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Tribunale di Napoli : Omologa Piano del Consumatore.

Una giornata importante oggi per due coniugi associati ad OANC Obiettivo Associazione Nazionale Consumatori seguiti dal dott. Vairo Dario e dal Dott. Binetti Paolo.

Oggi il Tribunale di Napoli ha omologato la procedura 17/2018 nella quale i due coniugi attraverso il Piano del Consumatore soddisfano i loro creditori e salvano la propria casa.

I coniugi hanno problemi con la Banca per rate di mutuo insolute, scoperto di conto corrente, carte revolving, due cessioni del quinto, un finanziamento e cartelle da onorare con ADR Riscossione. Hanno accumulato debiti per 150.000,00 euro. OANC redige una proposta ed offre 113.000,00 in un totale di anni 10 e mesi 9. Il Giudice ritiene il progetto valido e meritevole omologandolo in data odierna.

Elementi di rilievo sono di sicuro la moratoria concessa dopo i 12 mesi per iniziare il pagamento delle prime rate del creditore ipotecario ed in secondo luogo , e non meno importante, la durata complessiva di anni 10 e mesi 9 che va oltre il consolidando orientamento di proposte che siano contenute in un arco temporale di sette anni.

Riscossione e pignoramenti: ripresa dal primo marzo.

Dal primo marzo 2021 riprende l’attività dell’agente della riscossione e si riattivano le scadenze di pagamento. La sperata proroga non c’è stata e dunque si riparte con la consueta attività di accertamento fiscale, versamento e pignoramento, dopo i vari slittamenti concessi da diversi provvedimenti anti-Covid. La scadenza ultima per la sospensione è fissata al 28 febbraio 2021, come stabilito dal Decreto Milleproghe, appena convertito in legge dopo l’approvazione con fiducia in Senato. La ripresa sarà comunque graduale, nel senso che è previsto una sorta di scaglionamento di due anni per lo smaltimento delle cartelle e degli avvisi finora sospesi (qualcosa come 50 milioni di pratiche).

Un mini rinvio, ma solo parziale e comunque non legato alle cartelle, potrebbe trovare posto del tanto atteso Decreto Ristori 5.

Moratoria Rottamazione ter

Ci sono invece precise novità per le misure di pace fiscale (rottamazione e saldo e stralcio). Il Ministero dell’Economia ha comunica sabato 27 febbraio un provvedimento che differisce il termine del 1° marzo 2021 per il pagamento delle rate della “rottamazione-ter” (articoli 3 e 5 del DL n. 119/2018) e del saldo e stralcio (art. 1 commi 190 e 193 della Legge 145/2018). La scadenza riguarda le rate 2020 ancora non versate ed anche la prima rata 2021 della rottamazione-ter.​ Il Decreto Ristori (DL n. 137/2020, convertito con modificazioni dalla L. n. 176/2020) aveva già differito al 1° marzo 2021 il termine di pagamento delle rate 2020 della definizione agevolata, introducendo al contempo semplificazioni in tema di rateizzazione. Era però attesa la ulteriore sospensione, anche se di breve durata (si parla adesso di due mesi), che fungerà da raccordo per una nuova pace fiscale da giugno.

=> Rottamazione, Saldo e stralcio: scadenza 1° marzo

Nuovo Saldo e stralcio

Allo studio c’è infatti una nuova edizione del Saldo e stralcio , stavolta per le cartelle emesse dal 2015 e con valore entro 5mila euro. Sopra quell’importo, dovrebbe essere possibile applicare la rottamazione-quater senza interessi né sanzioni, pagando il dovuto in due anni. Dunque una nuova pace fiscale, che dovrebbe avviarsi a giugno, al termine della moratoria sulla rottamazione-ter in via di definizione.

Pagamento cartelle e avvisi

Per i pagamenti e le cartelle non più oggetto di sospensione, invece, sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) è possibile consultare le risposte alle domande più frequenti (FAQ) aggiornate alle attuali scadenze. Il decreto in questione (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio) ha infatti concesso una nuova proroga alla sospensione delle attività di accertamento fiscale e di riscossione, così come in materi di versamenti tributari, adempimenti e pignoramenti.

