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Rottamazione e Saldo e Stralcio, ecco la nuova rateazione

DL Sostegni bis: nuovo calendario 2021 in cinque rate per i pagamenti della Rottamazione-ter e del Saldo e Stralcio: ecco come funziona la nuova proroga.

Le modifiche al decreto Sostegni bis approvate alla Camera prevedono un allungamento dei tempi per la proroga della Rottamazione-ter e del Saldo e Stralcio rispetto ai termini precedentemente fissati. In pratica, c’è una nuova possibilità di rateazione delle somme che altrimenti bisognava versare entro il 31 luglio. Vediamo con precisione cosa prevede l’emendamento approvato, che ormai rientra nel testo definitivo della legge di conversione, non essendoci più i tempi per nuove modifiche prima del via libera finale, previsto entro il 24 luglio (e manca ancora l’intero passaggio in Senato).

Proroga Rottamazione: pagamenti rateizzati

La nuova dilazione di pagamento riguarda i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione-ter e al Saldo e stralcio. In base a quanto previsto dal primo Decreto Sostegni, chi è in regola almeno con i versamenti 2019 può versare le rate scadute nel 2020 entro il 31 luglio 2021, mentre l’emendamento introdotto al DL Sostegni bis prevede adesso la possibilità di rateizzarle in quattro tranche di pari importo:

  1. prima rata entro il 31 luglio,
  2. seconda rata entro il 31 agosto,
  3. terza rata entro il 30 settembre,
  4. quarta rata 31 ottobre.

Resta immutata la scadenza del 30 novembre per pagare tutte le rate scadute nel 2021 e non ancora versate. Sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del decreto legge 119 del 2018. Il pagamento dovrà, quindi, avvenire entro il 6 dicembre 2021. Chi non versa nei termini perde il diritto all’agevolazione, di conseguenza riprendono le normali procedure di riscossione e le somme già versate vengono scalate dal debito residuo.

Condono cartelle rottamate

E’ possibile che ci siano somme annesse al piano di definizione agevolata ma successivamente condonate in base all’articolo 4, commi da 4 a 9, del dl 41/2021. Si tratta dello stralcio dei debiti fino a 5mila euro affidati all’Agente della riscossione fra il 2000 e il 2010, per chi nel 2019 ha guadagnato fino a 30mila euro. Ebbene, il Fisco procederà automaticamente alla cancellazione non appena arriverà il decreto attuativo, che dovrebbe ormai essere imminente. Il condono riguarda infatti anche le somme eventualmente oggetto di rottamazione e saldo e stralcio.

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione (AdER) ha pubblicato online un servizio che consente di verificare se nei documenti inclusi nel piano di pagamento della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e Stralcio”, sono presenti carichi potenzialmente interessati dall’annullamento: in presenza di tutti gli altri requisiti previsti per il condono, il contribuente può stampare in autonomia i moduli per il versamento delle rate ancora dovute, calcolate al netto dei suddetti carichi.

Transazione fiscale per imprese con debiti tributari: Questa sconosciuta.

Accordo su crediti fiscali: guida alla proposta di transazione con l’Agenzia delle Entrate nell’ambito della procedura di ristrutturazione del debito.

La transazione fiscale è una procedura transattiva con l’Amministrazione finanziaria, finalizzata a riconosce la consistenza di un debito tributario in capo ad un contribuente e, in presenza di una crisi aziendale, ne garantisce l’assolvimento pieno. La norma primaria che la regolamenta è contenuta nell’art. 182-bis, R.D. 16 marzo 1942, n. 267, che il DLgs. 5/2006 ha inserito nella disciplina sugli accordi di ristrutturazione nell’ambito della riforma delle procedure concorsuali. La procedura può essere inserita anche in un concordato preventivo. Con la circolare n. 34/E del 29 dicembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha poi fornito nuove indicazioni per la valutazione delle proposte di transazione fiscale nell’ambito di crisi d’impresa causare dall’emergenza Covid-19, alla luce delle novità in materia di concordato preventivo e accordi di ristrutturazione del debito introdotte dall’art. 3, comma 1-bis, del DL 125/2020 (convertito nella Legge 159/2020), che ha modificato l’art. 180, comma 4, L.F. e l’art. 182 bis L.F. Adesso, il Tribunale può omologare il concordato preventivo o l’accordo di ristrutturazione anche in mancanza di voto o di adesione da parte dell’Amministrazione finanziaria, nei casi in cui ritenga la proposta dell’imprenditore migliorativa rispetto all’ipotesi liquidatoria. L’attestatore (il professionista che attesta la veridicità dei dati aziendali e l’attuabilità dell’accordo) può giocare un ruolo chiave in questa procedura, grazie al requisito basilare dell’indipendenza che deve vantare.

