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Crisi da Sovraindebitamento e importanza del ruolo dell’ Advisor:

Tribunale di Brindisi – Udienza del 27/01/2021.

Nel caso in esame la signora PS assistita dal sottoscritto ( quale Advisor) presenta istanza di accordo di ristrutturazione debiti. Correva l’anno 2019. Udienza del 27 gennaio 2021. L’avvocato di parte ed il gestore mi comunicano il giorno prima che : ADE R ha votato negativamente e quindi le percentuali richieste NON SONO STATE RAGGIUNTE. Ho chiesta copia del voto e verificato immediatamente che :” ADE R è legittimata SOLO nel voto inerente aggi, interessi e diritti alla stessa competenti e NON sui tributi di altri Enti per i quali titolati sono ESCLUSIVAMENTE questi ultimi”.
L’ Avvocato (il Gestore non si è presentato in tribunale) ha prontamente proposto in udienza il giorno dopo quanto da me allo stesso riferito e documentato. Esito : il Giudice Dr. Pasculli Rosa ha INVALIDATO il voto di Ade Riscossione consentendo una rimodulazione dell’accordo e nuova votazione.
Questo è uno dei tanti casi ed esempi nei quali è dimostrabile quanto sia importante nelle procedure di accesso alla crisi il ruolo dell’advisor e, ovviamente, della sua competenza nella materia.

Imposta di bollo sulle e-fatture,il nuovo servizio per gli operatori

Consente di effettuare la verifica dei dati e operare le eventuali integrazioni delle fatture elettroniche inviate dal 1° gennaio 2021 tramite il Sdi da parte di contribuenti e intermediari.

Via libera alla procedura informatica disponibile nel portale “Fatture e Corrispettivi” che consente a chi ha dimenticato di assolvere l’imposta di bollo nelle fatture elettroniche di verificare i dati messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate e, se li ritiene corretti, mettersi in regola. Nel caso in cui, invece, il contribuente Iva, o l’intermediario delegato, ritenga che non siano realizzati i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo, potrà comunque comunicarlo alle Entrate attraverso lo stesso servizio web dedicato, presente nel portale. Le novità in un provvedimento del direttore Ruffini del 4 febbraio 2021, emanato d’intesa con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
Il provvedimento di oggi trova le sue origini normative nel decreto Crescita 2019 (articolo 12-novies Dl n. 34/2019), che ha attribuito all’Agenzia il compito di integrare, con procedure automatizzate, le fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio (Sdi) intercettando quelle che non recano l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, ma per le quali l’imposta risulta dovuta e, nei casi di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta, di comunicare al cedente/prestatore l’ammontare dell’imposta e della relativa sanzione (articolo 13, comma 1, del Dlgs n. 471/1997), oltre agli interessi.
Tale disposizione è stata attuata dal decreto Mef del 4 dicembre 2020 riguardante le modifiche alle modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e individuazione delle procedure di recupero dell’imposta di bollo non versata. Il decreto, quindi, demanda a un provvedimento delle Entrate:

  • la definizione delle modalità tecniche per l’integrazione delle fatture elettroniche e per la consultazione ed eventuale modifica, da parte di contribuenti e intermediari, dei dati proposti dall’Agenzia
  • le modalità di comunicazione delle irregolarità per il recupero dell’imposta dovuta e non versata. 

Con il provvedimento odierno sono stabilite, quindi, le modalità tecniche per l’effettuazione delle integrazioni delle fatture elettroniche inviate, a decorrere dal 1° gennaio 2021, tramite il Sdi, e le modalità telematiche per la messa a disposizione, la consultazione e la variazione dei dati relativi all’imposta di bollo da parte del cedente/prestatore, o dell’intermediario delegato. 

In particolare, l’Agenzia delle entrate, per ogni trimestre dell’anno, fornisce, nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, al titolare di partite Iva tenuto all’emissione della fattura elettronica due distinti elenchi: 

  • uno con gli elementi identificativi delle fatture elettroniche inviate tramite Sdi che già riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo
  • l’altro con gli elementi identificativi delle fatture elettroniche inviate tramite Sdi che non riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo ma per le quali l’imposta è dovuta.