Lo stop ha riguardato  il versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, nonché gli avvisi di addebito e quelli di accertamento affidati all’AdER. Pertanto, hanno goduto della stessa moratoria anche i pagamenti in scadenza dall’8 marzo 2020 per i comuni della prima zona rossa (di cui al Dpcm 1° marzo 2020), che dovranno essere effettuati entro il 31 marzo 2021.

=> Blocco cartelle esattoriali fino a febbraio

Notifiche e pignoramenti

La sospensione ha riguardato sia le nuove notifiche per somme a ruolo sia gli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, pensioni e trattamenti assimilati, se effettuati prima del 19 maggio 2020. Questo, anche in presenza di assegnazione già disposta dal giudice. Dal 1° marzo 2021, le somme pignorate tornano ad essere rese indisponibili fino all’concorrenza del debito.

=> Rottamazione, saldo e stralcio: scadenze in calendario

Pagamenti PA oltre 5mila euro

Per le inadempienze che le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica devono verificare prima di effettuare pagamenti di importo superiore a 5mila euro, la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020 per i soli contribuenti della prima zona rossa (allegato 1 del Dpcm 1° marzo 2020). Le verifiche già effettuate sono prive di qualunque effetto se, alla data di entrata in vigore del decreto legge n. 34/2020, per le somme oggetto di tali verifiche si è potuto procedere al pagamento in favore del beneficiario, anche se prima della sospensione era incorsa una verifica, purché alla data del 19 maggio non sia stato notificato il pignoramento.

NUOVO SELFIEMPLOYMENT

Nuovo Selfiemployment, dal 22 febbraio al via le domande anche per donne e disoccupati.

Da lunedì 22 febbraio 2021 gli incentivi di Selfiemployment cambiano e si rivolgono a una platea più ampia di destinatari.

I finanziamenti per avviare una piccola attività imprenditoriale in tutta Italia e in qualsiasi settore potranno essere richiesti anche da donne inattive e disoccupati di lunga durata, senza limiti di età, oltre che ai Neet iscritti al programma Garanzia Giovani.

Un cambiamento che punta a offrire l’opportunità di mettersi in proprio anche a chi, a causa dell’emergenza Covid, ha perso il lavoro o rischia di perderlo nei prossimi mesi e a quelle donne che potranno così riappropriarsi della loro dimensione lavorativa, dopo averla messa da parte per esigenze familiari.

Insieme a questa novità vengono introdotte anche soluzioni finanziarie e operative più vantaggiose rispetto alla precedente edizione di Selfiemployment, in particolare:

  • documentazione più agile e snella per la presentazione della domanda
  • allungamento del periodo richiesto (da 60 a 90 giorni) per la costituzione della nuova società/ditta individuale
  • allungamento del periodo (da 6 a 12 mesi) per l’inizio della restituzione del finanziamento Microcredito e Microcredito esteso
  • per i Piccoli Prestiti, il 1° SAL (fatture non quietanzate) passa da un massimo del 50% al 70% del finanziamento

Grazie all’incremento della nuova dotazione finanziaria saranno inoltre riaperti gli sportelli (chiusi in precedenza per insufficienza di risorse) per i residenti nelle regioni Marche, Toscana, Umbria e Molise.

Sarà possibile presentare la domanda dalle ore 12 del 22 febbraio 2021, esclusivamente online, sulla piattaforma informatica di Invitalia.

Crisi da Sovraindebitamento e importanza del ruolo dell’ Advisor:

Tribunale di Brindisi – Udienza del 27/01/2021.

Nel caso in esame la signora PS assistita dal sottoscritto ( quale Advisor) presenta istanza di accordo di ristrutturazione debiti. Correva l’anno 2019. Udienza del 27 gennaio 2021. L’avvocato di parte ed il gestore mi comunicano il giorno prima che : ADE R ha votato negativamente e quindi le percentuali richieste NON SONO STATE RAGGIUNTE. Ho chiesta copia del voto e verificato immediatamente che :” ADE R è legittimata SOLO nel voto inerente aggi, interessi e diritti alla stessa competenti e NON sui tributi di altri Enti per i quali titolati sono ESCLUSIVAMENTE questi ultimi”.
L’ Avvocato (il Gestore non si è presentato in tribunale) ha prontamente proposto in udienza il giorno dopo quanto da me allo stesso riferito e documentato. Esito : il Giudice Dr. Pasculli Rosa ha INVALIDATO il voto di Ade Riscossione consentendo una rimodulazione dell’accordo e nuova votazione.
Questo è uno dei tanti casi ed esempi nei quali è dimostrabile quanto sia importante nelle procedure di accesso alla crisi il ruolo dell’advisor e, ovviamente, della sua competenza nella materia.