Debiti ammissibili

La transazione fiscale può essere proposta per: debiti inerenti crediti tributari (compresi indennità di mora, accessori e interessi); sanzioni amministrative derivanti da violazioni tributarie; IRAP; imposte derivanti da dichiarazioni dei redditi presentate fino alla domanda di transazione anche se non soggette a liquidazione; imposte derivanti da dichiarazioni integrative che il contribuente ha presentato per rettificare o integrare dichiarazioni precedenti; per quelle derivanti da liquidazione delle dichiarazioni come previsto dagli artt. 36-bis e 36-ter, D.P.R. 600/1973; per i debiti d’imposta quantificati in avvisi di liquidazione, atti di accertamento, recupero, contestazione e irrogazione di sanzioni che possono anche non essere definitivi per la parte che non è iscritta a ruolo; debiti di natura chirografaria; debiti di natura privilegiata anche se la legge fallimentare impone che lo Stato non possa ottenere un trattamento peggiore di quello riservato ai creditori con privilegio inferiore o posizione giuridica e interessi economici omogenei rispetto a quelli vantati dall’Agenzia delle Entrate.

Procedura

La proposta spetta al contribuente in debito, mentre l’Amministrazione finanziaria può solo accettare o rifiutare. Nonostante la prassi tenda a far desumere che non sia possibile presentare proposte di concordato senza transazione fiscale, la norma non prevede un obbligo. La transazione è ammessa anche se, decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, il ruolo determina l’iscrizione di un’ipoteca equivalente al doppio del credito sugli immobili del debitore. Con la modifica dell’art. 2752 c.c. i beni mobili del debitore subiscono il privilegio generale dei debiti contratti con lo Stato per imposte e sanzioni derivanti da imposte sul reddito di società, persone fisiche e giuridiche, oltre che dall’imposta sulle attività produttive e dall’imposta locale sui redditi. Il privilegio sui beni mobili vale anche per i crediti dello Stato legati a imposte, pene pecuniarie e soprattasse maturate per l’IVA.

In presenza di una proposta di accordo su crediti fiscali, è necessario depositare presso il tribunale, il cessionario del servizio nazionale competente e l’ufficio competente relativamente al domicilio fiscale del debitore, una copia di tutta la documentazione, della domanda, delle dichiarazioni fiscali rispetto a cui non si è ottenuto il risultato dei controlli automatici e delle dichiarazioni integrative effettuate fino alla presentazione della domanda stessa. Dalla data di presentazione il cessionario ha 30 giorni per inviare al debitore una certificazione in grado di attestare la misura del debito appurata dai ruoli e dagli atti di accertamento per la quota parte non iscritta a ruolo. L’approvazione o il rifiuto della proposta di concordato per i tributi non iscritti a ruolo è di competenza del Direttore dell’Ufficio, che deve redigere l’atto tenendo conto del parere della Direzione regionale competente, e si materializza nel voto favorevole o contrario espresso nell’adunanza dei creditori; per i debiti iscritti a ruolo, il concessionario del Servizio nazionale della riscossione dovrà votare nell’adunanza dei creditori, ottemperando all’indicazione del Direttore dell’Ufficio che a sua volta dovrà tener conto del parere della Direzione regionale competente.

