Guida alle Startup Innovative 2019: agevolazioni e finanziamenti.

Il Decreto Legge 18 ottobre 2012 n. 179 (Decreto Crescita 2.0) ha introdotto la nuova impresa innovativa, la start-up innovativa. Per le imprese di questa categoria è stato previsto un quadro normativo che interviene ad ampio raggio sulla disciplina delle società, dei mercati finanziari, dei rapporti di lavoro e la normativa fallimentare.
Sono poi previste agevolazioni e finanziamenti per la creazione di start-up innovative e agevolazioni fiscali potenziate per chi investe nel capitale sociale delle start-up innovative.

Cosa sono le start-up innovative

Ai sensi dell’art. 25, comma 2° del Decreto Crescita 2.0. le start-up innovative sono le società di capitali(società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni e società per azioni), costituite anche in forma cooperativa, dotate delle seguenti caratteristiche:

  1. le azioni o quote non sono quotate su mercati regolamentati;
  2. sono costituite da non più di 5 anni;
  3. abbiano sede in Italia, oppure in uno dei Paesi dell’Unione Europea e siano dotate di almeno una sede produttiva in Italia;
  4. il totale del valore della produzione, a partire dal secondo anno di esercizio come risultante dall’ultimo bilancio approvato, non sia superiore a € 5.000.000,00;
  5. non distribuiscono e non abbiano già distribuito utili;
  6. hanno per oggetto sociale, esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  7. non sono costituite per effetto di fusioni o scissioni societarie, oppure per effetto di affitto o cessioni di azienda;
  8. sono iscritte nella Sezione Speciale start-up innovative del Registro delle Imprese.

E’ inoltre necessario, per qualificarsi start-up innovative, che sia soddisfatto almeno uno tra i seguenti ulteriori requisiti:

  1. sostengano spese in attività di ricerca e sviluppo in misura uguale o superiore al 15% del maggior valore tra costo e valore totale della produzione, come risulta dall’ultimo bilancio approvato (in mancanza, tale requisito, può essere attestato con dichiarazione sostitutiva dell’amministratore);
  2. impieghino personale qualificato (personale in possesso di un titolo di dottorato di ricerca o che stia svolgendo un dottorato di ricerca, oppure che abbia svolto da almeno 3 anni attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati) in misura uguale o superiore a 1/3 della forza lavoro complessivamente impiegata. Oppure impieghino personale in possesso di laurea magistrale in misura uguale o superiore a 2/3 della forza lavoro complessivamente impiegata;
  3. siano titolari o depositarie o licenziatarie di almeno una privativa industriale relativa a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto o semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, ovvero siano titolari dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore.

Start-up innovative, le deroghe al diritto societario, tributario e fallimentare

  • Se le start-up innovative sono costituite in forma di società a responsabilità limitata, l’atto costitutivo può prevedere differenti categorie di quote con l’attribuzione di diritti diversificati. Il contenuto dei diritti esercitabili, per ciascuna categoria di quote, può essere liberamente differenziato sia per quanto riguarda l’esercizio di diritti riguardanti l’amministrazione della società che la partecipazione alla distribuzione degli utili;
  • se sono costituite in forma di società a responsabilità limitata, le quote possono costituire oggetto di offerta al pubblico di strumenti finanziari anche mediante i portali online di Crowdfunding;
  • alcune categorie di quote, nelle società a responsabilità limitata, possono non prevedere l’esercizio del diritto di voto nell’assemblea dei soci, oppure prevedere diritti non proporzionati alla partecipazione. Possono prevedersi categorie di quote che riconoscono l’esercizio di diritti limitati a specifici argomenti oppure diritti esercitabili solo al verificarsi di determinate condizioni;
  • in deroga alle norme del codice civile, è possibile posticipare al secondo esercizio successivo l’obbligo di ridurre il capitale sociale qualora la società faccia registrare perdite tali da ridurre il capitale di 1/3;
  • in deroga alle norme del codice civile, se la perdita riduce il capitale oltre il limite legale, l’assemblea può deliberare di posticipare l’attività di riduzione e reintegrazione del capitale fino alla chiusura dell’esercizio successivo. Solo se, entro tale termine, il capitale non è reintegrato, l’assemblea deve deliberare la riduzione ed il contestuale aumento del capitale sociale oppure la trasformazione della società, oppure lo scioglimento della società;
  • le start-up innovative sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria, oltre che dal pagamento dei diritti camerali per i 5 anni successivi all’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese;
  • le start-up innovative non sono soggette alle procedure concorsuali (ad es. Fallimento), ma possono accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamentodisciplinate dalla Legge n. 3/2012.