Imposta di bollo sulle e-fatture,il nuovo servizio per gli operatori

Consente di effettuare la verifica dei dati e operare le eventuali integrazioni delle fatture elettroniche inviate dal 1° gennaio 2021 tramite il Sdi da parte di contribuenti e intermediari.

Via libera alla procedura informatica disponibile nel portale “Fatture e Corrispettivi” che consente a chi ha dimenticato di assolvere l’imposta di bollo nelle fatture elettroniche di verificare i dati messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate e, se li ritiene corretti, mettersi in regola. Nel caso in cui, invece, il contribuente Iva, o l’intermediario delegato, ritenga che non siano realizzati i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo, potrà comunque comunicarlo alle Entrate attraverso lo stesso servizio web dedicato, presente nel portale. Le novità in un provvedimento del direttore Ruffini del 4 febbraio 2021, emanato d’intesa con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
Il provvedimento di oggi trova le sue origini normative nel decreto Crescita 2019 (articolo 12-novies Dl n. 34/2019), che ha attribuito all’Agenzia il compito di integrare, con procedure automatizzate, le fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio (Sdi) intercettando quelle che non recano l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, ma per le quali l’imposta risulta dovuta e, nei casi di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta, di comunicare al cedente/prestatore l’ammontare dell’imposta e della relativa sanzione (articolo 13, comma 1, del Dlgs n. 471/1997), oltre agli interessi.
Tale disposizione è stata attuata dal decreto Mef del 4 dicembre 2020 riguardante le modifiche alle modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e individuazione delle procedure di recupero dell’imposta di bollo non versata. Il decreto, quindi, demanda a un provvedimento delle Entrate:

  • la definizione delle modalità tecniche per l’integrazione delle fatture elettroniche e per la consultazione ed eventuale modifica, da parte di contribuenti e intermediari, dei dati proposti dall’Agenzia
  • le modalità di comunicazione delle irregolarità per il recupero dell’imposta dovuta e non versata. 

Con il provvedimento odierno sono stabilite, quindi, le modalità tecniche per l’effettuazione delle integrazioni delle fatture elettroniche inviate, a decorrere dal 1° gennaio 2021, tramite il Sdi, e le modalità telematiche per la messa a disposizione, la consultazione e la variazione dei dati relativi all’imposta di bollo da parte del cedente/prestatore, o dell’intermediario delegato. 

In particolare, l’Agenzia delle entrate, per ogni trimestre dell’anno, fornisce, nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, al titolare di partite Iva tenuto all’emissione della fattura elettronica due distinti elenchi: 

  • uno con gli elementi identificativi delle fatture elettroniche inviate tramite Sdi che già riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo
  • l’altro con gli elementi identificativi delle fatture elettroniche inviate tramite Sdi che non riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo ma per le quali l’imposta è dovuta.

Il secondo elenco, a scadenze prestabilite, è messo a disposizione del contribuente, anche tramite un suo intermediario delegato, che potrà confermare i dati proposti o modificarli se ritiene che il bollo non sia comunque dovuto.
Grazie alla disponibilità dei dati contenuti negli elenchi, il contribuente potrà verificare la propria situazione e scegliere se accettare i dati proposti e procedere con il pagamento di quanto dovuto oppure selezionare le fatture per le quali ritiene che non siano realizzati i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo. L’operatore potrà anche indicare altre fatture elettroniche non individuate dall’Agenzia per le quali risulta dovuta l’imposta.
 
I due elenchi sono resi disponibili nel portale “Fatture e Corrispettivi” sul sito dell’Agenzia entro il giorno 15 del mese successivo alla chiusura di ogni trimestre solare. I contribuenti e gli intermediari delegati avranno tempo per modificare gli elenchi fino all’ultimo giorno del mese successivo alla chiusura del trimestre solare di riferimento (per le fatture elettroniche riferite alle operazioni effettuate nel secondo trimestre solare dell’anno, invece, le modifiche potranno essere effettuate fino al 10 settembre dell’anno di riferimento (anziché entro il 31 luglio). Se l’operatore non effettua modifiche, vengono confermati gli elenchi proposti dall’Agenzia.
 
