può chiedere il pagamento della quota di interessi (il restante 50%) rimasto a carico del mutuatario. Se invece il lavoratore autonomo o l’imprenditore ha chiesto un mutuo per la sola ristrutturazione, o per sola liquidità, che quindi non include l’acquisto della prima casa, non può chiedere al sospensione delle rate utilizzando il Fondo Gasparrini. Per il resto, restano valide tutte le regole fin qui applicate.

Domanda

La domanda, lo ricordiamo, si presenta direttamente alla banca che ha concesso il mutuo. Tutte le indicazioni procedurali, le normative di riferimento, le risposte ai dubbi più frequenti, sono pubblicate sul sito di Consap. Molto in sintesi, sottolineiamo che la proroga disposta dalla manovra riguarda autonomi, professionisti, e piccoli imprenditori come sopra definiti. Per le altre categorie di aventi diritto (lavoratori dipendenti in particolari situazione di difficoltà legate alla cessazione o sospensione del rapporto di lavoro), la misura è strutturale.

Bonus Tessile e Moda, Teatro e Spettacoli: modelli e istruzioni online

Bonus Teatro e Spettacoli e Bonus Tessile e Moda: online istruzioni e modelli di domanda per i crediti d’imposta alle imprese dei settori in crisi.

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato modelli e istruzioni per la presentazione delle domande per due nuovi crediti d’imposta previsti dai Decreti Rilancio e Sostegni: il Bonus Teatro e Spettacoli ed il Bonus Tessile, Moda e Accessori, entrambi pensati per offrire un ristoro ad alcuni settori particolarmente colpiti dalla crisi Covid.

Bonus Teatro e Spettacoli

Per le agevolazioni del bonus “Teatro e Spettacoli” le domande si trasmettono per via telematica dal 14 ottobre al 15 novembre 2021. Il credito in compensazione, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020, è riconosciuto alle imprese che effettuano attività teatrali e spettacoli dal vivo, anche attraverso sistemi digitali, se hanno subito nel 2020 un calo di fatturato annuo del 20%. Con il provvedimento attuativo, arriva anche il modello di comunicazione delle spese ammissibili con l’indicazione del credito teorico. La quota percentuale del credito effettivamente fruibile sarà resa nota con successivo provvedimento da emanare entro il 25 novembre 2021.

Bonus Tessile, Moda e Accessori

Balls of wool arranged on shelves in a textile warehouseTessile, moda e accessori: bonus rimanenze, gli ATECO ammessi30 Settembre 2021L’agevolazione è rivolta alle imprese attive nell’industria tessile e moda, calzature e pelletteria. Si tratta di un credito d’imposta al 30% sul valore delle rimanenze finali di magazzino, eccedente la media del medesimo valore registrato nei 3 anni precedenti a quello di spettanza del beneficio.

Per ottenere il credito in compensazione bisogna comunicare all’Agenzia delle Entrate tale incremento, per individuare la quota spettante, utilizzando il modello di comunicazione allegato al provvedimento di attuazione della misura. Per i termini di invio bisogna invece aspettare l’autorizzazione della misura da parte della Commissione Europea.

Crisi d’impresa: approvato al Senato il maxiemendamento per la conversione in legge.

Ieri 13 ottobre il Senato ha approvato la legge di conversione per la crisi d’impresa. Ora tocca alla Camera. Le novità per i commercialisti nell’elenco degli esperti.