Le agevolazioni per costituire start-up innovative e per gli investimenti nel capitale di start-up innovativa

Agevolazioni fiscali potenziate per investimenti in start-up innovative 2019

La Legge di Bilancio 2019 ha potenziato, solo per il 2019, gli incentivi fiscali per chi decide di entrare nel capitale sociale delle start-up innovative.

Per i soggetti passivi IRPEF è prevista una detrazione dall’imposta lorda pari al 40% delle somme investite nel capitale sociale di una o più start-up innovative. L’investimento massimo detraibile non può superare € 1.000.000,00 per ciascun periodo agevolato, con un risparmio complessivo fino a € 400.000,00.

Per i soggetti passivi IRES, è concessa la deduzione dal reddito pari al 40% dei conferimenti. L’investimento deducibile non può superare € 1.800.000,00.

Inoltre, se i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società acquisiscono, nel 2019, l’intero capitale sociale di una start-up innovativa la predetta deduzione è aumentata fino al 50%, purché l’intero capitale sia detenuto per almeno 3 anni.

L’accesso gratuito al Fondo di Garanzia per le P.M.I.

Il Decreto Ministeriale Mi.S.E. del 26 aprile 2013 ha previsto l’accesso gratuito alla garanzia del Fondo P.M.I. per gli investimenti delle start-up innovative.

La garanzia diretta del Fondo copre fino all’80% dell’esposizione per capitale ed interessi concordata col soggetto finanziatore, per un importo massimo garantibile fino a € 2.500.000,00.

Il crowdfunding per le start-up innovative

Il Decreto Crescita 2.0 consente alle start-up innovative di finanziarsi attraverso i portali online di crowdfunding, ossia mediante raccolte di capitale con offerta di strumenti finanziari.

La misura Smart & Start Italia, finanziamenti agevolati per costituire le start-up innovative

Smart & Start Italia finanzia la nascita e la crescita delle startup innovative che hanno un forte contenuto tecnologico, operano nell’economia digitale e valorizzano i risultati della ricerca (spin-off da ricerca).

Sono finanziabili progetti con spese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.

Smart&Start Italia offre un mutuo a tasso zero fino al 70% dell’investimento totale.

La percentuale di finanziamento può salire all’80% se la startup è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia.

Campania bando ISI Inail 2018, finanziamenti a fondo perduto per la sicurezza sul lavoro.

Pubblicato il bando I.S.I. I.N.A.I.L. Campania 2018 che finanzia i progetti delle micro e piccole imprese per il miglioramento dei livelli di sicurezza e salute sul lavoro, incluse le attività di bonifica dell’amianto, riduzione delle emissioni inquinanti, del livello di rumorosità e del rischio infortunistico.
L’Inail mette a disposizione, per gli interventi da realizzare in Campania, risorse complessive per € 33.005.122,20.
Gli interventi devono riguardare le unità produttive delle imprese interessate che sono ubicate sul territorio della Regione Campania.

I 5 assi di intervento del Bando ISI Inail 2018

Gli investimenti ammessi dal Bando ISI Inail 2018 sono distribuiti in 5 assi di intervento, ciascuno dei quali prevede la partecipazione delle imprese e consente l’accesso ai finanziamenti per i progetti d’investimento come segue:

Asse 1 – PROGETTI DI INVESTIMENTO e ADOZIONE DI MODELLI ORGANIZZATIVI E DI RESPONSABILITA’ SOCIALE (risorse per € 15.275.307,00)

Destinatari dei finanziamenti sono le imprese, anche individuali, a eccezione di quelle operanti nei settori della pesca, tessile – confezione – articoli in pelle e calzature e quelle operanti nel settore della produzione agricola primaria.