Sulla base dei dati delle fatture indicate negli elenchi e delle eventuali modifiche apportate dai contribuenti, la nuova procedura calcola e mette a disposizione l’importo relativo all’imposta di bollo complessivamente dovuto per il trimestre di riferimento, entro il giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre solare di riferimento (o entro il 20 settembre nel caso del secondo trimestre solare). Tale somma può essere versata tramite l’apposita funzionalità di addebito in conto corrente disponibile nel servizio web dedicato presente nel portale “Fatture e Corrispettivi” oppure in modalità telematica con il modello F24. Se il versamento è eseguito oltre la scadenza prevista, il servizio web consente anche il pagamento di sanzioni e interessi da ravvedimento, calcolati automaticamente in base ai giorni di ritardo rispetto alla scadenza, alla misura della sanzione ridotta e al tasso legale degli interessi. Il servizio web rilascia la prima ricevuta a conferma dell’inoltro della richiesta di addebito e la seconda ricevuta con l’esito del pagamento, che possono essere consultate dal cedente/prestatore, direttamente o tramite l’intermediario delegato.
 
Il provvedimento di oggi, inoltre, definisce le modalità telematiche per l’invio delle comunicazioni, da parte dell’Agenzia, in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche da parte del cedente o prestatore. In particolare, il contribuente riceverà una comunicazione elettronica al suo domicilio digitale registrato nell’elenco Ini-Pec (contenente gli indirizzi di posta elettronica certificata di professionisti e imprese) e potrà fornire entro 30 giorni, anche tramite un intermediario, chiarimenti in merito ai pagamenti dovuti, anche tramite i servizi online offerti dall’Agenzia.

Crisi da Sovraindebitamento

Lo studio è specializzato nella Crisi da Sovraindebitamento sia in qualità di Advisor che di Gestore della Crisi. Operiamo nella legge 3/2012 ( Legge Salva Suicidi) sin dall’anno 2014 in partnership dei principali studi legali sul territorio nazionale.Quale Advisor numerosi sono stati i risultati ottenuti e dei quali si menziona : 📎 Tribunale di Napoli – Omologa Piano del Consumatore; 📎 Tribunale di Brindisi – Omologa Accordo di Ristrutturazione dei debiti; 📎 Tribunale di Bari – Omologa Piano del Consumatore Eredi; 📎 Tribunale di Castrovillari – Omologa Accordo di Ristrutturazione dei Debiti; 📎 Tribunale di Cosenza – Omologa Piano del Consumatore.La struttura altamente tecnologica consente di operare sull’intero territorio Nazionale senza alcuna preclusione in termini di distanze e svolgimento degli incarichi.👨‍💼 La pre-analisi e primo colloquio sono interamente “gratuiti” e si svolgono anche a “distanza” ;In seguito, qualora il riscontro fosse positivo in termini di accessibilità alla legge, al sovraindebitato sarà sottoposto un chiaro ed esaustivo preventivo costruito “ad personam” con chiara indicazione di tutti i costi e tempistiche necessari per affrontarli. Il percorso sarà completo, dall’analisi dei dati sino al deposito del Ricorso e svolgimento in toto della procedura.Lo studio offre altresì, grazie a primarie partnership, la possibilità ( qualora non fosse presente) di essere affiancati da studi legali altamente specializzati nella materia e fruibili sull’intero territorio Nazionale. E’ possibile in alcuni casi, vista la delicata materia, essere assistiti da psicologi con sedute indirizzate al sostegno morale e psicologico.Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci :

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Via i debiti senza pagarli: ora è possibile

Diventa più facile liberarsi dai debiti: il Dl Ristori, ora convertito in legge, potenzia l’istituto del sovraindebitamento e lo estende a famiglie, consumatori, professionisti e piccoli imprenditori. La grossa novità è che l’esdebitazione potrà essere addirittura totale: chi non ha nulla per pagare i creditori, potrà ottenere la cancellazione dell’intero importo.

Non tutti, però, potranno accedere a questa nuova possibilità: ne beneficeranno solo i “meritevoli”, cioè coloro che si sono indebitati, ma senza colpa grave. Sarà il giudice a stabilirlo, nell’ambito dell’apposita procedura da sovraindebitamento, che rimane invariata.