Con 207 voti favorevoli e 36 contrati il Senato ha approvato il maxiemendamento del Governo che va a sostituire il disegno di legge di conversione della crisi d’impresa.
Il disegno di legge S. 2371, esaminato in sede referente dalle Commissioni riunite prevede la conversione in legge del decreto legge n. 118 del 2021 recante misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia. 
Come specificato nel dossier al provvedimento, il decreto legge in conversione si compone di 29 articoli, ripartiti in tre capi: 
il capo I (articoli 1-23) reca misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale; 
il capo II (articoli 24-26) prevede ulteriori misure urgenti in materia di giustizia; 
il capo III (articoli 27-29) reca disposizioni transitorie e finali. 
Attenzione va prestata al fatto che nel corso dell’esame in sede referente le Commissioni riunite hanno approvato alcune significative proposte emendative. 
Fra le altre si segnala: 
la riscrittura dell’articolo 3, proposta con l’emendamento 3.100(testo corretto) con il quale si specifica che la piattaforma è gestita dal sistema delle camere di commercio per il tramite di Unioncamere, sotto la vigilanza del Ministero della giustizia e del Ministero dello sviluppo economico e si interviene sulle modalità di iscrizione all’elenco degli esperti. 
l’inserimento, proposto con l’emendamento 19.1(testo 2 corretto), di specifiche disposizioni in materia di procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi; 
l’introduzione, proposta con l’emendamento 26.0.1(testo2), di specifiche disposizioni in materia di concorso per il reclutamento di magistrati ordinari.
Elenco degli esperti per la composizione negoziata, chi può iscriversi?

L’articolo 3 della legge in conversione contempla l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale ai fini dell’accesso alla composizione negoziata e detta le norme volte alla individuazione dell’esperto che viene incaricato di trovare uno sbocco alla situazione di squilibrio. 
Va sottolineato che le Commissioni riunite hanno approvato un emendamento interamente sostitutivo del testo dell’articolo (emendamento 3.100 testo corretto) con varie novità, vediamo chi può iscriversi all’elenco degli esperti.
A domanda, nell’elenco possono essere inseriti:  
a) gli iscritti da almeno cinque anni all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili;  
b) gli iscritti da almeno cinque anni all’albo degli avvocati che documentano di aver maturato precedenti esperienze nel campo della ristrutturazione aziendale e della crisi d’impresa;  
c) gli iscritti da almeno cinque anni all’albo dei consulenti del lavoro che documentano di avere concorso, almeno in tre casi, alla conclusione di accordi di ristrutturazione dei debiti omologati o di accordi sottostanti a piani attestati o di avere concorso alla presentazione di concordati con continuità aziendale omologati. 
Attenzione va prestata al fatto che il testo proposto in sede referente ha unificato le diposizioni relative ai commercialisti ed agli avvocati, con la conseguenza che anche per i commercialisti è richiesta la documentazione di precedenti esperienze nel campo della ristrutturazione aziendale e della crisi d’impresa.  
Possono essere inoltre inseriti nell’elenco coloro che, pur non iscritti in albi professionali, documentano di avere svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in imprese interessate da operazioni di ristrutturazione concluse con piani di risanamento attestati,  accordi di ristrutturazione dei debiti e concordati preventivi con continuità aziendale omologati, nei confronti delle quali non sia stata successivamente pronunciata sentenza dichiarativa di fallimento o sentenza di accertamento dello stato di insolvenza. 
Crisi d’impresa: una sintesi delle misure
Sinteticamente si riepilogano le misure previste dal provvedimento approvato ieri dal Senato:
rinvia l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al d.lgs n. 14 del 2019 al 16 maggio 2022, ad eccezione delle disposizioni di cui al Titolo II della parte I del Codice concernenti le procedure di allerta e la composizione assistita della crisi innanzi all’Organismo di composizione della crisi d’impresa (OCRI), per le quali l’entrata in vigore è fissata al 31 dicembre 2023; 
introduce e disciplina la procedura di composizione negoziata della crisi, nuovo istituto volontario, cui si accede tramite una (istituenda) piattaforma telematica nazionale, che offre all’imprenditore l’affiancamento di un esperto terzo e indipendente per agevolare, in maniera riservata, le trattative con i creditori. 
Il decreto-legge disciplina nel dettaglio le possibili soluzioni adottabili in esito alla procedura, prevedendo, fra le altre, nel caso di mancata individuazione di una soluzione idonea al superamento della situazione di crisi la possibilità per l’imprenditore di presentare una proposta di concordato per cessione di beni unitamente al piano di liquidazione, il c.d. concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio; 
apporta una serie di modifiche alla legge fallimentare, con l’anticipazione di alcuni strumenti di composizione negoziale previsti dal Codice della crisi; 
dispone un aumento di 20 unità del ruolo organico del personale della magistratura ordinaria, al fine di garantire che l’attuazione della normativa europea relativa alla Procura europea – in virtù della quale sono Premessa state attribuite a 20 magistrati le funzioni di procuratore europeo delegato – non privi di risorse di magistratura le procure della Repubblica. 
reca misure volte ad accelerare, attraverso il ricorso alla digitalizzazione, le procedure di pagamento degli indennizzi per equa riparazione in caso di violazione del termine di ragionevole durata del processo e delle altre somme dovute sulla base di titoli giudiziali; 
introduce una disciplina derogatoria, valida solo per l’anno 2021, in materia di assegnazione delle risorse del Fondo Unico Giustizia, prevedendo la riassegnazione immediate delle quote versate all’entrata del bilancio dello Stato nel 2020 agli stati di previsione del Ministero della giustizia e dell’interno. 