Gli interventi ammissibili devono consistere in: rischio chimico, sostituzione di trattori agricoli o forestali e di macchine, riduzione del rischio biologico, di caduta dall’alto, riduzione del rischio infortunistico mediante la sostituzione di macchine non obsolete, riduzione del rischio sismico e da lavorazioni in spazi confinati o sospetti di inquinamento.

E’ concesso un finanziamento a fondo perduto nella misura del 65% delle spese ammissibili, al netto dell’i.v.a., fino a € 130.000,00.

ASSE 2 – PROGETTI PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI (risorse per € 8.015.380,00)

Destinatari dei finanziamenti previsti da questo asse sono le imprese, anche individuali, e gli enti del Terzo settore (organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti di natura non commerciale già Onlus, cooperative sociali e consorzi costituiti esclusivamente da cooperative sociali) purché iscritti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

E’ comunque sufficiente che, alla data del 20 dicembre 2018, tali soggetti fossero già iscritti ad uno dei registri attualmente previsti dalle normative di settore e, precisamente, i registri delle organizzazioni di volontariato delle Regioni e delle Province Autonome.

Sono escluse le imprese operanti nei settori della pesca, tessile – confezione – articoli in pelle e calzature e quelle operanti nel settore della produzione agricola primaria.

E’ concesso un finanziamento a fondo perduto nella misura del 65% delle spese ammissibili, al netto dell’i.v.a., fino a € 130.000,00.

ASSE 3 – PROGETTI DI BONIFICA DA MATERIALI CONTENENTI AMIANTO (risorse per € 8.166.541,00)

Destinatari dei finanziamenti previsti da questo asse sono le imprese, anche individuali, ad eccezione di quelle operanti nel settore della produzione agricola primaria.

Gli interventi di bonifica finanziabili sono unicamente quelli relativi alla rimozione con successivo trasporto e smaltimento, anche previo trattamento in impianto autorizzato, in discarica autorizzata. Sono quindi esclusi dal finanziamento gli interventi di rimozione non comprendenti lo smaltimento, quelli di incapsulamento o confinamento e, infine, il mero smaltimento di MCA già rimossi.

E’ concesso un finanziamento a fondo perduto nella misura del 65% delle spese ammissibili, al netto dell’i.v.a., fino a € 130.000,00.

ASSE 4 – PROGETTI PER MICRO E PICCOLE IMPRESE OPERANTI IN SPECIFICI SETTORI DI ATTIVITA’ (risorse per € 697.934,00)

Destinatari dei finanziamenti previsto da questo asse sono esclusivamente le imprese, anche individuali, operanti nei settori della Pesca, Tessile – Confezione – Articoli in pelle e calzature.

L’importo totale del progetto è finanziabile nella misura del 65%, al netto dell’i.v.a., e il contributo massimo erogabile di 50.000 euro.

ASSE 5 – PROGETTI PER LE MICRO E PICCOLE IMPRESE OPERANTI NELLA PRODUZIONE AGRICOLA PRIMARIA DEI PRODOTTI AGRICOLI (risorse per € 849.960,00)

I soggetti destinatari dei finanziamenti sono esclusivamente le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria agricola dei prodotti agricoli, iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese o all’Albo delle società cooperative di lavoro agricolo.

Sono poi destinatarie dei finanziamenti anche le imprese, aventi anche forma societaria, condotte in maggioranza da giovani imprenditori agricoli di età non superiore ai quarant’anni.

Il progetto può prevedere l’acquisto al massimo di 2 beni, non usati, componibili nel modo seguente:

  • 1 trattore agricolo o forestale e 1 macchina agricola o forestale dotata o meno di motore proprio;
  • 1 macchina agricola o forestale dotata di motore proprio e 1 macchina agricola o forestale non dotata di motore proprio;
  • 2 macchine agricole o forestali non dotate di motore proprio.

