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Crisi da Sovraindebitamento e importanza del ruolo dell’ Advisor:

Tribunale di Brindisi – Udienza del 27/01/2021.

Nel caso in esame la signora PS assistita dal sottoscritto ( quale Advisor) presenta istanza di accordo di ristrutturazione debiti. Correva l’anno 2019. Udienza del 27 gennaio 2021. L’avvocato di parte ed il gestore mi comunicano il giorno prima che : ADE R ha votato negativamente e quindi le percentuali richieste NON SONO STATE RAGGIUNTE. Ho chiesta copia del voto e verificato immediatamente che :” ADE R è legittimata SOLO nel voto inerente aggi, interessi e diritti alla stessa competenti e NON sui tributi di altri Enti per i quali titolati sono ESCLUSIVAMENTE questi ultimi”.
L’ Avvocato (il Gestore non si è presentato in tribunale) ha prontamente proposto in udienza il giorno dopo quanto da me allo stesso riferito e documentato. Esito : il Giudice Dr. Pasculli Rosa ha INVALIDATO il voto di Ade Riscossione consentendo una rimodulazione dell’accordo e nuova votazione.
Questo è uno dei tanti casi ed esempi nei quali è dimostrabile quanto sia importante nelle procedure di accesso alla crisi il ruolo dell’advisor e, ovviamente, della sua competenza nella materia.

Tribunale di Castrovillari. Omologa Accordo di Ristrutturazione dei Debiti.

In data 09 gennaio 2020 il Tribunale di Castrovillari (Cs) omologa il ricorso 3/2019 depositato in data 27/02/2019. Aggiungo un altro piccolo successo raggiunto dal mio studio in merito alle procedure di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento.

I Coniugi assistiti dall’Avvocato Claudia Vena, dal sottoscritto e dal gestore della crisi Dott.ssa Presta Daniela, adivano la procedura nella forma del Piano del Consumatore ed in alternativa dell’Accordo di ristrutturazione dei debiti. La famiglia versava in un evidente stato di sovraindebitamento .

I creditori hanno accettato una proposta che partendo da una debitoria di 134.070,42 si attesta su una proposta del 40% da rimborsare in anni 6.

Crisi da Sovraindebitamento

Comune di Cosenza e Ordine dei Commercialisti siglata intesa.

Sarà operativo a far data 25 giugno 2019 presso la ” Cittadella del Volontariato ” uno sportello informativo dedicato alla Crisi da Sovraindebitamento.

20 Commercialisti con specifica formazione nella materia saranno disponibili ogni martedì dalle 11,00 alle 13,00 ed il giovedì dalle 15,00 alle 17,00, per ricevere i cittadini e dar loro “autentiche” e “dirette” informazioni sulla Crisi da Sovraindebitamento,

L’idea è quella di fornire con un contatto diretto le informazioni necessarie inerenti la procedura. Come funziona, chi può accedervi, quanto dura, quanto costa.

L’ordine dei Commercialisti di Cosenza scende in campo e si pone in prima fila al fianco del Comune per offrire informazioni e consulenze gratuite ai suoi cittadini. Sono lieto di collaborare a tale iniziativa e di dare un contributo con la mia presenza.

Il nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza.


Pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 6 alla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio, il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’ insolvenza (decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14), contiene la riforma organica delle procedure concorsuali, di cui all’attuale “legge fallimentare” , nonché della disciplina sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento (legge n. 3/2012) . Il nuovo Codice entrerà in vigore a partire dal 15 agosto 2020. In questa sede si intende descrivere, seppur in breve, le novità che nel testo normativo citato riguardano le procedure relative al sovreindebitamento.
La Legge 27 gennaio 2012, n.3, così come emendata dal recentissimo Codice (D.Lgs. 14/2019), contiene la disciplina di una serie di procedure previste dal legislatore al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali. Per «sovraindebitamento» si intende una “situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, ovvero la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni” (art. 6, co. 2, L.n. 3/2012).  Si tratta di una disciplina che nel nuovo Codice della crisi e Dell’Impresa prevede quattro modalità
di soluzione della crisi del debitore che, di fatto, vanno a sostituirsi alle tre procedure già previste nella L. n. 3/2012 (piano del consumatore, dell’accordo con i creditori e della liquidazione del patrimonio) Ma entriamo nel dettaglio. Il ”Piano del consumatore” si trasforma nella “Ristrutturazione dei debiti del consumatore”. Di grande rilievo nella nuova procedura è sicuramente la scomparsa della valutazione del giudice sulla diligenza del debitore (indebitamento assunto con colpa) e che di fatto costituisce un ostacolo all’accesso nella precedente disciplina di cui alla L. 3/2012. Nel nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza, per ottenere l’accesso (e dunque l’omologa del piano), sarà sufficiente quindi solo l’assenza di colpa grave, malafede o frode. Quanto al giudizio di convenienza economica, scompare il ruolo dell’OCC e rimane quello, eventuale, da parte del giudice che si esprimerà in tal senso solo nel caso di contestazioni da parte dei creditori. Infine, quanto al ruolo di questi ultimi nel nuovo procedimento, importante novità è che se chi ha erogato il credito non ha anche tenuto conto del merito creditizio non potrà opporsi al piano. Questa nuova valutazione sarà fatta a cura dell’OCC nella propria relazione. Per quanto riguarda l’”Accordo del debitore”, l’istituto scompare lasciando il passo al “Concordato minore” . Di estrema rilevanza è che questa procedura, a differenza del passato, è inibita ai consumatori che avranno a disposizione solo lo strumento della “Ristrutturazione dei debiti del consumatore” (e la liquidazione controllata). Il “Concordato minore”, come quello “maggiore”, nella nuova disciplina è previsto solo nell’ipotesi di continuità aziendale, salvo che non sia possibile contare su cospicue risorse esterne. Riguarderà quindi professionisti, le imprese “minori” e le imprese agricole. Quanto alla valutazione dei creditori, saranno sufficienti il 50% dei crediti (prima il 60%) e permane il favorevolissimo meccanismo del silenzio-assenso. Completamente rivoluzionata è anche la “Liquidazione del patrimonio” che ora diventa
“Liquidazione controllata del sovraindebitato” nell’ambito della Liquidazione giudiziale. Grande novità è che ora la domanda, anche se pendono procedure esecutive, può essere presentata da un creditore o, se impresa, dal P.M. L’accesso alla procedura, inoltre, non è precluso da eventuali atti in frode. Scompare infine la relazione particolareggiata dell’OCC che si limiterà solo alla valutazione sulla completezza ed attendibilità della documentazione presentata nonché ad illustrare la situazione economica del debitore. Infine, vera e propria novità la troviamo nell’articolo 283 del dlgs n. 14/2019 che introduce un nuovo strumento: l’esdebitazione di diritto del “Debitore incapiente”. Con questo nuovo istituto sarà esdebitabile anche chi ha solo debiti e nessun patrimonio, purché meritevole (assenza di atti in
frode e mancanza di dolo o colpa grave). In tal caso si dovranno eventualmente pagare i creditori solo se entro quattro anni dall’inizio della procedura pervengano al debitore utili che consentano un pagamento superiore al 10% dei creditori stessi. E’ inimnaginabile la platea dei soggetti che potrebbero ricorrere a tale rimedio ! (dai fidejussori già escussi a coloro che hanno debiti verso lo Stato, ma nessun bene per farvi fronte). Per concludere, è evidente il favor del legislatore e l’intento di fornire un rimedio alle situazioni di difficoltà economica che investono ai giorni nostri diverse realtà. L’auspicio è che di questa tendenza, attesa l’entrata in vigore della nuova disciplina prevista solo per il 2020, tengano conto sin da ora anche i nostri Tribunali, oggi ancora troppo restii a favorire l’accesso alle procedure anzidette.

CNDCEC: nomina e percorso formativo del gestore della crisi da sovraindebitamento.

Il Pronto Ordini 183/2018, pubblicato sul sito del CNDCEC il 18 marzo 2019, ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina della nomina e al percorso formativo del gestore della crisi da sovraindebitamento. 

I quesiti
L’Ordine di Pistoia, ha posto i seguenti quesiti, chiedendo conferma se: 

  • il Giudice del sovraindebitamento, nel nominare i professionisti facenti funzioni di OCC, ai sensi dell’articolo 15, comma 9, della Legge n. 3/2012, sia tenuto a verificare il previo assolvimento degli obblighi formativi previsti dal D.M. n. 202/2014;
  • il Giudice del sovraindebitamento possa, ancor oggi, liberamente nominare, ai sensi del disposto di cui all’articolo 15, comma 9, della Legge n. 3/2012, il professionista facente funzioni di OCC, prescindendo dall’esistenza o meno di un OCC regolarmente costituito nella circoscrizione del Tribunale competente;
  • il Giudice del sovraindebitamento non debba limitare la propria scelta tra i professionisti iscritti negli elenchi dei gestori della crisi dell’OCC di riferimento, bastando al riguardo il possesso dei requisiti di professionalità di cui all’articolo 28 l.f., per come richiamati dall’articolo 15, comma 9, della Legge n. 3/2012.

