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Rottamazione-ter: l’istanza blocca il pignoramento presso terzi.

L’istanza di adesione alla rottamazione-ter blocca anche le procedure di pignoramento presso terzi. Lo ha detto l’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2019. A differenza delle precedenti versioni della rottamazione, la presentazione del modello DA-2018 è sufficiente ad impedire a chiunque di avviare la procedura di pignoramento presso terzi. Compresa Agenzia della Entrate Riscossione.

Non è rilevante lo stato di avanzamento della procedura, ma il momento di presentazione del modello. La data ultima per presentare l’istanza di adesione è il 30 aprile 2019, ma stando così le cose, non conviene aspettare l’ultimo momento, in quanto l’adesione, oltre a prevedere la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza, prevede anche:

la sospensione dei pagamenti relativi a precedenti dilazioni ancora in essere alla data di presentazione, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione;

che non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi quelli già iscritti alla data di presentazione, né possono essere avviate nuove procedure esecutive o  proseguite procedure esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo;

Di conseguenza, il debitore non è considerato inadempiente ai fini di cui agli articoli 28-ter e 48-bis del D.P.R. 602/73 cioè per ciò che riguarda, la compensazione volontaria con crediti d’imposta ed il blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione.

Ma c’è di più! Il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione determina l’estinzione delle procedure esecutive precedentemente avviate e sospese, salvo, sempre, che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo.

Nulla diceva la legge riguardo alla procedura di pignoramento presso terzi. Così, al Telefisco di gennaio scorso, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate, secondo la quale la presentazione dell’istanza di adesione alla rottamazione ter, modello DA-2018, sospende anche le procedure di pignoramento presso terzi. Com’era logico che fosse.

A differenza di quanto chiarito per le precedenti rottamazioni dei ruoli, la risposta data dall’Amministrazione Finanziaria sembra rendere completamente indipendenti la sospensione della procedura di pignoramento presso terzi dallo stato di avanzamento della stessa e dunque dall’avvenuto provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Tutto ciò se non interverranno eventuali ulteriori chiarimenti in senso contrario.

Saldo e stralcio contributi, per i professionisti deciderà la Cassa: Sconfitto il Condono.

Saldo e stralcio dei contributi per i professionisti subordinato all’autorizzazione della Cassa privata di appartenenza. A disporlo è una comunicazione che l’AdER sta inviando agli enti di previdenza privati, in primis ENPAB e CNPADC.

Saldo e stralcio dei contributi per i professionisti subordinato all’autorizzazione della Cassa.

È questa l’ultima novità che l’AdERsta comunicando agli enti privati di previdenza dei professionisti. Tra le prime a ricevere una risposta ufficiale in merito al saldo e stralcio delle cartelle relative ai contributi non versati dai professionisti è stata la Cassa dei biologi, l’ENPAB, seguita dalla Cassa dei commercialisti.

Il rischio che l’accesso al saldo e stralcio potesse avere effetti negativi per gli enti di previdenza privati dei professionisti era stato sottolineato già in sede di approvazione della Legge di Bilancio 2019.

Successivamente, era stata la Cassa Forense a farsi portabandiera della contrarietà degli enti di previdenza dei professionisti.

La questione sembra ora essere arrivata ad una prima conclusione ufficiale: per il saldo e stralcio delle cartelle la cancellazione del debito non sarà automatica, ma il via libera definitivo spetterà alla singola Cassa di previdenza.

Reddito Cittadinanza, compatibilità con redditi e sussidi.


Reddito Cittadinanza, compatibilità con redditi e sussidi

Il reddito di cittadinanza è compatibile con il sussidio NASpI, con redditi da lavoro, con prestazioni destinate agli invalidi civili: lo chiarisce l’INPS nella sua Guida al RdC, che fornisce una serie di precisazioni relative ai requisiti precisi che bisogna avere perché sussista la compatibilità.
Sulla NASpI non ci sono regole particolari: il diritto al RdC sussiste anche nel caso in cui tutti i familiari siano percettori del sussidio.

Per quanto riguarda invece la presenza di altri redditi da lavoro, ci sono una serie di regole. Nel caso in cui uno o più componenti del nucleo familiare svolgano altre attività da lavoro dipendente al momento di presentazione della domanda, è necessario compilare il modello Rdc/Pdc–Com, recandosi ai CAF, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Se invece l’attività è iniziata dopo al presentazione della domanda, o anche mentre è in corso il RdC, bisogna effettuare la relativa comunicazioneall’INPS, o recandosi ai centri per l’impiego oppure utilizzando (quando sarà pronta) la piattaforma SIULP. La comunicazione va effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Le stesse regole di compatibilità previste per il lavoro dipendente valgono anche per il lavoro autonomo, con l’unica differenza che la comunicazione relativo all’inizio di un’attività dopo la presentazione della domanda di RdC o in corso di sussidio va presentata entro il giorno 15 del mese successivo al termine di ogni trimestre solare (esempio: se l’attività è inizia nel primo trimestre 2019, la comunicazione va effettuata entro il 15 aprile).