Bisognerà quindi presentare una domanda al tribunale competente ed essere assistiti da un Occ (Organismo di composizione della crisi) che avrà il compito di redigere una relazione sui motivi dell’indebitamento e sulle concrete possibilità di restituzione.

A quel punto, se emergerà che il debitore è del tutto incapiente, potrà essere liberato anche per l’intero importo, ma rimarrà “sotto osservazione” per i successivi 4 anni dal’esdebitazione. Infatti, se durante quel periodo sopraggiungeranno nuove risorse, in una misura superiore al 10% della sua esposizione debitoria, il debitore dovrà dichiararle ed esse saranno utilizzate per saldare i vecchi creditori.

La nuova forma di liberazione dai debiti viene estesa ai membri della stessa famiglia (parenti entro il quarto grado e affini entro il secondo), che possono presentare un’unica domanda quando sono conviventi o se il sovraindebitamento ha un’origine comune. Inoltre, adesso, è considerato “consumatore” e, dunque, è ammesso alla procedura, anche il socio di una società di persone (come le Snc o le Sas) purché i suoi debiti siano estranei a quelli sociali.

I benefici riguarderanno anche le piccole imprese sotto la soglia di fallibilità ed i professionisti. Nella nuova forma di liberazione dai debiti, potrà rientrare, ad esempio, chi ha contratto debiti per costose cure mediche, chi non ha rimborsato un finanziamento o chi ha tributi non pagati .

Credito d’imposta canoni di affitto esteso alla sublocazione dell’Asd

Un’associazione sportiva dilettantistica iscritta al Coni potrà accedere al bonus affitti previsto dall’articolo 28 del decreto “Rilancio”, per i canoni corrisposti sulla base di un contratto di sublocazione, purché sussistano tutte le altre condizioni previste dalla norma agevolativa. E’ in sintesi il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 68/E del 20 ottobre 2020 dell’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia ricorda la misura del Dl “Rilancio” a sostegno delle imprese e dell’economia che ha introdotto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di attività commerciali industriali artigianali, agricole, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo (articolo 28, comma 1, Dl n. 34/2020). Il credito d’imposta spetta in presenza di una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente ed è commisurato all’importo del canone di locazione effettivamente versato nel 2020 con riferimento ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno.

Il comma 4 del medesimo articolo prevede che tale credito possa essere fruito anche dagli enti non commerciali, inclusi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti per il “canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale”. Tale principio è stato chiarito anche dalla circolare n. 14/2020 (vedi articolo “Credito d’imposta canoni di locazione. I primi chiarimenti delle Entrate”).

L’Agenzia, nella risoluzione in esame, ripercorre anche le misure sulla determinazione dei ricavi per gli enti non commerciali.
In primo luogo, dal combinato disposto dei commi 1 e 4, dell’articolo 28 del Dl “Rilancio”, unitamente alle precisazioni della circolare n. 14/2020, si evince che tali soggetti possono fruire del bonus locazione anche nei casi in cui oltre all’attività istituzionale svolgano anche un’attività commerciale, in modo non prevalente o esclusivo. Chiaramente, in tal caso, se i ricavi di tale attività superano la soglia dei 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente, l’ente non potrà beneficiare del credito d’imposta.
Sempre riguardo alla soglia dei ricavi, l’Agenzia chiarisce, come indicato anche nella circolare n. 14/2020, che per gli enti non commerciali che svolgono attività commerciale non prevalente la soglia dei ricavi o compensi va determinata per i soli ricavi Ires, per ciascuna tipologia di soggetto tenendo conto delle proprie regole di determinazione del reddito, restandone esclusi quelli derivanti da attività istituzionali.

Inoltre, per gli enti non commerciali che svolgono solo, occasionalmente, attività commerciale e che, pertanto, non dispongono di partita Iva, il credito d’imposta va determinato sull’importo dell’affitto al lordo dell’Iva, in quanto in tale particolare ipotesi l’imposta rappresenta un costo che incrementa il canone di affitto dovuto.
L’Agenzia ricorda, poi, che il contratto di sublocazione è disciplinato dagli articoli 1594 e 1595 del codice civile e dalla legge n. 392/1978 e che dal punto di vista civilistico è in stretta dipendenza dal contratto di affitto, analogia evidente anche dal punto di vista fiscale in quanto per entrambe le tipologie vige lo stesso regime tributario.