Iter

La proposta di transazione con la documentazione necessaria e la dichiarazione sostitutiva in cui il debitore attesta che quanto presentato riflette fedelmente e integralmente la situazione dell’impresa, vanno depositate presso gli uffici competenti, che a loro volta sono tenuti a procedere con la trasmissione e la liquidazione. Nei successivi 30 giorni il Direttore dell’Ufficio deve, dopo aver allegato il parere della Direzione regionale competente, fornire l’assenso alla proposta in merito ai tributi non iscritti a ruolo, mentre per quelli iscritti l’assenso deve essere fornito attraverso un atto del cessionario su indicazione del Direttore dell’Ufficio sentita la Direzione regionale. La transazione fiscale si conclude se avviene la ristrutturazione dei debiti, se entro 90 giorni non avviene il pagamento e in presenza di una revoca di diritto, superabile solo nel caso in cui il debitore paghi tutto il debito nei 90 giorni che seguono le scadenze indicate.

Proroga contributi INPS Artigiani e Commercianti: si paga il 20 agosto.

Prorogata la scadenza del 17 maggio per i contributi INPS di Artigiani e Commercianti, in attesa del decreto sull’esonero parziale (anno bianco).

Slitta la prima rata dei versamenti dovuti dagli iscritti alle Gestioni speciali autonome degli artigiani e degli esercenti attività commerciali. La scadenza de 17 maggio viene spostata al 20 agosto 2021. Lo ha reso noto l’INPS, con il Messaggio n.1911 del 13 maggio, a seguito del nullaosta del Ministero del Lavoro ed in attesa della pubblicazione del decreto interministeriale di attuazione dell’esonero parziale della contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle gestioni autonome speciali dell’INPS e alle casse previdenziali professionali autonome.

Per evitare  versamenti non dovuti da una parte della platea interessata, pertanto, l’INPS ha differito per tutti gli artigiani ed i commercianti iscritti INPS il termine di pagamento. Ricordiamo che tali importi sono disponibili nel Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti (Posizione assicurativa > Dati del modello F24). Le scadenze di pagamento sono al momento:

  • 20 agosto 2021 (prima e seconda rata sul minimale di reddito), 16 novembre 2021 (terza rata), 16 febbraio 2022 (quarta rata);
  • entro i termini di pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche per la quota eccedente il minimale (saldo 2020, primo e secondo acconto 2021).

Dunque, viene autorizzato lo slittamento per attenuare gli effetti dell’emergenza Covid 19 e favorire la ripresa. Successivamente interverrà la formalizzazione dei criteri e delle modalità per la concessione dell’esonero attraverso la pubblicazione del decreto interministeriale MLPS-MEF sull’esonero parziale.

Riscossione e pignoramenti: ripresa dal primo marzo.

Dal primo marzo 2021 riprende l’attività dell’agente della riscossione e si riattivano le scadenze di pagamento. La sperata proroga non c’è stata e dunque si riparte con la consueta attività di accertamento fiscale, versamento e pignoramento, dopo i vari slittamenti concessi da diversi provvedimenti anti-Covid. La scadenza ultima per la sospensione è fissata al 28 febbraio 2021, come stabilito dal Decreto Milleproghe, appena convertito in legge dopo l’approvazione con fiducia in Senato. La ripresa sarà comunque graduale, nel senso che è previsto una sorta di scaglionamento di due anni per lo smaltimento delle cartelle e degli avvisi finora sospesi (qualcosa come 50 milioni di pratiche).

Un mini rinvio, ma solo parziale e comunque non legato alle cartelle, potrebbe trovare posto del tanto atteso Decreto Ristori 5.