Rottamazione e Saldo e Stralcio, ecco la nuova rateazione

DL Sostegni bis: nuovo calendario 2021 in cinque rate per i pagamenti della Rottamazione-ter e del Saldo e Stralcio: ecco come funziona la nuova proroga.

Le modifiche al decreto Sostegni bis approvate alla Camera prevedono un allungamento dei tempi per la proroga della Rottamazione-ter e del Saldo e Stralcio rispetto ai termini precedentemente fissati. In pratica, c’è una nuova possibilità di rateazione delle somme che altrimenti bisognava versare entro il 31 luglio. Vediamo con precisione cosa prevede l’emendamento approvato, che ormai rientra nel testo definitivo della legge di conversione, non essendoci più i tempi per nuove modifiche prima del via libera finale, previsto entro il 24 luglio (e manca ancora l’intero passaggio in Senato).

Proroga Rottamazione: pagamenti rateizzati

La nuova dilazione di pagamento riguarda i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione-ter e al Saldo e stralcio. In base a quanto previsto dal primo Decreto Sostegni, chi è in regola almeno con i versamenti 2019 può versare le rate scadute nel 2020 entro il 31 luglio 2021, mentre l’emendamento introdotto al DL Sostegni bis prevede adesso la possibilità di rateizzarle in quattro tranche di pari importo:

  1. prima rata entro il 31 luglio,
  2. seconda rata entro il 31 agosto,
  3. terza rata entro il 30 settembre,
  4. quarta rata 31 ottobre.

Resta immutata la scadenza del 30 novembre per pagare tutte le rate scadute nel 2021 e non ancora versate. Sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del decreto legge 119 del 2018. Il pagamento dovrà, quindi, avvenire entro il 6 dicembre 2021. Chi non versa nei termini perde il diritto all’agevolazione, di conseguenza riprendono le normali procedure di riscossione e le somme già versate vengono scalate dal debito residuo.

Condono cartelle rottamate

E’ possibile che ci siano somme annesse al piano di definizione agevolata ma successivamente condonate in base all’articolo 4, commi da 4 a 9, del dl 41/2021. Si tratta dello stralcio dei debiti fino a 5mila euro affidati all’Agente della riscossione fra il 2000 e il 2010, per chi nel 2019 ha guadagnato fino a 30mila euro. Ebbene, il Fisco procederà automaticamente alla cancellazione non appena arriverà il decreto attuativo, che dovrebbe ormai essere imminente. Il condono riguarda infatti anche le somme eventualmente oggetto di rottamazione e saldo e stralcio.

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione (AdER) ha pubblicato online un servizio che consente di verificare se nei documenti inclusi nel piano di pagamento della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e Stralcio”, sono presenti carichi potenzialmente interessati dall’annullamento: in presenza di tutti gli altri requisiti previsti per il condono, il contribuente può stampare in autonomia i moduli per il versamento delle rate ancora dovute, calcolate al netto dei suddetti carichi.