PO 183/2018
In virtù della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n. 38 del 14-02-2019 – Suppl. Ordinario n. 6) del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D. Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14), è opportuno tornare sull’aspetto riguardante, appunto, la nomina e la formazione del gestore della crisi da sovraindebitamento, chiarendo anche le regole nel regime transitorio. 
A riguardo, si ricorda anzitutto che, le nuove discipline delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento e della liquidazione controllata del sovraindebitato, entreranno in vigore il 15 agosto 2020. Di conseguenza, le domande di accesso alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, depositate prima del 15 agosto 2020, e le procedure pendenti a tale data, saranno definite secondo quanto disposto dalla Legge n. 3/2012. 

In merito ai quesiti esposti in precedenza, il CNDCEC, per quanto concerne la verifica degli obblighi formativi, osserva che i professionisti e le STP nominati dal Giudice del sovraindebitamento, purché in possesso dei requisiti di cui all’articolo 28 l.f., potranno essere incaricati senza l’assolvimento degli obblighi formativi prefissati nel D.M. n. 202/2014. 
Si precisa, altresì, che la formazione iniziale e biennale indicata nell’articolo 4, comma 5, lett. d), e comma 6, del predetto D.M. è richiesta unicamente per i professionisti che intendono iscriversi nell’elenco dei gestori della crisi dell’OCC di appartenenza e che vengono nominati dal referente dell’OCC. Scaduto il periodo transitorio, per mantenere l’iscrizione nell’elenco dei gestori della crisi, i professionisti iscritti agli Ordini professionali dovranno assolvere agli obblighi formativi suddetti. 

Relativamente al secondo quesito posto, il documento in commento precisa che è tutt’ora applicabile la modalità alternativa della nomina del facente funzioni di OCC (di cui all’articolo 15, comma 9, della Legge n. 3/2012). Si osserva, però, che nonostante il diverso orientamento della Corte di Cassazione (ord. n. 19740/2017), la vigente formulazione del citato articolo 15, comma 9, laddove contempla l’avverbio “anche”, non consente di ritenere che il Giudice del sovraindebitamento sia tenuto a procedere alla nomina del professionista o della STP (in possesso dei requisiti di cui all’articolo 28 l.f.), unicamente nel caso di mancata costituzione dell’OCC nell’ambito della circoscrizione del Tribunale competente. 

Fermo restando quanto osservato in merito alla disciplina transitoria applicabile sino al 15 agosto 2020, si specifica che, per concerne le future crisi da sovraindebitamento, si sottolinea quanto previsto dal Codice della crisi d’impresa, ossia che i compiti e le funzioni allo stesso attribuiti, possono essere svolti da un professionista o da una STP in possesso dei requisiti di cui all’articolo 358 del Codice, nominati dal Giudice del sovraindebitamento, qualora nel circondario del Tribunale competente non vi sia un OCC. 

Infine, in relazione all’ultimo quesito, il documento in commento chiarisce che il Giudice del sovraindebitamento, nell’esercizio della discrezionalità riconosciutagli dall’ordinamento, può designare il professionista facente funzioni anche al di fuori dei nominativi inclusi negli elenchi dei gestori degli OCC, essendo richiesto unicamente il possesso dei requisiti di cui all’articolo 28 l.f.

Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza – Entrata in vigore delle nuove norme – Previste due fasi

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 – Supplemento Ordinario n. 6, il Decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, recante“Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155“.

Secondo quanto previsto dall’articolo 389, le disposizioni contenuto in questo decreto non saranno immediatamente applicabili ma entreranno in vigore in maniera scaglionata: alcune disposizioni entreranno in vigore entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto (entro il 16 marzo 2019), altre entro 18 mesi dalla stessa pubblicazione (entro il 15 agosto 2020). Vediamole nel dettaglio

1) Disposizioni operative tra 30 giorni (16 marzo 2019)

Saranno operative entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto, e quindi dal 16 marzo 2019, le disposizioni riguardanti:

– la competenza, nei procedimenti di regolazione della crisi o dell’insolvenza e le controversie che ne derivano relativi alle imprese in amministrazione straordinaria e ai gruppi di imprese di rilevante dimensione, assegnata al tribunale sede delle sezioni specializzate in materia di imprese individuato avuto riguardo al luogo in cui il debitore ha il centro degli interessi principali (art. 27, comma 1);
– le modifiche alla disciplina dell’amministrazione straordinaria (art. 350);
– l’istituzione dell’albo dei soggetti destinati a svolgere, su incarico del tribunale, le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore (artt. 356, 357);
– la realizzazione dell’area web riservata (prevista dal comma 6 dell’art. 40) da parte del Ministero dello sviluppo economico, sentita l’Agenzia per l’Italia digitale, avvalendosi delle strutture informatiche di cui all’articolo 6-bis, comma 4, del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale).