Moratoria Rottamazione ter

Ci sono invece precise novità per le misure di pace fiscale (rottamazione e saldo e stralcio). Il Ministero dell’Economia ha comunica sabato 27 febbraio un provvedimento che differisce il termine del 1° marzo 2021 per il pagamento delle rate della “rottamazione-ter” (articoli 3 e 5 del DL n. 119/2018) e del saldo e stralcio (art. 1 commi 190 e 193 della Legge 145/2018). La scadenza riguarda le rate 2020 ancora non versate ed anche la prima rata 2021 della rottamazione-ter.​ Il Decreto Ristori (DL n. 137/2020, convertito con modificazioni dalla L. n. 176/2020) aveva già differito al 1° marzo 2021 il termine di pagamento delle rate 2020 della definizione agevolata, introducendo al contempo semplificazioni in tema di rateizzazione. Era però attesa la ulteriore sospensione, anche se di breve durata (si parla adesso di due mesi), che fungerà da raccordo per una nuova pace fiscale da giugno.

=> Rottamazione, Saldo e stralcio: scadenza 1° marzo

Nuovo Saldo e stralcio

Allo studio c’è infatti una nuova edizione del Saldo e stralcio , stavolta per le cartelle emesse dal 2015 e con valore entro 5mila euro. Sopra quell’importo, dovrebbe essere possibile applicare la rottamazione-quater senza interessi né sanzioni, pagando il dovuto in due anni. Dunque una nuova pace fiscale, che dovrebbe avviarsi a giugno, al termine della moratoria sulla rottamazione-ter in via di definizione.

Pagamento cartelle e avvisi

Per i pagamenti e le cartelle non più oggetto di sospensione, invece, sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) è possibile consultare le risposte alle domande più frequenti (FAQ) aggiornate alle attuali scadenze. Il decreto in questione (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio) ha infatti concesso una nuova proroga alla sospensione delle attività di accertamento fiscale e di riscossione, così come in materi di versamenti tributari, adempimenti e pignoramenti.

Lo stop ha riguardato  il versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, nonché gli avvisi di addebito e quelli di accertamento affidati all’AdER. Pertanto, hanno goduto della stessa moratoria anche i pagamenti in scadenza dall’8 marzo 2020 per i comuni della prima zona rossa (di cui al Dpcm 1° marzo 2020), che dovranno essere effettuati entro il 31 marzo 2021.

=> Blocco cartelle esattoriali fino a febbraio

Notifiche e pignoramenti

La sospensione ha riguardato sia le nuove notifiche per somme a ruolo sia gli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, pensioni e trattamenti assimilati, se effettuati prima del 19 maggio 2020. Questo, anche in presenza di assegnazione già disposta dal giudice. Dal 1° marzo 2021, le somme pignorate tornano ad essere rese indisponibili fino all’concorrenza del debito.

=> Rottamazione, saldo e stralcio: scadenze in calendario

Pagamenti PA oltre 5mila euro

Per le inadempienze che le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica devono verificare prima di effettuare pagamenti di importo superiore a 5mila euro, la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020 per i soli contribuenti della prima zona rossa (allegato 1 del Dpcm 1° marzo 2020). Le verifiche già effettuate sono prive di qualunque effetto se, alla data di entrata in vigore del decreto legge n. 34/2020, per le somme oggetto di tali verifiche si è potuto procedere al pagamento in favore del beneficiario, anche se prima della sospensione era incorsa una verifica, purché alla data del 19 maggio non sia stato notificato il pignoramento.

NUOVO SELFIEMPLOYMENT

Nuovo Selfiemployment, dal 22 febbraio al via le domande anche per donne e disoccupati.

Da lunedì 22 febbraio 2021 gli incentivi di Selfiemployment cambiano e si rivolgono a una platea più ampia di destinatari.

I finanziamenti per avviare una piccola attività imprenditoriale in tutta Italia e in qualsiasi settore potranno essere richiesti anche da donne inattive e disoccupati di lunga durata, senza limiti di età, oltre che ai Neet iscritti al programma Garanzia Giovani.

Un cambiamento che punta a offrire l’opportunità di mettersi in proprio anche a chi, a causa dell’emergenza Covid, ha perso il lavoro o rischia di perderlo nei prossimi mesi e a quelle donne che potranno così riappropriarsi della loro dimensione lavorativa, dopo averla messa da parte per esigenze familiari.