Transazione fiscale per imprese con debiti tributari: Questa sconosciuta.

Accordo su crediti fiscali: guida alla proposta di transazione con l’Agenzia delle Entrate nell’ambito della procedura di ristrutturazione del debito.

La transazione fiscale è una procedura transattiva con l’Amministrazione finanziaria, finalizzata a riconosce la consistenza di un debito tributario in capo ad un contribuente e, in presenza di una crisi aziendale, ne garantisce l’assolvimento pieno. La norma primaria che la regolamenta è contenuta nell’art. 182-bis, R.D. 16 marzo 1942, n. 267, che il DLgs. 5/2006 ha inserito nella disciplina sugli accordi di ristrutturazione nell’ambito della riforma delle procedure concorsuali. La procedura può essere inserita anche in un concordato preventivo. Con la circolare n. 34/E del 29 dicembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha poi fornito nuove indicazioni per la valutazione delle proposte di transazione fiscale nell’ambito di crisi d’impresa causare dall’emergenza Covid-19, alla luce delle novità in materia di concordato preventivo e accordi di ristrutturazione del debito introdotte dall’art. 3, comma 1-bis, del DL 125/2020 (convertito nella Legge 159/2020), che ha modificato l’art. 180, comma 4, L.F. e l’art. 182 bis L.F. Adesso, il Tribunale può omologare il concordato preventivo o l’accordo di ristrutturazione anche in mancanza di voto o di adesione da parte dell’Amministrazione finanziaria, nei casi in cui ritenga la proposta dell’imprenditore migliorativa rispetto all’ipotesi liquidatoria. L’attestatore (il professionista che attesta la veridicità dei dati aziendali e l’attuabilità dell’accordo) può giocare un ruolo chiave in questa procedura, grazie al requisito basilare dell’indipendenza che deve vantare.

Debiti ammissibili

La transazione fiscale può essere proposta per: debiti inerenti crediti tributari (compresi indennità di mora, accessori e interessi); sanzioni amministrative derivanti da violazioni tributarie; IRAP; imposte derivanti da dichiarazioni dei redditi presentate fino alla domanda di transazione anche se non soggette a liquidazione; imposte derivanti da dichiarazioni integrative che il contribuente ha presentato per rettificare o integrare dichiarazioni precedenti; per quelle derivanti da liquidazione delle dichiarazioni come previsto dagli artt. 36-bis e 36-ter, D.P.R. 600/1973; per i debiti d’imposta quantificati in avvisi di liquidazione, atti di accertamento, recupero, contestazione e irrogazione di sanzioni che possono anche non essere definitivi per la parte che non è iscritta a ruolo; debiti di natura chirografaria; debiti di natura privilegiata anche se la legge fallimentare impone che lo Stato non possa ottenere un trattamento peggiore di quello riservato ai creditori con privilegio inferiore o posizione giuridica e interessi economici omogenei rispetto a quelli vantati dall’Agenzia delle Entrate.

Procedura

La proposta spetta al contribuente in debito, mentre l’Amministrazione finanziaria può solo accettare o rifiutare. Nonostante la prassi tenda a far desumere che non sia possibile presentare proposte di concordato senza transazione fiscale, la norma non prevede un obbligo. La transazione è ammessa anche se, decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, il ruolo determina l’iscrizione di un’ipoteca equivalente al doppio del credito sugli immobili del debitore. Con la modifica dell’art. 2752 c.c. i beni mobili del debitore subiscono il privilegio generale dei debiti contratti con lo Stato per imposte e sanzioni derivanti da imposte sul reddito di società, persone fisiche e giuridiche, oltre che dall’imposta sulle attività produttive e dall’imposta locale sui redditi. Il privilegio sui beni mobili vale anche per i crediti dello Stato legati a imposte, pene pecuniarie e soprattasse maturate per l’IVA.