Il secondo elenco, a scadenze prestabilite, è messo a disposizione del contribuente, anche tramite un suo intermediario delegato, che potrà confermare i dati proposti o modificarli se ritiene che il bollo non sia comunque dovuto.
Grazie alla disponibilità dei dati contenuti negli elenchi, il contribuente potrà verificare la propria situazione e scegliere se accettare i dati proposti e procedere con il pagamento di quanto dovuto oppure selezionare le fatture per le quali ritiene che non siano realizzati i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo. L’operatore potrà anche indicare altre fatture elettroniche non individuate dall’Agenzia per le quali risulta dovuta l’imposta.
 
I due elenchi sono resi disponibili nel portale “Fatture e Corrispettivi” sul sito dell’Agenzia entro il giorno 15 del mese successivo alla chiusura di ogni trimestre solare. I contribuenti e gli intermediari delegati avranno tempo per modificare gli elenchi fino all’ultimo giorno del mese successivo alla chiusura del trimestre solare di riferimento (per le fatture elettroniche riferite alle operazioni effettuate nel secondo trimestre solare dell’anno, invece, le modifiche potranno essere effettuate fino al 10 settembre dell’anno di riferimento (anziché entro il 31 luglio). Se l’operatore non effettua modifiche, vengono confermati gli elenchi proposti dall’Agenzia.
 
Sulla base dei dati delle fatture indicate negli elenchi e delle eventuali modifiche apportate dai contribuenti, la nuova procedura calcola e mette a disposizione l’importo relativo all’imposta di bollo complessivamente dovuto per il trimestre di riferimento, entro il giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre solare di riferimento (o entro il 20 settembre nel caso del secondo trimestre solare). Tale somma può essere versata tramite l’apposita funzionalità di addebito in conto corrente disponibile nel servizio web dedicato presente nel portale “Fatture e Corrispettivi” oppure in modalità telematica con il modello F24. Se il versamento è eseguito oltre la scadenza prevista, il servizio web consente anche il pagamento di sanzioni e interessi da ravvedimento, calcolati automaticamente in base ai giorni di ritardo rispetto alla scadenza, alla misura della sanzione ridotta e al tasso legale degli interessi. Il servizio web rilascia la prima ricevuta a conferma dell’inoltro della richiesta di addebito e la seconda ricevuta con l’esito del pagamento, che possono essere consultate dal cedente/prestatore, direttamente o tramite l’intermediario delegato.
 
Il provvedimento di oggi, inoltre, definisce le modalità telematiche per l’invio delle comunicazioni, da parte dell’Agenzia, in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche da parte del cedente o prestatore. In particolare, il contribuente riceverà una comunicazione elettronica al suo domicilio digitale registrato nell’elenco Ini-Pec (contenente gli indirizzi di posta elettronica certificata di professionisti e imprese) e potrà fornire entro 30 giorni, anche tramite un intermediario, chiarimenti in merito ai pagamenti dovuti, anche tramite i servizi online offerti dall’Agenzia.

Crisi da Sovraindebitamento

Lo studio è specializzato nella Crisi da Sovraindebitamento sia in qualità di Advisor che di Gestore della Crisi. Operiamo nella legge 3/2012 ( Legge Salva Suicidi) sin dall’anno 2014 in partnership dei principali studi legali sul territorio nazionale.Quale Advisor numerosi sono stati i risultati ottenuti e dei quali si menziona : 📎 Tribunale di Napoli – Omologa Piano del Consumatore; 📎 Tribunale di Brindisi – Omologa Accordo di Ristrutturazione dei debiti; 📎 Tribunale di Bari – Omologa Piano del Consumatore Eredi; 📎 Tribunale di Castrovillari – Omologa Accordo di Ristrutturazione dei Debiti; 📎 Tribunale di Cosenza – Omologa Piano del Consumatore.La struttura altamente tecnologica consente di operare sull’intero territorio Nazionale senza alcuna preclusione in termini di distanze e svolgimento degli incarichi.👨‍💼 La pre-analisi e primo colloquio sono interamente “gratuiti” e si svolgono anche a “distanza” ;In seguito, qualora il riscontro fosse positivo in termini di accessibilità alla legge, al sovraindebitato sarà sottoposto un chiaro ed esaustivo preventivo costruito “ad personam” con chiara indicazione di tutti i costi e tempistiche necessari per affrontarli. Il percorso sarà completo, dall’analisi dei dati sino al deposito del Ricorso e svolgimento in toto della procedura.Lo studio offre altresì, grazie a primarie partnership, la possibilità ( qualora non fosse presente) di essere affiancati da studi legali altamente specializzati nella materia e fruibili sull’intero territorio Nazionale. E’ possibile in alcuni casi, vista la delicata materia, essere assistiti da psicologi con sedute indirizzate al sostegno morale e psicologico.Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci :

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📧 paolobinetti@binettipaolo.it

Via i debiti senza pagarli: ora è possibile

Diventa più facile liberarsi dai debiti: il Dl Ristori, ora convertito in legge, potenzia l’istituto del sovraindebitamento e lo estende a famiglie, consumatori, professionisti e piccoli imprenditori. La grossa novità è che l’esdebitazione potrà essere addirittura totale: chi non ha nulla per pagare i creditori, potrà ottenere la cancellazione dell’intero importo.

Non tutti, però, potranno accedere a questa nuova possibilità: ne beneficeranno solo i “meritevoli”, cioè coloro che si sono indebitati, ma senza colpa grave. Sarà il giudice a stabilirlo, nell’ambito dell’apposita procedura da sovraindebitamento, che rimane invariata.

Bisognerà quindi presentare una domanda al tribunale competente ed essere assistiti da un Occ (Organismo di composizione della crisi) che avrà il compito di redigere una relazione sui motivi dell’indebitamento e sulle concrete possibilità di restituzione.

A quel punto, se emergerà che il debitore è del tutto incapiente, potrà essere liberato anche per l’intero importo, ma rimarrà “sotto osservazione” per i successivi 4 anni dal’esdebitazione. Infatti, se durante quel periodo sopraggiungeranno nuove risorse, in una misura superiore al 10% della sua esposizione debitoria, il debitore dovrà dichiararle ed esse saranno utilizzate per saldare i vecchi creditori.

La nuova forma di liberazione dai debiti viene estesa ai membri della stessa famiglia (parenti entro il quarto grado e affini entro il secondo), che possono presentare un’unica domanda quando sono conviventi o se il sovraindebitamento ha un’origine comune. Inoltre, adesso, è considerato “consumatore” e, dunque, è ammesso alla procedura, anche il socio di una società di persone (come le Snc o le Sas) purché i suoi debiti siano estranei a quelli sociali.

I benefici riguarderanno anche le piccole imprese sotto la soglia di fallibilità ed i professionisti. Nella nuova forma di liberazione dai debiti, potrà rientrare, ad esempio, chi ha contratto debiti per costose cure mediche, chi non ha rimborsato un finanziamento o chi ha tributi non pagati .

Credito d’imposta canoni di affitto esteso alla sublocazione dell’Asd

Un’associazione sportiva dilettantistica iscritta al Coni potrà accedere al bonus affitti previsto dall’articolo 28 del decreto “Rilancio”, per i canoni corrisposti sulla base di un contratto di sublocazione, purché sussistano tutte le altre condizioni previste dalla norma agevolativa. E’ in sintesi il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 68/E del 20 ottobre 2020 dell’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia ricorda la misura del Dl “Rilancio” a sostegno delle imprese e dell’economia che ha introdotto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di attività commerciali industriali artigianali, agricole, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo (articolo 28, comma 1, Dl n. 34/2020). Il credito d’imposta spetta in presenza di una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente ed è commisurato all’importo del canone di locazione effettivamente versato nel 2020 con riferimento ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno.

Il comma 4 del medesimo articolo prevede che tale credito possa essere fruito anche dagli enti non commerciali, inclusi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti per il “canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale”. Tale principio è stato chiarito anche dalla circolare n. 14/2020 (vedi articolo “Credito d’imposta canoni di locazione. I primi chiarimenti delle Entrate”).