Insieme a questa novità vengono introdotte anche soluzioni finanziarie e operative più vantaggiose rispetto alla precedente edizione di Selfiemployment, in particolare:

  • documentazione più agile e snella per la presentazione della domanda
  • allungamento del periodo richiesto (da 60 a 90 giorni) per la costituzione della nuova società/ditta individuale
  • allungamento del periodo (da 6 a 12 mesi) per l’inizio della restituzione del finanziamento Microcredito e Microcredito esteso
  • per i Piccoli Prestiti, il 1° SAL (fatture non quietanzate) passa da un massimo del 50% al 70% del finanziamento

Grazie all’incremento della nuova dotazione finanziaria saranno inoltre riaperti gli sportelli (chiusi in precedenza per insufficienza di risorse) per i residenti nelle regioni Marche, Toscana, Umbria e Molise.

Sarà possibile presentare la domanda dalle ore 12 del 22 febbraio 2021, esclusivamente online, sulla piattaforma informatica di Invitalia.

Crisi da Sovraindebitamento e importanza del ruolo dell’ Advisor:

Tribunale di Brindisi – Udienza del 27/01/2021.

Nel caso in esame la signora PS assistita dal sottoscritto ( quale Advisor) presenta istanza di accordo di ristrutturazione debiti. Correva l’anno 2019. Udienza del 27 gennaio 2021. L’avvocato di parte ed il gestore mi comunicano il giorno prima che : ADE R ha votato negativamente e quindi le percentuali richieste NON SONO STATE RAGGIUNTE. Ho chiesta copia del voto e verificato immediatamente che :” ADE R è legittimata SOLO nel voto inerente aggi, interessi e diritti alla stessa competenti e NON sui tributi di altri Enti per i quali titolati sono ESCLUSIVAMENTE questi ultimi”.
L’ Avvocato (il Gestore non si è presentato in tribunale) ha prontamente proposto in udienza il giorno dopo quanto da me allo stesso riferito e documentato. Esito : il Giudice Dr. Pasculli Rosa ha INVALIDATO il voto di Ade Riscossione consentendo una rimodulazione dell’accordo e nuova votazione.
Questo è uno dei tanti casi ed esempi nei quali è dimostrabile quanto sia importante nelle procedure di accesso alla crisi il ruolo dell’advisor e, ovviamente, della sua competenza nella materia.

Imposta di bollo sulle e-fatture,il nuovo servizio per gli operatori

Consente di effettuare la verifica dei dati e operare le eventuali integrazioni delle fatture elettroniche inviate dal 1° gennaio 2021 tramite il Sdi da parte di contribuenti e intermediari.

Via libera alla procedura informatica disponibile nel portale “Fatture e Corrispettivi” che consente a chi ha dimenticato di assolvere l’imposta di bollo nelle fatture elettroniche di verificare i dati messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate e, se li ritiene corretti, mettersi in regola. Nel caso in cui, invece, il contribuente Iva, o l’intermediario delegato, ritenga che non siano realizzati i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo, potrà comunque comunicarlo alle Entrate attraverso lo stesso servizio web dedicato, presente nel portale. Le novità in un provvedimento del direttore Ruffini del 4 febbraio 2021, emanato d’intesa con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
Il provvedimento di oggi trova le sue origini normative nel decreto Crescita 2019 (articolo 12-novies Dl n. 34/2019), che ha attribuito all’Agenzia il compito di integrare, con procedure automatizzate, le fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio (Sdi) intercettando quelle che non recano l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, ma per le quali l’imposta risulta dovuta e, nei casi di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta, di comunicare al cedente/prestatore l’ammontare dell’imposta e della relativa sanzione (articolo 13, comma 1, del Dlgs n. 471/1997), oltre agli interessi.
Tale disposizione è stata attuata dal decreto Mef del 4 dicembre 2020 riguardante le modifiche alle modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e individuazione delle procedure di recupero dell’imposta di bollo non versata. Il decreto, quindi, demanda a un provvedimento delle Entrate:

  • la definizione delle modalità tecniche per l’integrazione delle fatture elettroniche e per la consultazione ed eventuale modifica, da parte di contribuenti e intermediari, dei dati proposti dall’Agenzia
  • le modalità di comunicazione delle irregolarità per il recupero dell’imposta dovuta e non versata. 