Attenzione: ricordiamo che il pre-requisito del diritto al RdC deve comunque essere rispettato, quindi sono compatibili con il beneficio solo le attività da lavoro (dipendente o autonomo) che non comportano il superamento dei paletti di reddito previsto (ISEE fino a 9mila 360 euro annui). Ricordiamo anche che il possesso di patrimoni non è necessariamente un impedimento, purché rispetti i limiti previsti:
patrimonio immobiliare non oltre 30mila euro senza considerare la casa di abitazione, patrimonio finanziario non superiore a 6mila euro, incrementabili in base alla composizione del nucleo.

=> Reddito di Cittadinanza: guida rapida

Sono invece esclusi dal RdC coloro che hanno autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi precedenti la richiesta, autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti, motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti, navi e imbarcazioni da diporto. Si possono però possiede autoveicoli e motoveicoli per persone disabili con agevolazione fiscale.

Infine, il Rdc è compatibile con la percezione di prestazioni destinate agliinvalidi civili da parte di uno o più componenti del nucleo familiare.

RdC e Pensioni: emendamenti al Decreto

13 Febbraio 2019Ricordiamo che il riferimento normativo è il dl 4/2019, che istituisce il Reddito di cittadinanza, attualmente all’esame del Senato per l’iter di conversione in legge (che potrebbe apportare modifiche alle regole previste dal decreto 

Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in Gazzetta Ufficiale.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019, (S.O. n. 6) è pubblicato il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14), in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155 per la riforma delle procedure concorsuali.

Il provvedimento, in particolare, disciplina le situazioni di crisi o insolvenza del debitore, sia esso consumatore o professionista, o imprenditore che eserciti, anche non a fini di lucro, un’attività commerciale, artigiana o agricola, operando quale persona fisica, persona giuridica o altro ente collettivo, gruppo di imprese o società pubblica, con esclusione dello Stato e degli enti pubblici.

Tra le novità più significative:

  • l’introduzione di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi;
  • l’introduzione della nuova disciplina della crisi e dell’insolvenza dei gruppi di imprese;
  • l’introduzione dell’albo dei soggetti incaricati della gestione e del controllo nelle procedure.

Il provvedimento entrerà in vigore il 15 agosto 2020, ad eccezione degli artt. 27, comma 1, 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388 che entrano in vigore il prossimo 16 marzo.

Agevolazioni sui lavori in casa: aggiornate le guide delle Entrate

Disponibili online le versioni aggiornate delle guide “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, “Bonus mobili ed elettrodomestici” e “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”, tre pratici vademecum attraverso i quali l’Agenzia informa sui diversi benefici riconosciuti e indica gli adempimenti e le procedure da seguire per poterne usufruire.
 
Ristrutturazioni edilizie
Sarà ancora possibile, fino a tutto il 2019, chiedere una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2020, a meno che intervenga un’ulteriore proroga, la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e il limite massimo di spesa sarà di 48mila euro. Stessa agevolazione confermata per chi acquista, entro l’anno in corso, un box, un posto auto o una casa in un edificio interamente ristrutturato.
Attenzione al nuovo adempimento introdotto dalla legge di bilancio 2018. Analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici, per gli interventi che comportano un risparmio energetico occorre trasmettere all’Enea una comunicazione dei lavori effettuati, entro 90 giorni dalla data della loro ultimazione. Per quelli terminati nel 2018, la trasmissione va fatta attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it; per gli interventi del 2019, è in corso di predisposizione un nuovo portale telematico.
Sul sito internet http://www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie/ è disponibile una guida rapida per la trasmissione dei dati, realizzata dall’Enea, con l’elenco degli interventi per i quali è scattato il nuovo obbligo.
Non si registrano novità, invece, sulle tipologie di interventi che danno diritto all’agevolazione e sulle modalità di pagamento: bonifico bancario, postale o tratto su un conto acceso presso un istituto di pagamento autorizzato.
 
Bonus mobili
Premiati ancora per un anno gli acquisti di nuovi mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile sul quale sono stati effettuati determinati interventi edilizi.
La detrazione Irpef del 50%, che può essere richiesta solo se la ristrutturazione è iniziata a partire dal 1° gennaio 2018, va calcolata su un importo massimo di 10mila euro e ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
Il pagamento dei beni può avvenire solo con bonifico o carta di debito o credito. Niente assegni bancari, quindi, né contanti o altri mezzi di pagamento. Se si paga con bonifico, non è necessario utilizzare quello predisposto per le spese di ristrutturazione edilizia, soggetto a ritenuta d’acconto.
Per alcuni elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici), la novità, in vigore già dall’anno scorso, è l’obbligo di comunicare il loro acquisto all’Enea. Anche per questo nuovo adempimento sul sito dell’ente sono disponibili le informazioni per l’invio della comunicazione.
 