Di conseguenza, in considerazione sia delle analogie fra i due contratti sia dell’intenzione del legislatore di prevedere un beneficio ad ampio raggio per il contenimento della crisi economica, l’Agenzia ritiene che il credito d’imposta per i canoni di locazione possa valere anche per i canoni derivanti dai contratti di sublocazione. Anche nel caso in esame, quindi, la società, iscritta al registro nazionale delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche presso il Coni, potrà accedere al bonus con riferimento al contratto di sublocazione, in presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

La risoluzione, infine, precisa che anche il conduttore principale potrà beneficiare del credito d’imposta. Ai fini del calcolo della riduzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento, occorrerà considerare anche il canone relativo alla sublocazione al lordo del credito d’imposta in questione.

Ammissibile la domanda di liquidazione del patrimonio anche per il sovraindebitato privo di beni: la liquidazione di beni futuri.

Il Tribunale di Bologna, con provvedimento emesso in data 4.08.2020, ha ritenuto ammissibile, ai sensi degli artt. 14 ter e seguenti L. 27 gennaio 2012, n. 3, la domanda di liquidazione del patrimonio presentata da un consumatore, pur in assenza di beni mobili o immobili liquidabili e in sola presenza di crediti futuri derivanti dal rapporto di lavoro.

La proposta di liquidazione del consumatore consisteva, infatti, nella messa a disposizione, in favore dei creditori, di un quinto del proprio stipendio, dell’importo integrale della tredicesima mensilità e del TFR accumulato sino al momento del deposito della domanda.

Il Tribunale di Bologna, previo accertamento della natura “incolpevole” dell’indebitamento – non essendo emersa dalla relazione dell’Organismo di Composizione della Crisi la “prova di una condotta qualificabile come manifestamente negligente nell’avere assunto le obbligazioni” – ha accolto la domanda presentata dal debitore, osservando come l’insufficiente valore dei beni destinati al soddisfacimento dei creditori non valesse, di per sé, a rendere inammissibile l’accesso alla procedura di liquidazione.

La decisione del Tribunale di Bologna si colloca così nel solco tracciato dai Tribunali di Milano (16.09.2017), Rovigo (31.01.2018), Pordenone (14.03.2019), Matera (24.07.2019) e Verona (21.12.2018), che, negli ultimi anni, si erano espressi in tal senso.

Tra i precedenti contrari, si segnala il Tribunale di Mantova (18.06.2018), secondo il quale, invece, la procedura di liquidazione del patrimonio presupporrebbe, per definizione, la presenza di un patrimonio mobiliare o immobiliare liquidabile.

Tale orientamento, che trova il suo principale argomento nell’interpretazione letterale dell’art. 14 ter, è stato tuttavia contestato e ormai pressoché superato dalla giurisprudenza maggioritaria.

Il Tribunale di Bologna, richiamando principi già emersi nel dibattito giurisprudenziale, ha evidenziato come la disciplina della liquidazione del patrimonio sia sostanzialmente mutuata da quella fallimentare, potendosi facilmente confrontare la simmetria terminologica e funzionale: in proposito, se non si discute dell’ammissibilità della domanda di fallimento in proprio presentata dal fallito privo di beni, sarebbe del tutto irragionevole, secondo il Tribunale, precludere l’accesso alla procedura di liquidazione del patrimonio al debitore non fallibile titolare unicamente di crediti futuri.

Ulteriori argomenti sono poi evincibili dall’ordinanza emessa dal Tribunale di Verona (21.12.2018). Considerato come l’art. 14 ter escluda espressamente dalla liquidazione gli stipendi, le pensioni e i salari, nei limiti di quanto occorra al mantenimento del debitore e della propria famiglia, si dovrà necessariamente ritenere che lo stipendio mensile possa essere incluso nella liquidazione per la quota non occorrente al sostentamento.

Sempre il Tribunale di Verona ha evidenziato come l’art. 14 quater, L. 3/2012, preveda l’istituto della conversione della procedura di composizione della crisi in liquidazione, contemplando la possibilità che alla liquidazione del patrimonio si giunga dopo l’infruttuoso esperimento dei rimedi dell’accordo di composizione della crisi e del piano del consumatore.