Il comma 6 dell’art. 40 prevede infatti che quando la notificazione a mezzo di posta elettronica certificata del ricorso e del decreto di convocazione, da parte di coloro che esercitano funzioni di controllo e di vigilanza sull’impresa o da parte del pubblico ministero, non risulta possibile o non ha esito positivo per causa imputabile al destinatario, il ricorso e il decreto dovranno essere notificati senza indugio, a cura della cancelleria, mediante il loro inserimento nell’area web riservata. La notificazione si ha per eseguita nel terzo giorno successivo a quello in cui è compiuto l’inserimento.

– le norme sulla certificazione dei debiti contributivi e per premi assicurativi (art. 363);
– le norme sulla certificazione dei debiti tributari (art. 364);
– le norme sul recupero delle spese della procedura e il compenso del curatore in caso di revoca della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale (art. 366);
– le previsioni sugli assetti organizzativi dell’impresa (con la modifica dell’art. 2086 del Codice civile) societari (con la modifica dell’art. 2257 del Codice civile) (art. 375 e 377),
– sulla responsabilità degli amministratori (con la modifica degli articoli 2476 e 2486 del Codice civile) (art. 378);
– sulla nomina degli organi di controllo (con la modifica dell’art. 2477 del Codice civile) (art. 379). A tale proposito, si rammenta che l’obbligo di nomina dell’organo di controllo, per le società a responsabilità limitata e le società cooperative già costituite alla data di entrata in vigore del presente decreto, dovrà essere rispettato entro nove mesi dalla predetta data (art. 379, comma 3);
– le garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire (artt. 385, 386, 387, 388).

2) Disposizioni operative tra 18 mesi (15 agosto 2020)

Per il resto, il Decreto legislativo entra in vigore decorsi diciotto mesi dalla data della sua pubblicazione, ovvero il 15 agosto 2020.

Da tale data saranno pienamente operative la maggior parte delle disposizioni, comprese le misure di allerta, volte a consentire la pronta emersione della crisi, nonché la nuova sezione sul sovraindebitamento, ovvero sul fallimento del consumatore e delle piccole imprese.

3) Disciplina transitoria

All’articolo 390 del decreto legislativo è ricompresa anche una norma di disciplina della fase transitoria, che riguardano ricorsi e domande presentati prima dell’entrata in vigore o pendenti alla data di entrata in vigore del decreto in commento

3a) Viene prescritto, in particolare, che:

– i ricorsi per dichiarazione di fallimento e le proposte di concordato fallimentare,
– i ricorsi per l’omologazione degli accordi di ristrutturazione, per l’apertura del concordato preventivo, per l’accertamento dello stato di insolvenza delle imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa e
– le domande di accesso alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento

depositati prima dell’entrata in vigore del presente decreto dovranno essere definiti secondo le disposizioni del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, nonchè della legge 27 gennaio 2012, n. 3 (recante “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonchè di composizione delle crisi da sovraindebitamento“).

3b) Le procedure di fallimento e le altre procedure indicate sopra, pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonchè le procedure aperte a seguito della definizione dei ricorsi e delle domande di cui al medesimo comma dovranno essere definite secondo le disposizioni del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, nonchè della legge 27 gennaio 2012, n. 3.

Tribunale di Napoli : Omologa Piano del Consumatore.

Una giornata importante oggi per due coniugi associati ad OANC Obiettivo Associazione Nazionale Consumatori seguiti dal dott. Vairo Dario e dal Dott. Binetti Paolo.

Oggi il Tribunale di Napoli ha omologato la procedura 17/2018 nella quale i due coniugi attraverso il Piano del Consumatore soddisfano i loro creditori e salvano la propria casa.

I coniugi hanno problemi con la Banca per rate di mutuo insolute, scoperto di conto corrente, carte revolving, due cessioni del quinto, un finanziamento e cartelle da onorare con ADR Riscossione. Hanno accumulato debiti per 150.000,00 euro. OANC redige una proposta ed offre 113.000,00 in un totale di anni 10 e mesi 9. Il Giudice ritiene il progetto valido e meritevole omologandolo in data odierna.

Elementi di rilievo sono di sicuro la moratoria concessa dopo i 12 mesi per iniziare il pagamento delle prime rate del creditore ipotecario ed in secondo luogo , e non meno importante, la durata complessiva di anni 10 e mesi 9 che va oltre il consolidando orientamento di proposte che siano contenute in un arco temporale di sette anni.