Efficienza energetica (“ecobonus”)
Proroga al 31 dicembre 2019, infine, anche per le detrazioni “maggiorate” Irpef/Ires riconosciute quando si effettuano interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Nella guida, l’Agenzia illustra le varie tipologie di lavori per i quali si possono richiedere le detrazioni che, in linea generale, vengono confermate nella misura del 65% (l’importo massimo di spesa agevolabile è diverso a seconda del tipo di intervento che si effettua). Tuttavia, per alcuni interventi, già dall’anno scorso la percentuale di detrazione è cambiata. In particolare, è stata ridotta al 50% per l’acquisto e la posa in opera di finestre, schermature solari e impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. È aumentata, invece, per le opere sulle parti comuni realizzate in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e finalizzate anche alla riduzione del rischio sismico: 80%, se i lavori effettuati comportano il passaggio a una classe di rischio inferiore; 85%, se si ottiene la riduzione di due o più classi di rischio sismico.
Regole precise, dal 1° gennaio 2018, per le caldaie a condensazione. In particolare, la detrazione:

  • non spetta più, se la caldaia ha un’efficienza media stagionale inferiore alla classe A
  • spetta nella misura del 65%, per quelle rientranti almeno in classe A e dotate di sistemi di termoregolazione evoluti
  • diminuisce al 50% per le caldaie in classe A prive di questi sistemi di termoregolazione.

È sempre necessario, infine, ma solo per i contribuenti non titolari di reddito di impresa, effettuare il pagamento delle spese con bonifico bancario o postale, anche “on line”. Sono validi i bonifici effettuati tramite conti aperti presso gli “istituti di pagamento”, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento.
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attenzione a non dimenticare di inviare all’Enea l’attestato di prestazione energetica (Ape) e la scheda informativa. L’Ape non è richiesto per l’installazione di pannelli solari, per la sostituzione di finestre e di impianti di climatizzazione invernale, per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari.

A chi conviene il reddito di cittadinanza?

Paolo è un apprendista e lavora in un’azienda calabrese. E, in tutta franchezza, gli converrebbe licenziarsi (usiamo il condizionale perchè non ci si può licenziare per accedere al reddito di cittadinanza) e correre al centro per l’impiego a presentare domanda per il reddito di cittadinanza. Guadagnerebbe di più senza la fatica del lavoro quotidiano.

Ha fatto discutere l’affermazione del presidente dell’Inps Tito Boeri in audizione al Senato, secondo il quale il 45% dei lavoratori del Sud guadagna meno di 780 euro al mese. Ovvero la cifra massima elargita al singolo che otterrà il sussidio voluto dal Movimento 5 Stelle. In un anno, chi dovesse ottenere questa somma per 12 mesi riceverebbe qualcosa come 9.360 euro. E il punto, questo sì drammatico a prescindere da come la si pensi sul reddito di cittadinanza, è che in Italia c’è chi guadagna meno di questa somma.

Per capire un po’ meglio, Infodata ha utilizzato gli open data messi a disposizione dalla stessa Inps e relativi al 2017. Cercando innanzitutto di capire che ruolo abbiano in azienda le persone che guadagnano meno di questa somma. Beninteso, si è scelto di circoscrivere l’analisi ai soli dipendenti che hanno lavorato per l’intero arco dell’anno, a prescindere da quale fosse la forma contrattuale con la quale erano inquadrati. Nel grafico è rappresentata la quota di coloro che percepiscono un reddito inferiore a 9.999 euro, cifra superiore a quella del reddito di cittadinanza ma è così che Inps suddivide le fasce di reddito:

Come si può vedere, sono apprendisti e operai i lavoratori che con maggiore frequenza guadagnano meno di 10mila euro in un anno. Nel primo caso si sfiora l’8%, nel secondo si supera abbondantemente il 7%. C’è anche una quota minima di quadri e dirigenti che non raggiungono questa somma: siamo, in entrambi i casi, nell’ordine dello 0,01%. Altro tema: dove vivono queste persone che pur lavorando restano al di sotto della soglia di povertà?

I dati dicono Calabria e, più in generale, Mezzogiorno. Tra Reggio e Cosenza l’11,2% dei lavoratori dipendenti ha percepito nel 2017 un reddito inferiore ai 9.999 €. È accaduto lo stesso al 9,89% dei siciliani, al 9,07% dei campani. Quadro migliore in Emilia Romagna (2,54%), Valle d’Aosta (3%) e Lombardia (3,21%).