Considerato come il debitore possa presentare una proposta di accordo di composizione della crisi prevedendo la messa a disposizione del solo stipendio, e che lo stesso possa accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio in caso di annullamento dell’accordo o di cessazione degli effetti dell’omologazione del piano, dovrà conseguentemente ritenersi ammissibile che il debitore possa accedere direttamente alla liquidazione del patrimonio anche in assenza di beni, offrendo ai creditori parte dei propri crediti futuri.

Scadenze AdER: sospensioni e calendario

Con l’entrata in vigore del Decreto Agosto (DL n. 104/2020), l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha aggiornato il calendario delle scadenze in materia di riscossione, rispetto a quanto già previsto dal Cura Italia prima e dal Dl Rilancio poi.

Sospensioni

Le novità sono riassunte nelle FAQ pubblicate sul sito, che riassumo il quadro generale dell situazione alla luce dei provvedimenti.

In particolare, viene estesa dal 31 agosto al 15 ottobre la sospensione di:

  • versamenti di entrate (tributarie e non) derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e di accertamento;
  • notifiche di nuove cartelle;
  • azioni cautelari ed esecutive e altri atti di riscossione (come pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche);
  • pagamenti in zona rossa con scadenza dall’8 marzo , da effettuarsi entro il 30 novembre;
  •  obblighi da pignoramenti presso terzi effettuati dall’AdER prima del 19 maggio su stipendi, salari, indennità, pensioni e trattamenti assimilati.
  • rate dei piani di dilazione in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre, con pagamenti entro novembre (per le rateizzazioni in essere all’8 marzo e  per i nuovi piani con domanda entro il 15 ottobre, la decadenza si verifica in caso di mancato pagamento di 10 rate, anche non consecutive, anziché 5).

Rottamazione

Invariati i termini della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e stralcio” per le rate in scadenza nel 2020: scadenza 10 dicembre (senza giorni di tolleranza). Per i contribuenti in regola con i pagamenti 2019, il mancato, insufficiente o tardivo pagamento di quelle 2020 non determina la perdita dei benefici purché l’integrale versamento avvenga entro il medesimo termine.

Crediti PA

Sospese fino al 15 ottobre anche le verifiche sui pagamenti della PA per i pagamenti di importo superiore a cinquemila euro. Tutte quelle eventualmente già effettuate, anche prima dell’inizio della sospensione, restano prive di effetto se l’Agente della riscossione non ha notificato l’atto di pignoramento (e le amministrazioni pubbliche possono quindi procedere con il pagamento in favore del beneficiario).

Contributo a fondo perduto non spettante: come regolarizzare la propria posizione

Relativamente all’erogazione del contributo a fondo perduto l’Agenzia delle Entrate procede al controllo dei dati dichiarati nelle istanze pervenute applicando le disposizioni in materia di accertamento sulle dichiarazioni, ed effettua ulteriori controlli anche in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici, ai dati delle comunicazioni di liquidazione periodica Iva nonché ai dati delle dichiarazioni Iva.
Sono inoltre effettuati, indipendentemente dall’importo del contributo erogato, specifici controlli per la prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminali.

Qualora dai predetti controlli emerga che il contributo sia in tutto o in parte non spettante l’Agenzia procede alle attività di recupero del contributo.

Coloro che abbiano percepito il contributo in tutto o in parte non spettante, anche a seguito di presentazione di istanza di rinuncia, possono regolarizzare l’indebita percezione restituendo spontaneamente il contributo, i relativi interessi e versando le relative sanzioni mediante applicazione delle riduzioni del ravvedimento operoso (articolo 13 del decreto legislativo n. 472/1997).

Il versamento delle predette somme deve essere eseguito esclusivamente mediante il modello F24, senza possibilità di compensazione.
Con apposita risoluzione sono istituiti i codici tributo da indicare sul modello F24 per la restituzione del contributo a fondo perduto.

Sanzioni
Qualora il contributo erogato sia in tutto o in parte non spettante, si applicano:

  • la sanzione dal 100 al 200 per cento prevista all’art. 13 comma 5 del DLgs 471/1997
  • la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni prevista all’art. 316-ter del Codice Penale.

Nel caso di dichiarazione sostitutiva di atto notorio in merito alla regolarità antimafia mendace o incompleta, si applicano:

  • la pena della reclusione da 2 a 6 anni
  • la confisca di beni e denaro prevista all’art. 322-ter del Codice Penale.