Con il provvedimento odierno sono stabilite, quindi, le modalità tecniche per l’effettuazione delle integrazioni delle fatture elettroniche inviate, a decorrere dal 1° gennaio 2021, tramite il Sdi, e le modalità telematiche per la messa a disposizione, la consultazione e la variazione dei dati relativi all’imposta di bollo da parte del cedente/prestatore, o dell’intermediario delegato. 

In particolare, l’Agenzia delle entrate, per ogni trimestre dell’anno, fornisce, nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, al titolare di partite Iva tenuto all’emissione della fattura elettronica due distinti elenchi: 

  • uno con gli elementi identificativi delle fatture elettroniche inviate tramite Sdi che già riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo
  • l’altro con gli elementi identificativi delle fatture elettroniche inviate tramite Sdi che non riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo ma per le quali l’imposta è dovuta.

Il secondo elenco, a scadenze prestabilite, è messo a disposizione del contribuente, anche tramite un suo intermediario delegato, che potrà confermare i dati proposti o modificarli se ritiene che il bollo non sia comunque dovuto.
Grazie alla disponibilità dei dati contenuti negli elenchi, il contribuente potrà verificare la propria situazione e scegliere se accettare i dati proposti e procedere con il pagamento di quanto dovuto oppure selezionare le fatture per le quali ritiene che non siano realizzati i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo. L’operatore potrà anche indicare altre fatture elettroniche non individuate dall’Agenzia per le quali risulta dovuta l’imposta.
 
I due elenchi sono resi disponibili nel portale “Fatture e Corrispettivi” sul sito dell’Agenzia entro il giorno 15 del mese successivo alla chiusura di ogni trimestre solare. I contribuenti e gli intermediari delegati avranno tempo per modificare gli elenchi fino all’ultimo giorno del mese successivo alla chiusura del trimestre solare di riferimento (per le fatture elettroniche riferite alle operazioni effettuate nel secondo trimestre solare dell’anno, invece, le modifiche potranno essere effettuate fino al 10 settembre dell’anno di riferimento (anziché entro il 31 luglio). Se l’operatore non effettua modifiche, vengono confermati gli elenchi proposti dall’Agenzia.
 
Sulla base dei dati delle fatture indicate negli elenchi e delle eventuali modifiche apportate dai contribuenti, la nuova procedura calcola e mette a disposizione l’importo relativo all’imposta di bollo complessivamente dovuto per il trimestre di riferimento, entro il giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre solare di riferimento (o entro il 20 settembre nel caso del secondo trimestre solare). Tale somma può essere versata tramite l’apposita funzionalità di addebito in conto corrente disponibile nel servizio web dedicato presente nel portale “Fatture e Corrispettivi” oppure in modalità telematica con il modello F24. Se il versamento è eseguito oltre la scadenza prevista, il servizio web consente anche il pagamento di sanzioni e interessi da ravvedimento, calcolati automaticamente in base ai giorni di ritardo rispetto alla scadenza, alla misura della sanzione ridotta e al tasso legale degli interessi. Il servizio web rilascia la prima ricevuta a conferma dell’inoltro della richiesta di addebito e la seconda ricevuta con l’esito del pagamento, che possono essere consultate dal cedente/prestatore, direttamente o tramite l’intermediario delegato.
 
Il provvedimento di oggi, inoltre, definisce le modalità telematiche per l’invio delle comunicazioni, da parte dell’Agenzia, in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche da parte del cedente o prestatore. In particolare, il contribuente riceverà una comunicazione elettronica al suo domicilio digitale registrato nell’elenco Ini-Pec (contenente gli indirizzi di posta elettronica certificata di professionisti e imprese) e potrà fornire entro 30 giorni, anche tramite un intermediario, chiarimenti in merito ai pagamenti dovuti, anche tramite i servizi online offerti dall’Agenzia.