L’importo totale del progetto è finanziabile nella misura del 40%, al netto dell’i.v.a., e il contributo massimo erogabile di 60.000 euro.

Caratteristiche generali dei progetti

I progetti finanziabili devono rispettare, tra gli altri, i seguenti criteri generali:

  • devono essere realizzati nei luoghi di lavoro nei quali è esercitata l’attività lavorativa al momento della presentazione della domanda di finanziamento;
  • non possono determinare un ampliamento della sede produttiva con la costruzione di un nuovo fabbricato oppure con l’ampliamento della cubatura esistente;
  • non possono comportare l’acquisto di beni usati;
  • non possono comportare l’acquisto di beni per l’avvio di una nuova impresa.
  • non possono essere presentati da imprese prive di dipendenti o che annoverano tra i dipendenti esclusivamente il datore di lavoro e/o soci.
Termini di presentazione delle domande, apertura dello sportello ISI Inail 2018

A partire dal 11 aprile 2019 e fino alle ore 18.00 del 30 maggio 2019 le imprese interessate potranno compilare la domanda di accesso ai finanziamenti secondo la procedura informativa predisposta sul portale istituzionale Inail.

Navigator, come fare domanda: 10mila assunzioni per il reddito di cittadinanza

In tutto si parla di 10mila assunzioni. Di questi a gestirne 6milasaranno l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Governo (Anpal) e 4mila i Centri per l’Impiego delle Regioni. “Non sono ancora partite le selezioni per i navigator” scrivono sul sito dell’Anpal Servizi. “Il decreto stabilisce che, per avviare la misura” siamo autorizzati “a contrattualizzare, per gli anni 2019 e 2020, professionalità in grado di seguire personalmente il beneficiario del reddito di cittadinanza nella ricerca di lavoro, nella formazione e nel reinserimento professionale”. Secondo le ultime indiscrezioni il reclutamento dei 6mila laureati dovrebbe avvenire sulla base di una valutazione dei titoli e con un colloquio, c’è anche l’ipotesi di un quiz a risposta multipla, ma per ora non ci sono certezze. Gli altri 4mila dovrebbero essere scelti per concorso: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prevista per metà febbraio.

REQUISITI – “Faremo riferimento a quelle che sono le caratteristiche degli operatori dei centi per l’impiego più esperti, con più capacità” dice all’Adnkronos/Labitalia Maurizio Del Conte, presidente uscente di Anpal. In sintesi, “il navigator – spiega – deve conoscere le regole e cioè benefici, incentivi e sussidi di disoccupazione, con le differenze messe in campo a livello regionale e territoriale, avere conoscenza tecnica e giuridica precisa, avere capacità anche di orientatore e valutatore delle competenze professionali di chi si presenta allo sportello, in modo tale da realizzare un bilancio delle competenze del disoccupato”. Dovrà anche “essere capace di leggere come si muove il mercato territorialmente, essendo così in grado di incrociare domanda e offerta di lavoro, andando a incrociare le imprese con i beneficiari del reddito di cittadinanza”. Le lauree richieste come ipotizzato dal Sole24Ore dovrebbero essere: Economia, Giurisprudenza, Sociologia, Psicologia, Scienze Politiche e della Formazione. I contratti dovrebbero essere di due anni, mentre dopo l’assunzione sarebbe previsto un periodo di formazione sul campo.

RETRIBUZIONE – Le ultime indiscrezioni, riportate dal quindicinale RomaGiovani, parlano di una retribuzione annuale lorda annuale (RAL) di 30mila euro pari a circa 1700 euro netti al mese. Tra le ipotesi circolate anche un possibile premio collegato al numero di assunzioni dei beneficiari del reddito di cittadinanza.

DOVE CONTROLLARE – Per tenersi aggiornati e non perdere il bando basta controllare sul sito dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro Servizi, mentre per il concorso pubblico su quello della Gazzetta Ufficiale. Lunedì, poi, informa Palazzo Chigi, si svolgerà la presentazione del sito ufficiale e della card del Reddito di cittadinanza.