Vale la pena di ribadire che si tratta di lavoratori dipendenti, che hanno operato per l’intero anno. E, ovviamente, i redditi sono quelli dichiarati. Se una parte dello stipendio è arrivata “fuori busta”, questo l’Inps non lo può sapere. Chissà come farà a capirlo il ministero dello Sviluppo economico…

Il Reddito di Cittadinanza sostituirà il REI?


Sono titolare di REI per 187 euro/mese. Chiedendo di usufruire del reddito di cittadinanza, mi integreranno i 187 del REI fino a 780 o aboliscono il REI e mi danno in una soluzione unica il reddito di cittadinanza di 780 euro/mese?

Il reddito di cittadinanza sostituisce il REI: la legge di Bilancio 2019 ha prorogato il Reddito di inclusione solo fino alla data di entrata in vigore del reddito di cittadinanza. Quindi, dal prossimo aprile 2019, il Rei sarà definitivamente sostituito dal reddito di cittadinanza. Il riferimento legislativo è il comma 255 della manovra 2019.

9Si attendono ancora i documenti di prassi che indicheranno con precisione tutti gli adempimenti. In ogni caso, fino a questo momento nessun testo di legge prevede automatismi, cioè un passaggio senza adempimenti. dal REI al Rdc. Mi sembra quindi probabile che lei per avere il reddito d cittadinanza debba presentare specifica domanda.

In considerazione del fatto che il REI è destinato a sparire, il reddito di cittadinanza non sarà evidentemente un’integrazione della somma che lei attualmente percepisce, ma la sostituirà integralmente. Il Rdc, come lei giustamente rileva, può arrivare fino a 780 euro al mese (il calcolo preciso dipende poi dalle singole situazioni).

Start-up e imprese femminili del turismo, finanziamenti a tasso zero fino a 1,2 milioni.

La misura Nuove Imprese a Tasso Zero è l’incentivo per le start-up giovanili e l’imprenditoria femminilenel settore turistico.
Le agevolazioni sono attive in tutto il territorio nazionale e permettono di accedere ad un finanziamento a tasso zero per i progetti d’impresa nel settore turistico con spese complessive fino a 1,5 milioni di euro.

Beneficiari della misura Nuove Imprese a Tasso Zero per imprese turistiche giovanili e femminili

Possono accedere alle agevolazioni le imprese:

  • costituite in società di persone o di capitali, anche cooperative;
  • la cui compagine sociale sia composta, in maggioranza, da soci di età compresa tra i 18 e 35 anni oppure da donne di qualsiasi età;
  • costituite da meno di 12 mesi;
  • che abbiano le dimensioni di micro e piccole imprese.

Possono candidarsi anche le persone fisiche purché si impegnino a costituire la società nel termine di 45 giorni dall’approvazione della domanda di finanziamento.

Investimenti ammissibili con Nuove Imprese a Tasso Zero nel settore turismo

Sono agevolabili le spese relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi rientranti nelle seguenti categorie:

  • suolo aziendale;
  • fabbricati, opere edili/murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • relative a macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e del personale;
  • consulenze specialistiche.

Le spese relative al suolo aziendale sono ammesse nella misura del 10% dell’investimento complessivo agevolabile.

Le spese relative ai fabbricati sono ammissibili nella misura del 70% dell’investimento agevolabile per l’acquisto e ristrutturazione di immobili.

Le spese per programmi informatici sono ammesse in misura del 20% dell’investimento agevolabile.

Le spese per brevetti, marchi e licenze sono ammesse nel limite del 20% dell’investimento ammissibile.

Le spese per formazione e consulenze specialistiche sono ammesse nel limite del 5% dell’investimento agevolabile.

Non sono ammesse le spese per:

  • beni acquisiti col sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback;
  • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;
  • il cosiddetto “contratto chiavi in mano”;
  • commesse interne;
  • macchinari, impianti e attrezzature usati;
  • costi di esercizio;
  • spese notarili;
  • scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è recuperabile).

Il finanziamento agevolato di Nuove Imprese a Tasso Zero

L’agevolazione consiste in un finanziamento agevolato a tasso zero, della durata massima di 8 anni pari al 75% (fino a € 1.200.000,00) delle spese ammissibili su un programma d’investimenti per complessivi € 1.500.000,00, da rimborsare secondo un piano di ammortamento con rate semestrali.

L’ammortamento può decorrere dal ventiquattresimo mese successivo alla sottoscrizione del relativo contratto.

L’impresa beneficiaria deve assicurare un apporto, mediante risorse proprie, pari al 25%dell’investimento.

Il finanziamento deve essere assistito da ipoteca di primo grado sull’immobile oggetto dell’investimento.
Con circolare Mi.S.E. del 25.7.2017 è stato chiarito che l’iscrizione di ipoteca può avvenire anche su immobili non facenti parte del programma di investimento, e la garanzia può anche essere fornita da terzi soggetti.

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