Crisi da Sovraindebitamento

Lo studio è specializzato nella Crisi da Sovraindebitamento sia in qualità di Advisor che di Gestore della Crisi. Operiamo nella legge 3/2012 ( Legge Salva Suicidi) sin dall’anno 2014 in partnership dei principali studi legali sul territorio nazionale.Quale Advisor numerosi sono stati i risultati ottenuti e dei quali si menziona : ? Tribunale di Napoli – Omologa Piano del Consumatore; ? Tribunale di Brindisi – Omologa Accordo di Ristrutturazione dei debiti; ? Tribunale di Bari – Omologa Piano del Consumatore Eredi; ? Tribunale di Castrovillari – Omologa Accordo di Ristrutturazione dei Debiti; ? Tribunale di Cosenza – Omologa Piano del Consumatore.La struttura altamente tecnologica consente di operare sull’intero territorio Nazionale senza alcuna preclusione in termini di distanze e svolgimento degli incarichi.?‍? La pre-analisi e primo colloquio sono interamente “gratuiti” e si svolgono anche a “distanza” ;In seguito, qualora il riscontro fosse positivo in termini di accessibilità alla legge, al sovraindebitato sarà sottoposto un chiaro ed esaustivo preventivo costruito “ad personam” con chiara indicazione di tutti i costi e tempistiche necessari per affrontarli. Il percorso sarà completo, dall’analisi dei dati sino al deposito del Ricorso e svolgimento in toto della procedura.Lo studio offre altresì, grazie a primarie partnership, la possibilità ( qualora non fosse presente) di essere affiancati da studi legali altamente specializzati nella materia e fruibili sull’intero territorio Nazionale. E’ possibile in alcuni casi, vista la delicata materia, essere assistiti da psicologi con sedute indirizzate al sostegno morale e psicologico.Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci :

☎️ 081 18823620

? paolobinetti@binettipaolo.it

Via i debiti senza pagarli: ora è possibile

Diventa più facile liberarsi dai debiti: il Dl Ristori, ora convertito in legge, potenzia l’istituto del sovraindebitamento e lo estende a famiglie, consumatori, professionisti e piccoli imprenditori. La grossa novità è che l’esdebitazione potrà essere addirittura totale: chi non ha nulla per pagare i creditori, potrà ottenere la cancellazione dell’intero importo.

Non tutti, però, potranno accedere a questa nuova possibilità: ne beneficeranno solo i “meritevoli”, cioè coloro che si sono indebitati, ma senza colpa grave. Sarà il giudice a stabilirlo, nell’ambito dell’apposita procedura da sovraindebitamento, che rimane invariata.

Bisognerà quindi presentare una domanda al tribunale competente ed essere assistiti da un Occ (Organismo di composizione della crisi) che avrà il compito di redigere una relazione sui motivi dell’indebitamento e sulle concrete possibilità di restituzione.

A quel punto, se emergerà che il debitore è del tutto incapiente, potrà essere liberato anche per l’intero importo, ma rimarrà “sotto osservazione” per i successivi 4 anni dal’esdebitazione. Infatti, se durante quel periodo sopraggiungeranno nuove risorse, in una misura superiore al 10% della sua esposizione debitoria, il debitore dovrà dichiararle ed esse saranno utilizzate per saldare i vecchi creditori.

La nuova forma di liberazione dai debiti viene estesa ai membri della stessa famiglia (parenti entro il quarto grado e affini entro il secondo), che possono presentare un’unica domanda quando sono conviventi o se il sovraindebitamento ha un’origine comune. Inoltre, adesso, è considerato “consumatore” e, dunque, è ammesso alla procedura, anche il socio di una società di persone (come le Snc o le Sas) purché i suoi debiti siano estranei a quelli sociali.