L’Agenzia, nella risoluzione in esame, ripercorre anche le misure sulla determinazione dei ricavi per gli enti non commerciali.
In primo luogo, dal combinato disposto dei commi 1 e 4, dell’articolo 28 del Dl “Rilancio”, unitamente alle precisazioni della circolare n. 14/2020, si evince che tali soggetti possono fruire del bonus locazione anche nei casi in cui oltre all’attività istituzionale svolgano anche un’attività commerciale, in modo non prevalente o esclusivo. Chiaramente, in tal caso, se i ricavi di tale attività superano la soglia dei 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente, l’ente non potrà beneficiare del credito d’imposta.
Sempre riguardo alla soglia dei ricavi, l’Agenzia chiarisce, come indicato anche nella circolare n. 14/2020, che per gli enti non commerciali che svolgono attività commerciale non prevalente la soglia dei ricavi o compensi va determinata per i soli ricavi Ires, per ciascuna tipologia di soggetto tenendo conto delle proprie regole di determinazione del reddito, restandone esclusi quelli derivanti da attività istituzionali.

Inoltre, per gli enti non commerciali che svolgono solo, occasionalmente, attività commerciale e che, pertanto, non dispongono di partita Iva, il credito d’imposta va determinato sull’importo dell’affitto al lordo dell’Iva, in quanto in tale particolare ipotesi l’imposta rappresenta un costo che incrementa il canone di affitto dovuto.
L’Agenzia ricorda, poi, che il contratto di sublocazione è disciplinato dagli articoli 1594 e 1595 del codice civile e dalla legge n. 392/1978 e che dal punto di vista civilistico è in stretta dipendenza dal contratto di affitto, analogia evidente anche dal punto di vista fiscale in quanto per entrambe le tipologie vige lo stesso regime tributario.

Di conseguenza, in considerazione sia delle analogie fra i due contratti sia dell’intenzione del legislatore di prevedere un beneficio ad ampio raggio per il contenimento della crisi economica, l’Agenzia ritiene che il credito d’imposta per i canoni di locazione possa valere anche per i canoni derivanti dai contratti di sublocazione. Anche nel caso in esame, quindi, la società, iscritta al registro nazionale delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche presso il Coni, potrà accedere al bonus con riferimento al contratto di sublocazione, in presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

La risoluzione, infine, precisa che anche il conduttore principale potrà beneficiare del credito d’imposta. Ai fini del calcolo della riduzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento, occorrerà considerare anche il canone relativo alla sublocazione al lordo del credito d’imposta in questione.

Ammissibile la domanda di liquidazione del patrimonio anche per il sovraindebitato privo di beni: la liquidazione di beni futuri.

Il Tribunale di Bologna, con provvedimento emesso in data 4.08.2020, ha ritenuto ammissibile, ai sensi degli artt. 14 ter e seguenti L. 27 gennaio 2012, n. 3, la domanda di liquidazione del patrimonio presentata da un consumatore, pur in assenza di beni mobili o immobili liquidabili e in sola presenza di crediti futuri derivanti dal rapporto di lavoro.

La proposta di liquidazione del consumatore consisteva, infatti, nella messa a disposizione, in favore dei creditori, di un quinto del proprio stipendio, dell’importo integrale della tredicesima mensilità e del TFR accumulato sino al momento del deposito della domanda.

Il Tribunale di Bologna, previo accertamento della natura “incolpevole” dell’indebitamento – non essendo emersa dalla relazione dell’Organismo di Composizione della Crisi la “prova di una condotta qualificabile come manifestamente negligente nell’avere assunto le obbligazioni” – ha accolto la domanda presentata dal debitore, osservando come l’insufficiente valore dei beni destinati al soddisfacimento dei creditori non valesse, di per sé, a rendere inammissibile l’accesso alla procedura di liquidazione.

La decisione del Tribunale di Bologna si colloca così nel solco tracciato dai Tribunali di Milano (16.09.2017), Rovigo (31.01.2018), Pordenone (14.03.2019), Matera (24.07.2019) e Verona (21.12.2018), che, negli ultimi anni, si erano espressi in tal senso.

Tra i precedenti contrari, si segnala il Tribunale di Mantova (18.06.2018), secondo il quale, invece, la procedura di liquidazione del patrimonio presupporrebbe, per definizione, la presenza di un patrimonio mobiliare o immobiliare liquidabile.

Tale orientamento, che trova il suo principale argomento nell’interpretazione letterale dell’art. 14 ter, è stato tuttavia contestato e ormai pressoché superato dalla giurisprudenza maggioritaria.