In presenza di una proposta di accordo su crediti fiscali, è necessario depositare presso il tribunale, il cessionario del servizio nazionale competente e l’ufficio competente relativamente al domicilio fiscale del debitore, una copia di tutta la documentazione, della domanda, delle dichiarazioni fiscali rispetto a cui non si è ottenuto il risultato dei controlli automatici e delle dichiarazioni integrative effettuate fino alla presentazione della domanda stessa. Dalla data di presentazione il cessionario ha 30 giorni per inviare al debitore una certificazione in grado di attestare la misura del debito appurata dai ruoli e dagli atti di accertamento per la quota parte non iscritta a ruolo. L’approvazione o il rifiuto della proposta di concordato per i tributi non iscritti a ruolo è di competenza del Direttore dell’Ufficio, che deve redigere l’atto tenendo conto del parere della Direzione regionale competente, e si materializza nel voto favorevole o contrario espresso nell’adunanza dei creditori; per i debiti iscritti a ruolo, il concessionario del Servizio nazionale della riscossione dovrà votare nell’adunanza dei creditori, ottemperando all’indicazione del Direttore dell’Ufficio che a sua volta dovrà tener conto del parere della Direzione regionale competente.

Iter

La proposta di transazione con la documentazione necessaria e la dichiarazione sostitutiva in cui il debitore attesta che quanto presentato riflette fedelmente e integralmente la situazione dell’impresa, vanno depositate presso gli uffici competenti, che a loro volta sono tenuti a procedere con la trasmissione e la liquidazione. Nei successivi 30 giorni il Direttore dell’Ufficio deve, dopo aver allegato il parere della Direzione regionale competente, fornire l’assenso alla proposta in merito ai tributi non iscritti a ruolo, mentre per quelli iscritti l’assenso deve essere fornito attraverso un atto del cessionario su indicazione del Direttore dell’Ufficio sentita la Direzione regionale. La transazione fiscale si conclude se avviene la ristrutturazione dei debiti, se entro 90 giorni non avviene il pagamento e in presenza di una revoca di diritto, superabile solo nel caso in cui il debitore paghi tutto il debito nei 90 giorni che seguono le scadenze indicate.

Proroga contributi INPS Artigiani e Commercianti: si paga il 20 agosto.

Prorogata la scadenza del 17 maggio per i contributi INPS di Artigiani e Commercianti, in attesa del decreto sull’esonero parziale (anno bianco).

Slitta la prima rata dei versamenti dovuti dagli iscritti alle Gestioni speciali autonome degli artigiani e degli esercenti attività commerciali. La scadenza de 17 maggio viene spostata al 20 agosto 2021. Lo ha reso noto l’INPS, con il Messaggio n.1911 del 13 maggio, a seguito del nullaosta del Ministero del Lavoro ed in attesa della pubblicazione del decreto interministeriale di attuazione dell’esonero parziale della contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle gestioni autonome speciali dell’INPS e alle casse previdenziali professionali autonome.

Per evitare  versamenti non dovuti da una parte della platea interessata, pertanto, l’INPS ha differito per tutti gli artigiani ed i commercianti iscritti INPS il termine di pagamento. Ricordiamo che tali importi sono disponibili nel Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti (Posizione assicurativa > Dati del modello F24). Le scadenze di pagamento sono al momento:

  • 20 agosto 2021 (prima e seconda rata sul minimale di reddito), 16 novembre 2021 (terza rata), 16 febbraio 2022 (quarta rata);
  • entro i termini di pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche per la quota eccedente il minimale (saldo 2020, primo e secondo acconto 2021).

Dunque, viene autorizzato lo slittamento per attenuare gli effetti dell’emergenza Covid 19 e favorire la ripresa. Successivamente interverrà la formalizzazione dei criteri e delle modalità per la concessione dell’esonero attraverso la pubblicazione del decreto interministeriale MLPS-MEF sull’esonero parziale.

×

Powered by WhatsApp Chat

× Contattami