I benefici riguarderanno anche le piccole imprese sotto la soglia di fallibilità ed i professionisti. Nella nuova forma di liberazione dai debiti, potrà rientrare, ad esempio, chi ha contratto debiti per costose cure mediche, chi non ha rimborsato un finanziamento o chi ha tributi non pagati .

Credito d’imposta canoni di affitto esteso alla sublocazione dell’Asd

Un’associazione sportiva dilettantistica iscritta al Coni potrà accedere al bonus affitti previsto dall’articolo 28 del decreto “Rilancio”, per i canoni corrisposti sulla base di un contratto di sublocazione, purché sussistano tutte le altre condizioni previste dalla norma agevolativa. E’ in sintesi il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 68/E del 20 ottobre 2020 dell’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia ricorda la misura del Dl “Rilancio” a sostegno delle imprese e dell’economia che ha introdotto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di attività commerciali industriali artigianali, agricole, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo (articolo 28, comma 1, Dl n. 34/2020). Il credito d’imposta spetta in presenza di una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente ed è commisurato all’importo del canone di locazione effettivamente versato nel 2020 con riferimento ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno.

Il comma 4 del medesimo articolo prevede che tale credito possa essere fruito anche dagli enti non commerciali, inclusi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti per il “canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale”. Tale principio è stato chiarito anche dalla circolare n. 14/2020 (vedi articolo “Credito d’imposta canoni di locazione. I primi chiarimenti delle Entrate”).

L’Agenzia, nella risoluzione in esame, ripercorre anche le misure sulla determinazione dei ricavi per gli enti non commerciali.
In primo luogo, dal combinato disposto dei commi 1 e 4, dell’articolo 28 del Dl “Rilancio”, unitamente alle precisazioni della circolare n. 14/2020, si evince che tali soggetti possono fruire del bonus locazione anche nei casi in cui oltre all’attività istituzionale svolgano anche un’attività commerciale, in modo non prevalente o esclusivo. Chiaramente, in tal caso, se i ricavi di tale attività superano la soglia dei 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente, l’ente non potrà beneficiare del credito d’imposta.
Sempre riguardo alla soglia dei ricavi, l’Agenzia chiarisce, come indicato anche nella circolare n. 14/2020, che per gli enti non commerciali che svolgono attività commerciale non prevalente la soglia dei ricavi o compensi va determinata per i soli ricavi Ires, per ciascuna tipologia di soggetto tenendo conto delle proprie regole di determinazione del reddito, restandone esclusi quelli derivanti da attività istituzionali.

Inoltre, per gli enti non commerciali che svolgono solo, occasionalmente, attività commerciale e che, pertanto, non dispongono di partita Iva, il credito d’imposta va determinato sull’importo dell’affitto al lordo dell’Iva, in quanto in tale particolare ipotesi l’imposta rappresenta un costo che incrementa il canone di affitto dovuto.
L’Agenzia ricorda, poi, che il contratto di sublocazione è disciplinato dagli articoli 1594 e 1595 del codice civile e dalla legge n. 392/1978 e che dal punto di vista civilistico è in stretta dipendenza dal contratto di affitto, analogia evidente anche dal punto di vista fiscale in quanto per entrambe le tipologie vige lo stesso regime tributario.

Di conseguenza, in considerazione sia delle analogie fra i due contratti sia dell’intenzione del legislatore di prevedere un beneficio ad ampio raggio per il contenimento della crisi economica, l’Agenzia ritiene che il credito d’imposta per i canoni di locazione possa valere anche per i canoni derivanti dai contratti di sublocazione. Anche nel caso in esame, quindi, la società, iscritta al registro nazionale delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche presso il Coni, potrà accedere al bonus con riferimento al contratto di sublocazione, in presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

La risoluzione, infine, precisa che anche il conduttore principale potrà beneficiare del credito d’imposta. Ai fini del calcolo della riduzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento, occorrerà considerare anche il canone relativo alla sublocazione al lordo del credito d’imposta in questione.

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