Il Tribunale di Bologna, richiamando principi già emersi nel dibattito giurisprudenziale, ha evidenziato come la disciplina della liquidazione del patrimonio sia sostanzialmente mutuata da quella fallimentare, potendosi facilmente confrontare la simmetria terminologica e funzionale: in proposito, se non si discute dell’ammissibilità della domanda di fallimento in proprio presentata dal fallito privo di beni, sarebbe del tutto irragionevole, secondo il Tribunale, precludere l’accesso alla procedura di liquidazione del patrimonio al debitore non fallibile titolare unicamente di crediti futuri.

Ulteriori argomenti sono poi evincibili dall’ordinanza emessa dal Tribunale di Verona (21.12.2018). Considerato come l’art. 14 ter escluda espressamente dalla liquidazione gli stipendi, le pensioni e i salari, nei limiti di quanto occorra al mantenimento del debitore e della propria famiglia, si dovrà necessariamente ritenere che lo stipendio mensile possa essere incluso nella liquidazione per la quota non occorrente al sostentamento.

Sempre il Tribunale di Verona ha evidenziato come l’art. 14 quater, L. 3/2012, preveda l’istituto della conversione della procedura di composizione della crisi in liquidazione, contemplando la possibilità che alla liquidazione del patrimonio si giunga dopo l’infruttuoso esperimento dei rimedi dell’accordo di composizione della crisi e del piano del consumatore.

Considerato come il debitore possa presentare una proposta di accordo di composizione della crisi prevedendo la messa a disposizione del solo stipendio, e che lo stesso possa accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio in caso di annullamento dell’accordo o di cessazione degli effetti dell’omologazione del piano, dovrà conseguentemente ritenersi ammissibile che il debitore possa accedere direttamente alla liquidazione del patrimonio anche in assenza di beni, offrendo ai creditori parte dei propri crediti futuri.

Scadenze AdER: sospensioni e calendario

Con l’entrata in vigore del Decreto Agosto (DL n. 104/2020), l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha aggiornato il calendario delle scadenze in materia di riscossione, rispetto a quanto già previsto dal Cura Italia prima e dal Dl Rilancio poi.

Sospensioni

Le novità sono riassunte nelle FAQ pubblicate sul sito, che riassumo il quadro generale dell situazione alla luce dei provvedimenti.

In particolare, viene estesa dal 31 agosto al 15 ottobre la sospensione di:

  • versamenti di entrate (tributarie e non) derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e di accertamento;
  • notifiche di nuove cartelle;
  • azioni cautelari ed esecutive e altri atti di riscossione (come pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche);
  • pagamenti in zona rossa con scadenza dall’8 marzo , da effettuarsi entro il 30 novembre;
  •  obblighi da pignoramenti presso terzi effettuati dall’AdER prima del 19 maggio su stipendi, salari, indennità, pensioni e trattamenti assimilati.
  • rate dei piani di dilazione in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre, con pagamenti entro novembre (per le rateizzazioni in essere all’8 marzo e  per i nuovi piani con domanda entro il 15 ottobre, la decadenza si verifica in caso di mancato pagamento di 10 rate, anche non consecutive, anziché 5).

Rottamazione

Invariati i termini della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e stralcio” per le rate in scadenza nel 2020: scadenza 10 dicembre (senza giorni di tolleranza). Per i contribuenti in regola con i pagamenti 2019, il mancato, insufficiente o tardivo pagamento di quelle 2020 non determina la perdita dei benefici purché l’integrale versamento avvenga entro il medesimo termine.

Crediti PA

Sospese fino al 15 ottobre anche le verifiche sui pagamenti della PA per i pagamenti di importo superiore a cinquemila euro. Tutte quelle eventualmente già effettuate, anche prima dell’inizio della sospensione, restano prive di effetto se l’Agente della riscossione non ha notificato l’atto di pignoramento (e le amministrazioni pubbliche possono quindi procedere con il pagamento in favore del beneficiario).

Contributo a fondo perduto non spettante: come regolarizzare la propria posizione

Relativamente all’erogazione del contributo a fondo perduto l’Agenzia delle Entrate procede al controllo dei dati dichiarati nelle istanze pervenute applicando le disposizioni in materia di accertamento sulle dichiarazioni, ed effettua ulteriori controlli anche in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici, ai dati delle comunicazioni di liquidazione periodica Iva nonché ai dati delle dichiarazioni Iva.
Sono inoltre effettuati, indipendentemente dall’importo del contributo erogato, specifici controlli per la prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminali.

Qualora dai predetti controlli emerga che il contributo sia in tutto o in parte non spettante l’Agenzia procede alle attività di recupero del contributo.

Coloro che abbiano percepito il contributo in tutto o in parte non spettante, anche a seguito di presentazione di istanza di rinuncia, possono regolarizzare l’indebita percezione restituendo spontaneamente il contributo, i relativi interessi e versando le relative sanzioni mediante applicazione delle riduzioni del ravvedimento operoso (articolo 13 del decreto legislativo n. 472/1997).

Il versamento delle predette somme deve essere eseguito esclusivamente mediante il modello F24, senza possibilità di compensazione.
Con apposita risoluzione sono istituiti i codici tributo da indicare sul modello F24 per la restituzione del contributo a fondo perduto.

Sanzioni
Qualora il contributo erogato sia in tutto o in parte non spettante, si applicano:

  • la sanzione dal 100 al 200 per cento prevista all’art. 13 comma 5 del DLgs 471/1997
  • la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni prevista all’art. 316-ter del Codice Penale.

Nel caso di dichiarazione sostitutiva di atto notorio in merito alla regolarità antimafia mendace o incompleta, si applicano:

  • la pena della reclusione da 2 a 6 anni
  • la confisca di beni e denaro prevista all’art. 322-ter del Codice Penale.

Bonus vacanze: in arrivo dall’Agenzia le istruzioni e le modalità di fruizione

L’agevolazione spetta nella misura massima di 500 euro, da utilizzare per l’80% come sconto sul pagamento per il servizio turistico e per il 20% come detrazione di imposta in dichiarazione

provvedimento del 17 giugno 2020, firmato oggi dal direttore Ernesto Maria Ruffini, sentito l’Inps e acquisito il parere favorevole dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, fornisce le indicazioni operative sugli aventi diritto, le modalità di fruizione e tutti i passi da compiere per richiedere, attivare e utilizzare il bonus vacanze previsto dall’articolo 176 decreto “Rilancio” (Dl n. 34/2020) per famiglie e imprese turistiche che effettuano servizi sul territorio nazionale. Inoltre è già consultabile una guida dell’Agenzia, “Bonus vacanze”, disponibile online nell’area del sito web istituzionale che ospita le guide fiscali “L’Agenzia informa” e nella sezione dedicata di FiscoOggi, che illustra tutti i passaggi per richiedere l’agevolazione, ricorda le date da segnare e definisce gli importi di cui possono fruire le famiglie, in base al numero dei componenti. Infine, un pratico vademecum richiama in moduli schematici i principali dettagli del beneficio.

Come chiarisce il provvedimento di oggi, l’agevolazione è rivolta e spetta ai nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 40mila euro ed è destinata al pagamento di servizi offerti in Italia da imprese turistico-ricettive, agriturismi e bed&breakfast. Il beneficio consiste in un bonus massimo di 150 euro per nuclei familiari composti da una persona, 300 euro per nuclei di due persone e 500 euro per nuclei di tre o più persone. Il bonus può essere richiesto e utilizzato sul territorio nazionale dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 da uno dei componenti del nucleo familiare, anche diverso dal soggetto che lo richiede. Per fruire dell’agevolazione, ricordiamo, le spese devono essere sostenute in un’unica soluzione per i servizi resi da una sola struttura ricettiva e vanno documentate con fattura o documento commerciale o scontrino/ricevuta fiscale, con indicazione del codice fiscale di chi intende fruire del bonus.
L’agevolazione può essere utilizzata da uno dei componenti della famiglia per l’80% – a partire del 1° luglio e fino al 31 dicembre 2020 – sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore del servizio turistico e per il 20% come detrazione dalle imposte dovute nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2021.

Per l’attuazione delle fasi di richiesta e di fruizione del bonus vacanze è stata attivata una cooperazione tra Agenzia delle entrate, PagoPa Spa e Inps.
Il provvedimento odierno prevede che un componente per ciascun nucleo familiare potrà richiedere il bonus, a partire dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, attraverso l’applicazione per dispositivi mobili IO, l’app dei servizi pubblici resa disponibile da PagoPa Spa e accessibile mediante identità digitale Spid o Carta di identità elettronica (Cie 3.0), dopo aver verificato di averne  diritto (se ha, cioè, una Dichiarazione sostitutiva unica – Dsu – in corso di validità, da cui risulti un indicatore Isee sotto la soglia di 40mila euro).
Verificati i requisiti, l’app IO confermerà l’attivazione del bonus vacanze e il richiedente riceverà, a conferma, il codice univoco e il QR-code identificativi dell’incentivo spettante.
Per poter accedere al bonus è quindi importante, anche prima del 1° luglio 2020:

  • assicurarsi di avere presentato una Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per il calcolo dell’Isee
  • dotarsi di una identità digitale Spid, se non si è già in possesso di una Carta d’identità elettronica abilitata per l’accesso all’app IO (versione Cie 3.0)
  • installare sul proprio smartphone IO – l’app dei servizi pubblici.

Il provvedimento illustra i vari passi da seguire per la fruizione dello sconto sul corrispettivo: uno dei componenti del nucleo familiare dovrà comunicare al momento del pagamento all’ operatore turistico il codice univoco o il QR-code ottenuti e, dopo verifica da parte del fornitore – effettuata in tempo reale nella procedura web dedicata, disponibile nell’area riservata del sito internet delle Entrate, accessibile con le ordinarie modalità di accesso ai servizi telematici dell’Agenzia (Spid, CIE, credenziali Entratel/Fisconline) – si vedrà riconosciuto lo sconto sull’ammontare del corrispettivo dovuto per il servizio turistico. Oltre al codice, il bonus visualizzato nell’app include anche il riepilogo dei seguenti dati: l’importo dello sconto e quello del beneficio fiscale, l’elenco di tutti i componenti del nucleo familiare a cui è attribuito il bonus e il periodo entro cui è possibile utilizzarlo.

A perfezionamento della fruizione, l’operatore turistico emetterà fattura o documento commerciale o scontrino/ricevuta fiscale intestati al componente del nucleo familiare che fruisce dello sconto.

L’operatore turistico potrà recuperare il credito d’imposta derivante dagli sconti praticati utilizzandolo in compensazione delle imposte, mediante indicazione sul modello F24 dell’importo spettante e del codice tributo che verrà istituito da una prossima risoluzione.
Vengono inoltre fissate le modalità per la cessione di tale credito d’imposta a soggetti terzi, tra i quali anche banche e intermediari finanziari: a tal fine, viene prevista un’apposita procedura websul sito dell’Agenzia, mediante la quale l’operatore turistico potrà comunicare la cessione totale o parziale del suo credito d’imposta.

Il documento si conclude con il riferimento alle rigorose regole per il trattamento dei dati personali da parte dell’Agenzia e di PagoPa Spa, definite previo parere favorevole dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

Circolare 15/E Agenzia delle Entrate: Chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante «Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19».

«Il contributo a fondo perduto di
cui al comma 1 non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza di cui al comma 8, agli enti pubblici di cui all’articolo 74, ai soggetti di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle imposte sui redditi e ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, e 38 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18
.

Sono espressamente menzionati come soggetti esclusi dalla
fruizione del contributo a fondo perduto COVID-19, con l’intento di non
determinare la sovrapposizione delle due agevolazioni:
 i liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020,
iscritti alla Gestione separata ed i collaboratori coordinati e continuativi

attivi alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione
separata (articolo 27, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18);
 i lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo, che
abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al
medesimo Fondo e che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito
non superiore a 50.000 euro (art. 38, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18).
Il comma 2 contiene inoltre una disposizione di chiusura finalizzata a
stabilire che il contributo non spetta, tra l’altro, ai soggetti i cui redditi sono
unicamente riconducibili allo status di «lavoratore dipendente». Ne consegue
che, le persone fisiche che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo (o
siano titolari di reddito agrario) che contestualmente possiedono lo status di
«lavoratore dipendente» possono comunque fruire del contributo a fondo perduto
COVID-19 (fermo restando il rispetto degli ulteriori requisiti previsti) in
relazione alle predette attività ammesse al contributo stesso.